ANIME ASSASSINE – di Diego Collaveri

Titolo: Anime assassine
Autore: Diego Collaveri

Presentazione dell’autore


Dopo un certo numero di presentazioni, in cui mi sono trovato ad assistere a diversi modi, più o meno efficaci, di introdurre ed incuriosire un pubblico a questo mio libro, sono stato preso dalla curiosità di essere per una volta dalla “parte opposta della barricata”; ho colto quindi al volo l’occasione, fornita dagli amici di i-LIBRI, di vestire i panni del relatore, cercando di astrarmi il più possibile da quelle di autore, per presentarvelo.

“Anime assassine – i casi dell’ispettore Quetti”, di Diego Collaveri, edito da Aletti Editore, è una raccolta di sette racconti giallo/noir che narrano i casi di un ispettore di polizia un pò sopra le righe, o meglio: i primi sei racconti sono casi da lui risolti, mentre l’ultimo svela un fatto appartenente al passato del protagonista. Attraverso l’ordine non cronologico dei racconti, l’occhio del lettore si avvicina sempre più, con una lente d’ingrandimento, all’anima di Quetti, mentre contemporaneamente il registro della narrazione tutt’intorno si evolve, passando gradualmente dal polizesco del primo racconto fino al pieno noir dell’ultimo.

Quetti, solitario, burbero e cinico, spesso antipatico, il classico antieroe dei film con Humprey Bogart, ci spinge oltre il velo dell’apparenza di una città, nascosta dietro una facciata di normalità, seguendo il concetto che non esistono bene o male assoluti, ma che l’anima umana ha così tante sfaccettature, la cui maggior parte nascoste, che spesso queste due caratteristiche si celano l’una dietro all’altra, rendendo assassini personaggi così comuni e normali da essere insospettabili; anche gli ambienti quindi, dove si svolgono le vicende, rispecchiano questa idea, portando mondi di normalità, borghesia, benessere, a collimare con prostituzione, denaro, giochi di potere ed omicidi, fino a confondersi tra loro al punto da renderli la città indefinita in cui si muove il nostro ispettore, le cui macchie del passato lo portano ad avere una visuale più profonda e cinica dell’apparenza.

Sullo sfondo di indagini intricate altri personaggi fissi affiancano Quetti, fornendo involontariamente gli spunti risolutivi agli enigmi in cui si trova incastrato, diventando così comprimari indispensabili alla figura del protagonista. La narrazione in prima persona ci porta a vedere questo mondo con gli occhi di Quetti, interfacciandosi efficacemente con l’intreccio e rendendo la lettura scorrevole. Il libro ha ricevuto ottime recensioni da parte della critica, che lo ha definito un classico del genere, e sta ottenendo una buona risposta di pubblico. Non mi resta che augurarvi una buona lettura e che questa vi lasci con un dubbio: e se foste anche voi un’anima assassina?