A Georgi Gospodinov il premio Strega europeo 2021

A Georgi Gospodinov il premio Strega europeo 2021

Tra i suoi autori preferiti vi sono Borges, Brodskij, Andersen e… sua nonna! Georgi Gospodinov è lo scrittore bulgaro che a Torino, al Circolo dei lettori, è stato proclamato vincitore della 8ª edizione del Premio Strega europeo con Cronorifugio (Voland; 10 su 22 voti della giuria). Di baba – così si dice nonna in bulgaro – l’autore ricorda  i racconti. «Contro la crisi di senso che stiamo attraversando, non solo in Europa ma in generale come esseri umani», una delle possibili soluzioni è  «tornare a scaldare i cuori con le storie, le storie di tutti, non solo dei grandi scrittori». Narrare, spiega, «crea empatia e memoria. Difficilmente se qualcuno ha pianto per La piccola fiammiferaia sarà in grado di commettere un crimine. Una società che non racconta più storie è come se soffrisse di un grave Alzheimer sociale».

Cronorifugio è ambientato proprio in un’Europa contemporanea che sta perdendo la memoria, in cui gli Stati iniziano a desiderare il passato, fino a indire un referendum con cui ciascun Paese può tornare al Novecento e scegliere in quale decennio collocarsi. «Mentre scrivevo — dice l’autore — credevo che Cronorifugio fosse un romanzo distopico, invece via via è diventato realistico: c’è stata un’accelerazione da parte dei leader populisti nel riproporci le ideologie del passato».

«Noi narratori dell’Europa orientale abbiamo sulle spalle uno zaino di storie che non sono state ancora raccontate». Lui ha viaggiato nel continente solo dopo il 1989; i suoi nonni e i genitori non avevano potuto farlo: «Dobbiamo recuperare quel sogno, reinventare il mito europeo. Per me ha un valore soprattutto morale, si collega alla libertà». Come? «Oltre a raccontare, ricordare che i nostri figli ci guardano. Ciò che ci unisce sono loro, naturali o ideali che siano, il loro futuro. E questo pensiero può guidarci su tutto: migrazioni, ambiente, rigurgiti d’odio». A proposito del primo tratto di muro costruito tra Bulgaria e Turchia lo scrittore dice: «Il virus del nazionalismo è contagioso. Ecco perché, lo ribadisco, servono le storie: a lottare contro le risposte facili, la crisi di senso ridotto, condensato, strumentalizzato. Specie nell’era dei nuovi media, così veloci, spesso luogo di aggressività, le narrazioni, i romanzi, danno spazio alla riflessione».

Gospodinov era finalista con Ana Blandiana (Applausi nel cassetto, Elliot), Aixa de la Cruz (Transito, Perrone), Hervé Le Tellier (L’anomalia, La nave di Teseo), Anne Weber (Annette, un poema eroico, Mondadori): tutti presenti al Salone di Torino.

Al Circolo sono stati premiati anche Giuseppe Dell’Agata, traduttore di Gospodinov; Judith Schalansky, vincitrice del 2020 con Inventario di alcune cose perdute (Nottetempo) e la traduttrice Flavia Pantanella (l’edizione scorsa si era svolta a porte chiuse.

Cronorifugio di Georgi Gospodinov – Il nuovo, attesissimo romanzo di Georgi Gospodinov ci porta a Zurigo, Sofia, Vienna, Sarajevo, Brooklyn, e in altri luoghi e tempi, e ci mette di fronte a tutta l’incertezza del futuro, mescolando satira e nostalgia, storia e ironia, in un irresistibile viaggio nello sconfinato continente di ieri.

«Cronorifugio è un innesto esondante d’invenzione su fatti storici, è l’esplorazione nostalgica e ironica di un secolo andato» – Nadia Terranova, Robinson

Gaustìn, un bizzarro personaggio che vaga nel tempo, inaugura a Zurigo una “clinica del passato” dove accoglie quanti hanno perso la memoria per aiutarli a riappropriarsi dei loro ricordi. Ogni piano dell’edificio riproduce nei dettagli un decennio del secolo scorso, e la prospettiva di un confortevole rifugio dal presente finisce per allettare anche chi è perfettamente sano. In Europa intanto viene indetto il primo referendum sul passato e la campagna elettorale si fa ben presto movimentata…