Aforismi di Proust

L’articolo che il prof. Angelo Favaro ha scritto per www.i-libri.com, intitolato “Tutti con Marcel (Proust)”, ha fornito il destro a un collage di aforismi che qui riproponiamo per soffermarci su alcuni spunti del pensiero fluido e narrativo del grande scrittore francese.
Qualcuno ha dato “il la” su un social, provocando il web a raccolta.
Quale miccia è più efficace dell’Amore (“In amore non può esserci tranquillità, perché il vantaggio conquistato non è che un nuovo punto di partenza per nuovi desideri”) per propagare un rogo virtual-letterario?

Allo stimolo incendiario ha prontamente risposto lo stesso Angelo Favaro, che – rimanendo nel tema con la A maiuscola – ha proposto: “Si ama solo ciò che non si possiede completamente“.
Caterina Vicino ha spostato l’attenzione dalle incertezze dell’amore verso qualcosa di “bellamente etico”:  “L’essenza del promettere è nella nostra lealtà…
Maria Grazia Colantuono ha scelto un passaggio estetico: “Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.”
Maria Stella Calligaris ha rincarato la dose, ma – anziché avvalersi di un aforisma – ha preferito esprimere una propria opinione con un tocco d’ironia: “Condivido ciò che scrive Maria Grazia. Mi spiego forse perché non leggo in questo periodo… Devo capire da sola e risolvere la gran confusione che sento nella mia vita ora! Ahahah!”
Ritornano arte ed estetica nella citazione di Sara Brutto: “Cercate di conservare sempre un lembo di cielo sopra la vostra vita, fanciullo mio, aggiungeva voltandosi verso di me. Voi avete un’anima bella, d’una qualità rara, una natura d’artista, non lasciatele mancare ciò di cui ha bisogno.
Con potente virata e vocazione circolare, Cristina Ricciardo converge sul tema iniziale, sempre affrontato da Proust con un carico di sofferta originalità: “C’è nell’amore una sofferenza permanente, che la gioia neutralizza, rende virtuale, rinvia, ma che può in ogni momento diventare quel che sarebbe da molto tempo se non si fosse ottenuto ciò che si sperava: atroce.

Desiderosi di non snaturare il nostro approccio a Proust, riducendolo a una sequenza di aforismi, abbiamo chiesto ad Angelo F. quale potesse essere il motivo conduttore di uno scrittore tanto complesso, profondo e prolifico. Questa è la risposta:
L’idea di sondare le relazioni fra l’uomo e il mondo, nei suoi aspetti anche più reconditi. Il bello nell’opera di Proust, in ogni romanzo puoi ritrovare ciò che dico, è il dare esattamente il medesimo valore significativo a qualcosa di grande e bello, esemplare, come una piazza, una città, una lunga strada, un capolavoro d’arte, e a qualcosa di apparentemente minuto e quasi insignificante come una tazza, una finestra, un piccolo ninnolo… davvero fantastico…”
Sì, fantastico. Vero?

La Redazione di i-libri.com