Addio a Kazuko Shiraishi, poetessa giapponese d’avanguardia

Kazuko Shiraishi

Il mondo della letteratura giapponese ha perso una delle sue voci più distintive con la scomparsa di Kazuko Shiraishi, poetessa e pioniera della poesia performativa moderna, avvenuta il 14 giugno 2024 all’età di 93 anni. Shiraishi è stata spesso definita “l’Allen Ginsberg del Giappone” per il suo stile rivoluzionario e la sua capacità di fondere poesia e musica jazz nelle sue performance.

Nata a Vancouver, in Canada, Shiraishi si trasferì in Giappone durante l’infanzia. La sua carriera iniziò precocemente, quando ancora adolescente si unì a un gruppo di poesia d’avanguardia. A soli vent’anni, pubblicò la sua opera di debutto “Tamago no Furu Machi” (“La città in cui piovono uova”), una rappresentazione surrealista della distruzione del Giappone durante la guerra. Questo lavoro la catapultò rapidamente alla fama, evidenziando il suo talento unico nel captare e reinterpretare le esperienze storiche attraverso una lente poetica e surreale .

Conosciuta per la sua lunga chioma nera e il suo stile di recitazione teatrale, Shiraishi sfidava i tradizionali stereotipi della donna giapponese silenziosa e non assertiva. La sua poesia era caratterizzata da una potente carica emotiva e da un linguaggio spesso bizzarro ed erotico, che rompeva con le forme letterarie giapponesi più tradizionali come l’haiku e il tanka. Tra i suoi influssi artistici, Shiraishi citava artisti e musicisti del calibro di Joan Miró, Salvador Dalí e John Coltrane.

Shiraishi fu anche una figura di spicco nei festival di poesia internazionali, dove spesso recitava i suoi lavori accompagnata da musicisti jazz come Sam Rivers e Buster Williams. Il suo tributo al jazzista Coltrane, attraverso un poema in versi liberi, rimane uno dei momenti più celebrati della sua carriera. Il contributo di Kenneth Rexroth, poeta e traduttore americano, fu fondamentale per la diffusione della sua opera in lingua inglese. Rexroth tradusse numerose raccolte di Shiraishi, tra cui “Seasons of Sacred Lust” nel 1978 e “My Floating Mother, City” nel 2009, rendendo accessibile la sua poesia a un pubblico internazionale.

La vita personale di Shiraishi fu altrettanto interessante. Sposata con Nobuhiko Hishinuma, lascia una figlia. La sua personalità vivace e la sua poesia audace hanno lasciato un’impronta indelebile nella cultura giapponese e nella letteratura mondiale. La sua morte segna la fine di un’era, ma le sue opere continuano a vivere, ispirando nuove generazioni di poeti e artisti

Kazuko Shiraishi rappresenta un esempio luminoso di come l’arte possa trascendere le barriere culturali e linguistiche, comunicando emozioni e idee universali attraverso la poesia. La sua eredità sarà ricordata non solo per la sua innovazione stilistica, ma anche per il coraggio con cui ha affrontato temi complessi e spesso controversi, portando la poesia giapponese a nuovi livelli di riconoscimento e apprezzamento internazionale