Aforismi sulla letteratura – 3

8.

Dopo aver letto l’Edipo re ho compreso che non avrei mai potuto scrivere una tragedia, un romanzo giallo, un poema sulla sorte.

9.

Viaggiare con Enea, perdermi con Dante, impazzire con Orlando, piangere con Amleto, giocare con Jaques e inseguire Candide, perdermi con Fabrice, ascoltare Heathcliff, interrogare Raskol’nikov, incazzarmi con Gregor, non sparare con Michele, conversare con Vladimiro e Estragone, fare sega a scuola con Holden, fare un giro in macchina con Eric Packer, è incomparabilmente più emozionante che rimanere ad ascoltare coetanei che ti raccontano le loro avventurose vite quotidiane. Inoltre, i coetanei che ti raccontano le loro avventurose vite quotidiane ogni volta ripeteranno le stesse cose, nello stesso modo, più o meno, invece non ascolterò mai le stesse cose, dette più o meno nello stesso modo, tornando a viaggiare con Enea, perdermi con Dante, impazzire con Orlando, piangere con Amleto, giocare con Jaques e inseguire Candide, perdermi con Fabrice, ascoltare Heathcliff, interrogare Raskol’nikov, incazzarmi con Gregor, non sparare con Michele, conversare con Vladimiro e Estragone, fare sega a scuola con Holden, fare un giro in macchina con Eric Packer. Sarà sempre nuovo, tutto nuovo.

10.

Se è segnalata la data di pubblicazione, non è mai indicata la data di scadenza su una grande opera letteraria.

Angelo Fàvaro

(Nella foto: Gustave Moreau – Edipo e la Sfinge, particolare)