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Mário de Andrade

Mário de Andrade (1893-1945), nato e vissuto quasi interamente a São Paulo, fu una delle figure centrali del modernismo brasiliano. Formatosi al Conservatório Dramático e Musical della sua città come pianista e docente di storia della musica, sviluppò fin da giovane interessi che spaziavano dalla letteratura alla musica, dal folclore all’etnologia. Dopo l’esordio poetico con Há uma Gota de Sangue em Cada Poema, partecipò da protagonista alla Semana de Arte Moderna del 1922, contribuendo al rinnovamento culturale del Brasile. Tra le sue opere più importanti figurano Paulicéia Desvairada, Macunaima. L’eroe senza nessun carattere, Amare, verbo intransitivo e Remate de Males. Scrittore, critico, musicologo e promotore culturale, dedicò la propria attività alla ricerca di un’identità artistica brasiliana capace di valorizzare le tradizioni popolari e la lingua parlata del paese.

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Biografia

Mário de Andrade

Mário de Andrade (1893-1945), nato a São Paulo, fu il principale interprete del modernismo brasiliano, poeta, romanziere, musicologo e studioso del folklore. La sua opera esplora la formazione culturale del Brasile attraverso la valorizzazione della lingua parlata, delle tradizioni popolari e delle identità regionali. Tra i suoi lavori più rappresentativi figurano Macunaima. L’eroe senza nessun carattere e Paulicéia Desvairada, testi centrali nella storia della letteratura brasiliana del Novecento.

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Mário de Andrade (São Paulo, 9 ottobre 1893 – São Paulo, 25 febbraio 1945) è considerato uno dei massimi scrittori brasiliani del Novecento, figura centrale del modernismo letterario e artistico del suo paese. Il suo nome completo era Mário Raul de Morais Andrade. Poeta, romanziere, novelliere, saggista, critico letterario e artistico, musicologo, folclorista, etnologo, fotografo, professore, bibliofilo, epistolografo e giornalista, Andrade incarnò un profilo intellettuale di straordinaria ampiezza, al crocevia tra creazione artistica e ricerca culturale. Trascorse quasi tutta la vita nella sua città natale, São Paulo, dove studiò, lavorò e contribuì a fondare alcune tra le più importanti istituzioni culturali brasiliane.

La sua formazione avvenne presso il Conservatório Dramático e Musical di São Paulo, dove completò gli studi di pianoforte. Nel 1917, anno in cui il padre morì, Andrade pubblicò la sua prima raccolta poetica, Há uma Gota de Sangue em Cada Poema (1917), edita sotto lo pseudonimo Mário Sobral e autofinanziata. Il volume, formalmente ancora legato al Parnassianesimo e al Simbolismo della letteratura brasiliana di fine Ottocento e inizio Novecento, raccoglieva poesie sulla guerra, riflettendo la posizione dell'autore di fronte alla realtà del conflitto mondiale.

Fin da giovane Andrade manifestò un'indole autodidatta e curiosa. Teneva quaderni di ritagli suddivisi per aree del sapere – letteratura, arti, musica – nei quali annotava impressioni e versi. Abbandonò presto il corso di ragioneria in cui il padre lo aveva iscritto dopo il liceo per dedicarsi alla letteratura, scoprendo nel 1910 la propria vocazione per il pianoforte.

Nei primi anni Venti Andrade diventò uno dei protagonisti del rinnovamento letterario e artistico brasiliano. Nel febbraio del 1922 prese parte attiva alla Semana de Arte Moderna (Settimana d'Arte Moderna), svoltasi al Teatro Municipale di São Paulo il 13, il 15 e il 17 febbraio, evento poi considerato uno dei momenti fondativi del modernismo brasiliano.

Mário, insieme a Oswald de Andrade, curò la pubblicazione di articoli sui giornali per promuovere l'iniziativa, mentre altri collaboratori come Paulo Prado si occuparono della diffusione e Di Cavalcanti dei materiali grafici. Durante la Semana, Andrade lesse brani del saggio A Escrava que não é Isaura sulle scale del Teatro Municipale. L'evento, pur finanziato dall'élite e realizzato in una sede istituzionale, ebbe un carattere fortemente contestatore. Andrade rifiutava di essere etichettato come futurista, insistendo sulla distinzione tra futurismo e modernismo. Ciononostante, le reazioni del Conservatorio furono critiche, senza tuttavia distoglierlo dal suo percorso.

Nello stesso 1922 Andrade pubblicò Paulicéia Desvairada, considerata una delle prime e più influenti raccolte poetiche moderniste brasiliane. Scritta nel 1920, la raccolta celebrava la città di São Paulo, facendone una figura multiforme, carica di neologismi, onomatopee e grida di ambulanti. Il volume adottava tecniche d'avanguardia descritte nel suo celebre "Prefácio Interessantíssimo": uso del verso libero, valorizzazione dell'inconscio, parodia, giustapposizione di elementi disparati, impiego del parlato e dei colloquialismi.

La raccolta tematizzava il mosaico sociale, economico e culturale di São Paulo, con la sua popolazione composta da immigrati europei, afrobrasiliani e discendenti portoghesi. Nel 1924 divenne professore di storia della musica al Conservatório di São Paulo, incarico che mantenne affiancandolo alle sue attività letterarie.

Le idee del gruppo modernista venivano diffuse attraverso la rivista Klaxon, finanziata da Andrade insieme a Oswald, Guilherme e Paulo Prado, tra gli altri. In questo stesso periodo Andrade lavorava a un progetto linguistico che definiva il cuore del suo pensiero: brasilianizzare il portoghese, non regionalizzarlo. Fu tra gli scrittori che contribuirono a legittimare nella scrittura letteraria forme del portoghese parlato brasiliano, come pra.

Nel 1924 partecipò, insieme a Cendrars, Tarsila do Amaral, Oswald de Andrade e altri amici, a un viaggio nelle città storiche del Minas Gerais, durante il quale ampliò la propria conoscenza dell'arte barocca e raccolse leggende, tradizioni, poesia orale e musica regionale. Nel 1925 pubblicò il saggio A Escrava que não é Isaura, dedicato alla poetica modernista. Le raccolte poetiche successive, Losango Caqui (1926) e Clã do Jabuti (1927), mantennero un profilo sperimentale, introducendo nella lingua letteraria specificità regionali, sociali e dialettali precedentemente escluse.

L'opera che più di ogni altra lo consacrò è Macunaíma, tradotto in italiano come Macunaima. L'eroe senza nessun carattere (1928), definita ora racconto, ora romanzo, ora rapsodìa, con il sottotitolo "O Herói sem nenhum Carácter" (per l'appunto, L'eroe senza nessun carattere). Andrade scrisse il testo nel 1927, incorporando miti e leggende amazzonici, elementi del folclore afrobrasiliano e un'immaginazione vivace, senza ancorare la storia a nessuna geografia specifica. Espressioni tipicamente regionali e popolari si mescolano a quelle pauliste.

Il protagonista, Macunaíma, è spesso letto come un simbolo ironico della brasilianità. Nato da una tribù indigena, è un uomo la cui pelle cambia colore nel corso del racconto, incarnando così le tre principali matrici etniche del paese. Alla sua uscita il libro non fu ben accolto dalla critica; tra i pochi che ne elogiarono il valore ci furono José Américo de Almeida, che lo definì "il miracolo del parlare brasiliano con la fusione dei modi del nord e del sud", e Paulo Prado. Il romanzo fu adattato cinematograficamente nel 1969 dal regista Joaquim Pedro de Andrade.

Nel 1927 Andrade aveva già compiuto un lungo viaggio da Rio de Janeiro fino a Manaus, passando per Bolivia e Perù, raccogliendo materiali che confluirono nel libro. In dicembre del 1928 partì infine per il Nordeste brasiliano, in quella che definì una "viagem etnográfica", durante la quale fotografò, annotò parole, espressioni, cordel, toadas e canzoni, e acquistò oggetti artigianali e strumenti musicali.

La produzione di Andrade non si arrestò mai. Nel 1930 pubblicò Remate de Males, raccolta poetica, e collaborò come cronista con il Diário Nacional e con il Diário de São Paulo. Prese parte alla riforma pedagogica dell'Instituto Nacional de Música di Rio de Janeiro e contribuì all'equipe editoriale del Jornal das Trincheiras.

In maggio del 1935 fu nominato primo direttore del Departamento Municipal de Cultura e Recreação di São Paulo, ruolo in cui promosse la produzione di dischi da distribuire gratuitamente nelle scuole, la creazione della Revista do Arquivo Municipal, la popolarizzazione della musica colta con concerti gratuiti, e molte altre iniziative culturali. In quegli stessi anni elaborò l'anteprojeto per la creazione del Serviço do Patrimônio Histórico e Artístico Nacional (Sphan, oggi Iphan) e contribuì alla tutela dei primi monumenti storici di São Paulo nel 1936.

Fu tesoriere dell'Instituto Histórico e Geográfico di São Paulo e presidente della Sociedade de Etnografia e Folclore, fondata nel 1937, insieme a Dina Dreyfus, moglie di Lévi-Strauss. Fu anche determinante nel portare l'antropologo francese Claude Lévi-Strauss a insegnare e svolgere ricerche in Brasile.

Tra i contributi in prosa narrativa, si distinguono tre raccolte di novelle: Primeiro Andar (1926), che include testi scritti tra il 1914 e il 1923 ancora legati a letture eterogenee tra cui l'autore portoghese Eça de Queirós e il brasiliano Coelho Neto; Os Contos de Belazarte (prima edizione 1934, sotto il titolo Belazarte), narrati dal personaggio di Belazarte e ambientati tra le classi medie e popolari di São Paulo; e Contos Novos (1947), pubblicati postumi, con nove racconti di vari periodi revisionati nel tempo.

Il suo primo romanzo, Amar, Verbo Intransitivo (Amare, verbo intransitivo) (1927), intrecciava la narrazione dell'iniziazione sessuale di un giovane con riflessioni sociologiche e commenti saggistici in prima persona. Nel 1938 Andrade si trasferì a Rio de Janeiro per assumere un incarico all'Instituto Nacional do Livro, e dal 1938 al 1939 insegnò estetica all'Università del Distretto Federale. Nel 1941 tornò a São Paulo come assistente tecnico dello Sphan, riprendendo la collaborazione con O Estado de São Paulo. Nonostante le condizioni di salute in progressivo peggioramento, non cessò mai di scrivere per riviste, giornali e conferenze.

Sul versante critico-saggistico, oltre ad A Escrava que não é Isaura, pubblicò Ensaio sobre a Música Brasileira (1928), Aspectos da Literatura Brasileira (1943) e O Empalhador de Passarinhos (1944), quest'ultimo una raccolta di riflessioni più mature sul modernismo. Scrisse inoltre voci per il Dicionario de Música e partecipò ai lavori per la prima enciclopedia brasiliana. Il suo vastissimo epistolario, parte del quale è conservato presso l'Istituto de Estudos Brasileiros dell'Università di São Paulo insieme alle prime edizioni delle sue opere, costituisce un documento fondamentale per la storia del modernismo brasiliano e della cultura del paese.

Mário de Andrade morì a São Paulo il 25 febbraio 1945, per un attacco di cuore, all'età di cinquantuno anni. Lasciò inediti numerosi lavori di ricerca, saggi e scritti creativi. Le Poesias Completas furono pubblicate postume nel 1955; le sue opere furono poi raccolte in ampie edizioni complessive.

Opere principali

  • Há uma Gota de Sangue em Cada Poema (1917)
  • Paulicéia Desvairada (1922)
  • A Escrava que não é Isaura (1925)
  • Losango Caqui (1926)
  • Primeiro Andar (1926)
  • Amare, verbo intransitivo (Amar, Verbo Intransitivo) (1927)
  • Clã do Jabuti (1927)
  • Macunaima. L’eroe senza nessun carattere (Macunaíma) (1928)
  • Ensaio sobre a Música Brasileira (1928)
  • Remate de Males (1930)
  • Os Contos de Belazarte (1934)
  • Aspectos da Literatura Brasileira (1943)
  • O Empalhador de Passarinhos (1944)
  • Contos Novos (1947)
  • Poesias Completas (1955, postumo)
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