Aphra Behn
Aphra Behn nacque probabilmente nel Kent nel 1640 e fu una delle prime autrici inglesi a vivere professionalmente della propria attività letteraria. Dopo una giovinezza avvolta da molte incertezze biografiche e un possibile soggiorno nel Suriname, rientrò in Inghilterra e, rimasta vedova, lavorò per un periodo come agente d’intelligence al servizio di Carlo II. Le difficoltà economiche che seguirono la spinsero verso la scrittura professionale. A partire dal successo teatrale di The Forced Marriage: Or, The Jealous Bridegroom, sviluppò una produzione che attraversò teatro, narrativa e poesia. Tra le sue opere più note figurano The Rover: Or, The Banished Cavaliers, Love Letters Between a Nobleman and His Sister e soprattutto Oroonoko: Or, The History of the Royal Slave, testo centrale nella sua fortuna critica. Le sue opere affrontano temi come amore, potere, onore, schiavitù e condizione femminile nel contesto della Restaurazione inglese.
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Aphra Behn
Aphra Behn (1640-1689), nata probabilmente nel Kent e attiva nella Londra della Restaurazione, fu drammaturga, poetessa e narratrice tra le prime donne inglesi a vivere della propria scrittura. Celebre per Oroonoko: Or, The History of the Royal Slave e The Rover: Or, The Banished Cavaliers, raccontò passioni, intrighi politici, schiavitù e conflitti morali in opere ambientate tra Europa e mondo coloniale, contribuendo allo sviluppo della narrativa inglese moderna.
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Aphra Behn (Kent, 10 luglio 1640 – Londra, 16 aprile 1689) fu una scrittrice inglese attiva tra il 1670 e il 1689, considerata una delle prime autrici britanniche a vivere professionalmente della propria penna, con un’intensa produzione che attraversa teatro, narrativa in prosa e poesia. La sua opera si colloca nel contesto della Restaurazione, in un ambiente segnato dalla corte di Carlo II, dal vivace mondo teatrale londinese e da un pubblico attratto sia dalla commedia di costume sia da storie esotiche, intrighi politici e passioni estreme.
I dati relativi alla nascita e ai primi anni di vita restano incerti e frammentari. Una delle ipotesi più accreditate identifica Aphra Behn con Ayfara o Eaffry Amis, battezzata il 10 luglio 1640 nella chiesa dei Santi Gregory e Martin a Wye. Secondo alcune ricostruzioni biografiche, la famiglia Amis avrebbe avuto stretti rapporti con John Johnson, figura legata agli interessi coloniali di Lord Francis Willoughby di Parham. Secondo la tradizione biografica, avrebbe trascorso parte della giovinezza nella colonia inglese del Suriname, esperienza che potrebbe aver ispirato in seguito Oroonoko: Or, The History of the Royal Slave.
La biografia della scrittrice tra il rientro dall’America e la piena attività letteraria è segnata da lacune e ipotesi, ma la documentazione disponibile colloca il suo ritorno in Inghilterra nell’estate del 1663 e la presenta nuovamente a Londra nel 1665, sposata con un facoltoso mercante d’estrazione olandese, legato almeno in parte all’ambiente di corte di Carlo II. La morte del marito nello stesso anno, durante la Grande Peste, lasciò Aphra in una situazione finanziaria difficile, senza beni sostanziali e costretta a fare affidamento soprattutto sulle relazioni presso la corte reale. Fu in questo contesto che Carlo II, impegnato nella guerra contro l’Olanda, la impiegò in una missione di intelligence ad Anversa durante la Seconda guerra anglo-olandese.
In qualità di spia al servizio del governo, Behn collaborò con William Scott, agente e informatore coinvolto nelle attività di intelligence inglesi durante la Seconda guerra anglo-olandese; in questi anni adottò lo pseudonimo Astrea, destinato a diventare il nome sotto cui pubblicò gran parte delle sue poesie. L’impresa in ambito di intelligence si rivelò però un fallimento sul piano pratico.
La scrittrice ricevette scarso riconoscimento, una remunerazione insufficiente e si trovò costretta a indebitarsi, impegnando anche i propri beni per finanziare la permanenza all’estero e il viaggio di ritorno in Inghilterra. Rientrata a Londra agli inizi del 1667, non ottenne alcun pagamento adeguato dal governo e fu minacciata dai creditori fino al carcere per debiti, esperienza che precede la decisione di dedicarsi stabilmente alla scrittura, vista come unica via per conquistare una relativa indipendenza.
La carriera teatrale di Behn prese avvio ufficialmente nel dicembre 1670 al Duke’s Theatre di Little Lincoln’s Inn Fields, con la tragicommedia The Forced Marriage: Or, The Jealous Bridegroom, che rimase in cartellone per sei repliche e le garantì il ricavato della terza serata, secondo l’uso dell’epoca, permettendole di iniziare ad agire come autrice professionista.
Il suo rapporto con il mondo del teatro londinese fu intenso. Frequentò l’ambiente dei drammaturghi e dei letterati della Restaurazione, fra cui Thomas Killigrew, Edward Ravenscroft, il conte di Rochester, Edmund Waller e il poeta laureato John Dryden, figura centrale della cultura della Restaurazione, con il quale condivise ambienti letterari e interessi per la traduzione dei classici. Nei decenni successivi continuò a scrivere per la scena, collaborando con le compagnie principali e sperimentando diverse forme drammatiche, prevalentemente commedie e tragicommedie.
L’elenco delle opere teatrali attribuite ad Aphra Behn è ampio e comprende titoli che segnano le tappe essenziali della sua produzione scenica. Tra i drammi e le commedie si ricordano The Forced Marriage: Or, The Jealous Bridegroom (1670), The Amorous Prince: Or, The Curious Husband (1671), The Dutch Lover (1673), The Town Fop: Or, Sir Timothy Tawdry (1676), Abdelazer: Or, The Moor’s Revenge (1676), The Rover: Or, The Banished Cavaliers, parte I (1677) e parte II (1681), Sir Patient Fancy (1678), The Feigned Courtesans: Or, A Night’s Intrigue (1679), The Young King: Or, The Mistake (1679), The Roundheads: Or, The Good Old Cause (1681), The City Heiress: Or, Sir Timothy Treat-All (1682), The Lucky Chance: Or, An Alderman’s Bargain (1686), The Emperor of the Moon (1687), The Widow Ranter: Or, The History of Bacon of Virginia (1689) e The Younger Brother: Or, The Amorous Jilt (1696).
La maggior parte di questi testi rientra nell’ambito della commedia o della tragicommedia di costume e affronta temi come il matrimonio combinato, l’avventura galante, la gelosia coniugale e la vita mondana, in una prospettiva che concede ampio spazio a personaggi femminili consapevoli della propria condizione.
La dimensione narrativa in prosa occupa un ruolo centrale nell’attività di Behn, in particolare per il contributo allo sviluppo della forma romanzesca in lingua inglese del XVII secolo. Prima di Oroonoko, la narrativa inglese in prosa presentava forme molto diverse tra loro, che spaziavano dal romance pastorale ai racconti picareschi e alle narrazioni storiche o avventurose. Oroonoko: Or, The History of the Royal Slave è stato spesso considerato dagli studiosi come uno dei testi che contribuirono all'evoluzione della narrativa inglese verso forme più vicine al romanzo moderno.
Fra le opere di narrativa lunga, le fonti indicano come principali Love Letters Between a Nobleman and His Sister (1683-1687, in tre volumi), Agnes de Castro (1688), The Fair Jilt: Or, The History of Prince Tarquin and Miranda (1688), Oroonoko: Or, The History of the Royal Slave (1688), The History of the Nun: Or, The Fair Vow-Breaker (1689), The Lucky Mistake (1689), The Nun: Or, The Perjured Beauty (1697), The Adventure of the Black Lady (1698) e The Wandering Beauty (1698).
Questi testi presentano spesso ambientazioni straniere o esotiche, corte europee, principesse e nobili, ma anche figure di religiose, con intrecci segnati da passioni violente, intrighi e conflitti tra amore, onore e vincoli sociali o religiosi. Agnes de Castro rielabora la celebre vicenda storica di Inês de Castro, incentrata sull'amore tra il principe Pedro e Agnes e sulle conseguenze politiche e dinastiche della loro relazione, mentre in The Fair Jilt la figura di Miranda incarna una bellezza capace di trascinare gli uomini verso comportamenti estremi.
The History of the Nun propone il caso di Isabella, protagonista che affronta progressivamente il peso dei propri atti, con un’attenzione particolare alla dimensione della colpa e del tormento interiore. La narrazione mette in questione l’idea che l’ingresso in un convento possa cancellare automaticamente desideri e legami con il mondo esterno, e segue la protagonista nel susseguirsi di trasgressioni e pentimenti.
Fra i testi pubblicati postumi e tradizionalmente attribuiti a Behn figura anche The Nun: Or, The Perjured Beauty, il racconto ruota intorno a Ardelia, il cui percorso sentimentale attraversa più relazioni e culmina in una conclusione tragica che coinvolge i suoi principali antagonisti. Una costante di queste narrazioni è la messa in rilievo delle conseguenze emotive e morali dei conflitti affettivi, con particolare attenzione alle figure femminili e alle loro scelte in situazioni di forte pressione sociale.
The Fair Jilt si distingue anche per il legame con l’esperienza biografica dell’autrice. Ambientato ad Anversa, città nella quale Aphra Behn soggiornò durante la sua missione di intelligence per conto della Corona inglese, il racconto suggerisce una particolare familiarità con luoghi, ambienti e personaggi. Al centro della vicenda si trova Miranda, figura di straordinaria bellezza e ambizione, capace di esercitare un forte potere sugli uomini e di trascinarli in una spirale di inganni, passioni e violenza. L'intreccio combina elementi di cronaca sensazionale, tensione erotica e riflessione sui rapporti di potere, mostrando al tempo stesso l'interesse dell'autrice per la complessità delle motivazioni umane e per le conseguenze delle scelte individuali.
Oroonoko occupa un posto centrale nella ricezione critica dell’opera di Behn. Il racconto, incentrato sulla figura del principe africano Oroonoko e della sua amata Imoinda, utilizza come sfondo la colonia del Suriname, descritta con una ricchezza di particolari che la tradizione biografica ha spesso collegato al presunto soggiorno dell’autrice nella regione. Ridotto in schiavitù e deportato nella colonia, il protagonista è un personaggio di eccezionale nobiltà morale, coraggio e senso dell’onore. La sua vicenda si intreccia con quella di Imoinda, dalla quale viene separato da una serie di eventi. Dopo il fallimento della rivolta organizzata contro i coloni, Oroonoko sceglie di porre fine alla vita di Imoinda e affronta quindi la propria esecuzione con fermezza e dignità.
La produzione poetica di Aphra Behn, pur godendo di una fortuna generalmente inferiore rispetto a quella teatrale e narrativa, abbraccia un ampio ventaglio di temi e registri. Tra i testi più apprezzati figurano il canto «Love in fantastic triumph sate» (1677), tratto dalla tragedia Abdelazar, e la parafrasi metrica di Oenone to Paris per il volume di Jacob Tonson dedicato alle Ovid’s Epistles (1680), accanto a componimenti allegorici e amorosi come A Voyage to the Isle of Love (1684).
La sua attività comprende inoltre un adattamento dell'opera divulgativa Entretiens sur la pluralité des mondes di Bernard de Fontenelle e numerosi testi occasionali di carattere politico, celebrativo o funebre. La critica ha espresso valutazioni differenti sul valore complessivo della sua poesia, ma riconosce a molte liriche una notevole capacità di rappresentare il desiderio, le relazioni affettive e le tensioni sociali del proprio tempo. Anche nell'ambito poetico emerge il profilo di una scrittrice pienamente inserita nella vita culturale della Restaurazione e capace di adattare la propria produzione a pubblici, committenze e occasioni diverse.
La scelta di fare della scrittura una professione influenzò profondamente l’intera traiettoria letteraria di Aphra Behn. Considerata una delle prime autrici inglesi a vivere in larga misura dei proventi della propria attività letteraria, sviluppò una produzione attenta alle aspettative del pubblico e alle esigenze del mercato editoriale della Restaurazione. Le sue opere, popolate da principi, nobildonne, religiose, schiavi e avventurieri, si svolgono in scenari europei e coloniali attraversati da intrighi politici, passioni private e conflitti di potere, con una costante attenzione ai temi della lealtà, dell’onore e della responsabilità morale.
La sua attività si inserisce pienamente nel contesto culturale della Restaurazione inglese e nei circoli letterari londinesi dell’epoca, dove ottenne incarichi per prologhi, epiloghi, traduzioni e componimenti poetici legati a occasioni pubbliche e dinastiche.
La conclusione della vita di Aphra Behn è segnata da malattia, difficoltà economiche e da un clima culturale meno favorevole alla presenza di una drammaturga donna associata a posizioni filomonarchiche. Dopo il ritorno sulle scene con The Lucky Chance (1686), accompagnato da un’accoglienza moderata e da critiche pubbliche, e il discreto successo di The Emperor of the Moon nella stagione successiva, il mutato clima politico e culturale della fine degli anni Ottanta contribuì a rendere meno favorevole il contesto nel quale operava.
Negli ultimi anni, il peggioramento della salute e la morte dell’amico Edmund Waller, nell’ottobre 1688, la colpirono profondamente; Behn morì il 16 aprile 1689, cinque giorni dopo l’incoronazione di Guglielmo III e Maria, e fu sepolta nell’abbazia di Westminster, dove una targa commemorativa ricorda la scrittrice con un'iscrizione che richiama la fragilità dell'ingegno umano di fronte alla mortalità.
La ricezione postuma dell'opera di Aphra Behn ha conosciuto fasi alterne, accompagnate da valutazioni divergenti sia sul valore dei suoi romanzi sia sul loro ruolo nello sviluppo della narrativa inglese. In particolare, Oroonoko è stato spesso considerato uno dei testi più significativi della sua produzione e una delle opere che contribuirono all'evoluzione della prosa narrativa tra XVII e XVIII secolo.
La critica ha inoltre richiamato l'attenzione sull'impiego di ambientazioni esotiche e di personaggi non europei presentati secondo ideali di nobiltà e onore, interpretati talvolta in relazione ai conflitti politici del tempo e talvolta come espressione di un interesse per temi quali la schiavitù, la lealtà e il tradimento. Nel complesso, Aphra Behn è oggi ricordata come una figura di primo piano della Restaurazione inglese, capace di distinguersi nel teatro, nella poesia e nella narrativa e di lasciare un'impronta duratura nella storia della letteratura britannica.
Opere principali
Opere teatrali
- The Forced Marriage: Or, The Jealous Bridegroom (1670)
- The Amorous Prince: Or, The Curious Husband (1671)
- The Dutch Lover (1673)
- The Town Fop: Or, Sir Timothy Tawdry (1676)
- Abdelazer: Or, The Moor’s Revenge (1676)
- The Rover: Or, The Banished Cavaliers, Part I (1677)
- Sir Patient Fancy (1678)
- The Feigned Courtesans: Or, A Night’s Intrigue (1679)
- The Young King: Or, The Mistake (1679)
- The Rover: Or, The Banished Cavaliers, Part II (1681)
- The Roundheads: Or, The Good Old Cause (1681)
- The City Heiress: Or, Sir Timothy Treat-All (1682)
- The Lucky Chance: Or, An Alderman’s Bargain (1686)
- The Emperor of the Moon (1687)
- The Widow Ranter: Or, The History of Bacon of Virginia (1689)
- The Younger Brother: Or, The Amorous Jilt (1696)
Narrativa
- Love Letters Between a Nobleman and His Sister (1683-1687)
- Agnes de Castro (1688)
- The Fair Jilt: Or, The History of Prince Tarquin and Miranda (1688)
- Oroonoko: Or, The History of the Royal Slave (1688)
- The History of the Nun: Or, The Fair Vow-Breaker (1689)
- The Lucky Mistake (1689)
- The Nun: Or, The Perjured Beauty (1697)
- The Adventure of the Black Lady (1698)
- The Wandering Beauty (1698)
Poesia e altri scritti
- Love in fantastic triumph sate (1677)
- Oenone to Paris (1680)
- A Voyage to the Isle of Love (1684)
- Adattamento di Entretiens sur la pluralité des mondes
