COME LA PIOGGIA - di Andrea Bonvicini
Provate ad immaginare un mondo nel quale gli esseri umani hanno perso la capacità di comunicare gli uni con gli altri. Immaginate cosa possa voler dire muovere le labbra senza che alcun rumore esca dalla bocca, o aprire un libro e non riuscire a leggerne il contenuto.
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Strana storia, quella di Ulisse. Possibile che uno se ne stia lontano per vent'anni, struggendosi dal desiderio di rivedere la sua patria, abbandoni una bellissima ninfa immortale per tornare da una moglie non più giovane, rientri a casa dopo una pericolosissima traversata in solitaria, nessuno lo riconosca, neanche il padre o la moglie stessa, ne ammazzi tutti i pretendenti rischiando di provocare una mezza rivoluzione, e finalmente, quando avrebbe tutto il diritto di starsene un po' tranquillo, decida di ripartire di nascosto lasciando tutti con un palmo di naso? D'accordo, è un racconto mitologico, però, insomma, non è molto... logico!
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