Dall’acquaforte all’acquatinta: evoluzione della tecnica di incisione

Goya - El sueño de la razón, Il sonno della ragione genera mostri, da Los Caprichos 1799
Scopri l'acquatinta, tecnica che crea effetti chiaro-scuro simili all'acquarello. Utilizzata spesso con altre tecniche artistiche

In un precedente articolo ho descritto la tecnica di incisione indiretta in cavo denominata acquaforte. Una variante di tale tecnica, ad essa complementare, è la cd. acquatinta. La procedura è la stessa seguita per l’acquaforte, e per questo motivo rinvio al relativo articolo che la descrive in modo accurato.

La differenza tra le due tecniche consiste nella lavorazione della matrice di stampa che, nel caso dell’acquatinta, permette di ottenere un effetto chiaro-scuro. La tecnica, ideata nel XVII secolo (seppur maggiormente utilizzata nei secoli successivi), prevede lo spargimento sulla piastra di una polvere granulare resistente all’acido. La piastra è quindi scaldata in modo che la polvere (normalmente del bitume) si fonda con la stessa, creando dunque una superficie granulare (cd. granitura).

Una volta conclusa questa procedura, e una volta realizzato il disegno in negativo sulla piastra,  quest’ultima si cosparge con della vernice resistente all’acido nelle parti che devono rimanere bianche (oltre che ovviamente sui lati e sul retro), per poi immergerla nell’acido (morsura). L’acido aggredisce il metallo nelle parti scoperte incidendo il disegno e producendo una superficie spugnosa.

Una volta conclusasi la fase di stampa, realizzata con la stessa procedura descritta per l’Acquaforte, il risultato è dunque molto simile a quello proprio dell’acquarello. Caratteristica di questa tecnica è la possibilità di ottenere varie tonalità di colore, a seconda di come viene effettuata la granitura, e quindi di come viene sparsa la polvere sulla piastra. Effetti particolari si possono realizzare mediante una serie di morsure consecutive, ovvero utilizzando delle polveri di dimensioni diverse nelle varie parti della piastra.

Proprio la presenza di questo grande numero di punti, a formare una sorta di superficie omogenea, permette di riconoscere le incisioni realizzate con questa tecnica la quale, anche se non sempre, si accompagnava spesso all’utilizzo di altre tecniche (vedi le stampe realizzate dal Goya mediante l’utilizzo di entrambe le tecniche dell’acquatinta e dell’acquaforte).

di Diego Manzetti