Assassinio in Cornovaglia di Elizabeth George, Longanesi – Dopo tre anni di attesa, torna in libreria la regina del mystery con un nuovo romanzo della serie dedicata all’ispettore Thomas Lynley e alla sergente Barbara Havers. Assassinio in Cornovaglia (titolo originale A Slowly Dying Cause), pubblicato da Longanesi il 21 ottobre 2025 nella traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, è un’opera di oltre seicento pagine nella quale Elizabeth George sa coniugare la struttura del giallo classico con l’indagine psicologica dei personaggi e una forte attenzione al contesto sociale.
La storia si apre in Cornovaglia, terra di scogliere e miniere, dove la quiete di una comunità costiera viene sconvolta dal brutale omicidio di Michael Lobb, un artigiano del metallo trovato morto nella sua officina. Lobb era al centro di una disputa familiare e commerciale: una compagnia mineraria desiderava acquistare i suoi terreni per estrarre litio, risorsa strategica per l’industria ecologica, ma l’uomo si era sempre opposto alla vendita. Il delitto si colloca così all’incrocio fra interessi economici, tensioni ambientali e conflitti domestici. Questo genere di intreccio è tipico della scrittura di George, che spesso colloca i suoi omicidi all’interno di contesti complessi.
A indagare sul caso è l’ispettrice Beatrice Hannaford, già incontrata in alcuni dei precedenti romanzi, stavolta impegnata anche a confrontarsi con decisioni personali che incidono sulla sua vita privata. Solo nella seconda metà del libro entrano in scena Lynley e Havers: lui alle prese con i problemi economici e strutturali dell’antica dimora di famiglia, lei in congedo dopo la morte della madre. L’ispettore, costretto a valutare se nei propri terreni possa trovarsi una riserva di litio, richiama la collega in Cornovaglia con un pretesto, ma l’arrivo di Barbara coincide con la notizia dell’omicidio. L’indagine prende una svolta inattesa quando emerge che l’uomo arrestato dalla polizia è il fratello della donna di cui Lynley è innamorato.
Il romanzo è stato accolto positivamente dalla critica anglosassone, in particolar modo per la densità dei personaggi e la stratificazione delle trame. Elizabeth George costruisce una vicenda corale, in cui ogni figura – dal minatore al dirigente della compagnia mineraria, dalla giovane vedova del defunto alle forze dell’ordine – contribuisce a formare un quadro umano realistico e sfaccettato. Anche i personaggi secondari, persino quelli che appaiono per poche pagine, sono delineati con attenzione e profondità, e la molteplicità dei punti di vista arricchisce la narrazione, alternando scene d’indagine a estratti dal diario della vittima, che rivelano retroscena e motivazioni.
Il ritmo è volutamente meditato e si adatta alla complessità del racconto: l’autrice, difatti, non rinuncia alla lentezza necessaria per svelare i legami familiari, le ambiguità morali e le ferite emotive che attraversano la storia.
In occasione dell’uscita del libro, Elizabeth George sarà in Italia a novembre per due incontri con il pubblico: il 15 novembre a Cuneo, ospite di Scrittorincittà, e il 16 novembre a BookCity Milano, dove dialogherà rispettivamente con Livio Partiti e Paola Barbato. L’autrice, che vive nello Stato di Washington, è da anni una delle voci più autorevoli della crime fiction internazionale. Vincitrice di riconoscimenti come l’Anthony Award, l’Agatha Award e il Grand Prix de Littérature Policière, ha costruito con la serie di Lynley e Havers un universo narrativo complesso, capace di coniugare introspezione e tensione investigativa.
Durante una recente intervista al St. Louis County Library, riportata dal sito Dancing Priest, George ha raccontato alcuni aspetti del suo processo creativo: «Finquando ci saranno storie da raccontare, io continuerò a scrivere». La scrittrice ha spiegato di aver ideato i due protagonisti come opposti complementari – Lynley aristocratico e colto, Havers di origini popolari e dal temperamento impulsivo – e di partire sempre dal luogo, poi dalla vittima, e infine dal modo in cui il crimine viene commesso. L’ambientazione, ha detto, è spesso la scintilla che accende la storia. In questo caso, la Cornovaglia è un vero e proprio motore narrativo, con la sua natura aspra e le sue tensioni tra tradizione e modernità.
Nel corso dello stesso incontro, George ha descritto la disciplina che accompagna il suo lavoro di scrittura: redige sempre una prima stesura completa e poi riscrive più volte, riducendo e affinando la trama fino a raggiungere l’equilibrio desiderato. Ogni romanzo richiede, in media, dai diciotto ai ventiquattro mesi di lavoro. A proposito del destino dei suoi personaggi, ha ricordato una delle decisioni più discusse della serie, la morte di Helen, la moglie di Lynley: “Se Helen fosse rimasta nella serie, la trama complessiva si sarebbe chiusa nel contesto familiare e dei figli”, ha spiegato, sottolineando come la scelta sia stata necessaria per mantenere viva la tensione narrativa.
Nell’intervista concessa a Muddy Stilettos Cornwall (link), George ha raccontato i sopralluoghi che l’hanno ispirata: «Sono andata a Morwenstow perché avevo letto di una capanna costruita con i resti di naufragi. Quando ci sono entrata, ho capito subito che l’avrei usata in un romanzo». L’autrice cita anche Zennor e Mousehole, luoghi che tornano spesso nei suoi libri: il primo per la suggestione della “Mermaid’s Chair” nella chiesa del villaggio, il secondo per l’atmosfera mutevole e per le stradine strette tra le case di granito. Mousehole, spiega, è anche lo scenario di alcune delle scene più significative del romanzo, dove Lynley sorprende Havers mentre si muove in modo sospetto con la donna che lui ama.
L’attenzione al paesaggio e alla cultura inglese è uno dei tratti distintivi di George, che ha dichiarato: «Volevo davvero portare i miei personaggi in giro per l’Inghilterra, perchè la amo (ll’Inghilterra)». L’amore per i luoghi, unito a un rigore quasi antropologico nello studio dei personaggi, si traduce in romanzi che uniscono il fascino del mistero classico alla profondità del realismo sociale. La Cornovaglia del libro è lontana dalle immagini turistiche: è un territorio segnato da un passato minerario, da tensioni economiche e da comunità che guardano con sospetto agli estranei.
Nel complesso, Assassinio in Cornovaglia rappresenta un ritorno atteso e maturo di Elizabeth George, capace di rinnovare la serie senza tradirne l’essenza.

