Maya Abu Al-Hayyat nacque a Beirut nel 1980 da madre libanese e padre palestinese. Sebbene la nascita sia avvenuta in Libano, trascorse l’infanzia prevalentemente in Giordania, crescendo all’interno di una realtà segnata dagli spostamenti e dalla diaspora palestinese. Parte della sua educazione avvenne inoltre in Tunisia, dove raggiunse il padre, esperienza che contribuì a costruire una sensibilità fortemente legata ai temi dell’identità, della memoria e dell’appartenenza.
Dopo gli anni della formazione si trasferì in Palestina e frequentò l’Università Nazionale An-Najah di Nablus, dove nel 2003 conseguì una laurea in ingegneria civile. Nonostante la formazione tecnica, Abu Al-Hayyat orientò progressivamente la propria attività verso la letteratura, la scrittura e il lavoro culturale.
Negli anni successivi visse tra Amman, Tunisi e Gerusalemme, città nella quale si stabilì definitivamente nel 2008 insieme alla famiglia. Vive tuttora a Gerusalemme con il marito e i tre figli.
La sua attività professionale iniziò come ingegnera civile, ma ben presto si ampliò verso ambiti artistici e culturali differenti. Abu Al-Hayyat lavorò infatti anche come attrice e narratrice orale, prendendo parte al film Love, Theft and Other Problems diretto da Muayad Alyan. Parallelamente sviluppò un intenso impegno nel campo della promozione culturale e della letteratura per l’infanzia.
Fu direttrice del Palestine Writing Workshop e guidò il Palestine Writing Association, progetto dedicato all’incoraggiamento della lettura e della scrittura creativa attraverso laboratori, programmi educativi e pubblicazioni rivolte a bambini e giovani lettori. Collaborò inoltre alla realizzazione di programmi televisivi per bambini, tra cui la versione araba di Sesame Street, Iftah Ya Simsim, e presentò programmi per l’infanzia sulla televisione palestinese.
Nel corso degli anni la sua produzione letteraria ottenne una crescente diffusione internazionale. Le sue poesie e i suoi racconti vennero tradotti in inglese, francese, tedesco, svedese, italiano e spagnolo, contribuendo a far conoscere la sua voce anche al di fuori del contesto palestinese.
La carriera e le principali opere
Maya Abu Al-Hayyat esordì nella narrativa nel 2004 con il romanzo Habbat Min Al-Sukkar (Beads of Sugar), cui seguì nel 2007 la prima raccolta poetica, Ma Qalat’hu Fih (What She Said About It). Fin dagli inizi la sua scrittura si caratterizzò per l’attenzione alle relazioni familiari, all’esperienza femminile e al senso di frammentazione legato all’esilio e alla vita palestinese contemporanea.
Negli anni successivi pubblicò numerosi romanzi e raccolte poetiche, sviluppando uno stile narrativo essenziale ma fortemente emotivo, nel quale la dimensione quotidiana si intreccia continuamente con la storia collettiva e con la precarietà dell’esistenza sotto occupazione.
Tra le opere più importanti figura Nessuno conosce il proprio gruppo sanguigno (No One Knows Their Blood Type, 2013), romanzo che ottenne particolare attenzione internazionale grazie alla traduzione inglese di Hazem Jamjoum. L’opera venne candidata al Palestine Book Award e al National Translation Award in Prose dell’American Literary Translators Association nel 2025. Il romanzo affronta il tema della vulnerabilità umana, della memoria e della violenza invisibile che attraversa la vita quotidiana palestinese.
Accanto alla narrativa per adulti, Abu Al-Hayyat ha dedicato una parte consistente del proprio lavoro alla letteratura per l’infanzia. Tra i titoli più noti figurano A Bedtime Story, The Turtle Masouda, Kiki and Coco in the Clinic e The Blue Pool of Questions, libro premiato e tradotto anche in inglese. Nei testi rivolti ai bambini emergono spesso temi come la curiosità, la paura, la perdita e il desiderio di comprensione del mondo.
La poesia occupa un ruolo centrale nella sua produzione. La raccolta You Can Be the Last Leaf, pubblicata in traduzione inglese da Fady Joudah, fu finalista nel 2022 sia al Barrios Book in Translation Prize sia al Derek Walcott Prize for Poetry. Nei suoi versi Abu Al-Hayyat affronta la fragilità della memoria, il senso della perdita e il rapporto tra corpo, spazio e linguaggio.
Parallelamente all’attività di autrice, Abu Al-Hayyat ha lavorato anche come traduttrice, portando in arabo opere di autori internazionali come Astrid Lindgren, Bengt Olson e Catherine Engelman. Ha inoltre curato The Book of Ramallah, raccolta di racconti pubblicata da Comma Press nella serie dedicata alle città del mondo.
La sua scrittura è apparsa su riviste e piattaforme culturali internazionali come The Guardian, Literary Hub, Cordite Poetry Review e Los Angeles Review of Books.
Premi e riconoscimenti
- Young Creative Writer Award del Ministero della Cultura (2005)
- Young Writer Award for Poetry della A.M. Qattan Foundation (2006)
- Finalista al Barrios Book in Translation Prize per You Can Be the Last Leaf (2022)
- Finalista al Derek Walcott Prize for Poetry (2022)
- Candidatura al Palestine Book Award per Nessuno conosce il proprio gruppo sanguigno
- Candidatura al National Translation Award in Prose dell’ALTA (2025)
- Etisalat Award for Arabic Children’s Literature per le illustrazioni di The Blue Pool of Questions (2016)
Stile e influenza
La scrittura di Maya Abu Al-Hayyat si distingue per un tono intimo e frammentario, capace di trasformare esperienze quotidiane e dettagli minimi in strumenti di riflessione politica ed emotiva. Le sue opere affrontano spesso il tema dell’identità palestinese senza ricorrere alla retorica, privilegiando invece l’osservazione delle relazioni umane, delle ferite private e delle tensioni invisibili che attraversano la vita sotto occupazione.
Nella poesia convivono immagini delicate, memoria personale e senso dello sradicamento. Nei romanzi e nei racconti emerge invece una particolare attenzione alla vulnerabilità dei personaggi, spesso sospesi tra più luoghi, più lingue e più appartenenze culturali.
Anche la produzione per l’infanzia mantiene questa sensibilità, affrontando temi complessi attraverso uno stile accessibile e immaginativo. La pluralità delle sue attività — poetessa, narratrice, traduttrice, autrice televisiva e promotrice culturale — contribuisce a delineare una figura centrale della letteratura palestinese contemporanea.
Maya Abu Al-Hayyat ha costruito un’opera letteraria che intreccia memoria personale, esperienza palestinese e attenzione ai linguaggi dell’infanzia e della poesia.