Alberto Arbasino: eclettismo e innovazione

A quattro anni dalla sua scomparsa, il mondo letterario continua a celebrare l’eredità di Alberto Arbasino, eclettico scrittore del Novecento italiano. Nato a Voghera il 22 gennaio 1930 e scomparso il 22 marzo 2020, Arbasino ha lasciato un'impronta indelebile nel panorama culturale italiano


A quattro anni dalla sua scomparsa, il mondo letterario continua a celebrare l’eredità di Alberto Arbasino, eclettico scrittore del Novecento italiano. Nato a Voghera il 22 gennaio 1930 e scomparso il 22 marzo 2020, Arbasino ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama culturale italiano, con una prosa caratterizzata da una ricca tessitura linguistica e una narrativa innovativa.

Membro del Gruppo 63, Arbasino è stato una figura centrale della neoavanguardia, un movimento che ha promosso la sperimentazione nella letteratura italiana. La sua produzione letteraria spazia dal romanzo alla saggistica, dalla poesia al teatro, lasciando un segno distintivo nel campo delle lettere.

Tra le sue opere più significative, “Fratelli d’Italia“, pubblicato per la prima volta nel 1963 e successivamente riscritto, “Le piccole vacanze“, “L’anonimo lombardo“, “La bella di Lodi” e “Parigi o cara“.