René Boylesve
René Boylesve, pseudonimo di René Marie Auguste Tardiveau (1867-1926), fu uno scrittore francese profondamente legato alla Touraine, regione che fornì ambientazioni, memorie e personaggi a gran parte della sua opera narrativa. Rimasto orfano di madre in tenera età e segnato da difficili vicende familiari culminate nel suicidio del padre, studiò diritto, storia e scienze politiche a Parigi prima di dedicarsi al giornalismo e alla letteratura. Dopo numerose collaborazioni a riviste e periodici, esordì nel romanzo con Le Médecin des dames de Néans e Les Bains de Bade. La notorietà arrivò con opere come Mademoiselle Cloque, La Becquée, L’Enfant à la balustrade e La Jeune Fille bien élevée. Apprezzato per la sensibilità con cui descriveva la provincia francese e le sfumature della vita quotidiana, fu eletto all’Académie française nel 1918 e rimase una figura significativa della narrativa francese tra Otto e Novecento.
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René Boylesve
René Boylesve (1867-1926), nato a La Haye-Descartes in Touraine, fu uno dei narratori francesi più rappresentativi della provincia tra Otto e Novecento. Eletto all’Académie française nel 1918, costruì una narrativa centrata sui ricordi d’infanzia, sulla psicologia dei personaggi e sui paesaggi della Touraine. Tra le sue opere più importanti figurano La Becquée e Mademoiselle Cloque, esempi della sua attenzione alle emozioni quotidiane e alla memoria familiare.
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René Boylesve, pseudonimo di René Marie Auguste Tardiveau, nacque il 14 aprile 1867 a La Haye-Descartes (oggi Descartes), in Touraine, e morì il 14 gennaio 1926 a Parigi. Proveniva da una famiglia in cui si intrecciavano origini borghesi e rurali: la madre, Marie Sophie Boilesve, apparteneva a un’antica famiglia angevina stabilitasi in Touraine, mentre il padre, François Pierre Auguste Tardiveau, era un notaio discendente da piccoli coltivatori della Beauce.
Rimasto orfano di madre nel 1871, fu allevato nel grande dominio della Barbotinière dalla prozia Clémence Janneau, che alcuni sostengono essere poi diventata il modello del personaggio di Félicie Planté nel romanzo La Becquée; anche questa figura familiare scomparve presto, nel 1876, e il marito di lei si tolse la vita. Il ritorno presso il padre, che nel frattempo si era risposato nel 1874, coincise con un peggioramento della situazione economica. L’acquisto della casa Mouton a La Haye-Descartes contribuì al dissesto economico familiare e alla perdita della clientela, allontanando progressivamente il padre dall’ambiente borghese locale. La crisi culminò nel suicidio del padre nel 1883.
La formazione scolastica di Boylesve ebbe tappe successive in diverse città francesi. Nel 1877 fu pensionante presso i Frères des Écoles chrétiennes a Poitiers; nel 1880 passò al collegio della Grand’Maison, che fu chiuso nel 1882 in applicazione dei decreti Ferry, costringendolo a trasferirsi al lycée René Descartes di Tours.
Conseguì il baccalauréat (diploma) nel 1885, quindi si stabilì a Parigi, in rue Monge, per seguire studi di storia e di diritto alla Sorbona. Nel 1889 ottenne la licenza in diritto e frequentò anche l’École libre des sciences politiques; la sua formazione comprendeva dunque discipline giuridiche, storiche e politiche, accanto agli interessi letterari e artistici. I suoi studi in diversi ambiti non sfociarono tuttavia in una carriera professionale definita. Trascorse infatti circa un decennio svolgendo diversi impieghi amministrativi e giornalistici, prima di affermarsi come scrittore.
L’attività letteraria ebbe inizio molto presto e fu subito segnata dall’uso di vari pseudonimi. A diciassette anni, il 30 e 31 marzo 1885, pubblicò nel Journal d’Indre-et-Loire, sotto il nome di “René U.”, un breve testo dal titolo Quelques pages d’un vieux carnet, che riscriverà integralmente nella novella Vieilleries, apparsa nel 1888 in una rivista tourangina diretta da Auguste Chauvigné.
Fino al 1896 collaborò a diverse riviste, ricorrendo a molte firme diverse: “René U.” nel Journal d’Indre-et-Loire, “René Marie” e “R.T.” nella Revue littéraire et artistique de Touraine, “Nepomucène” nel Réveil du Quartier, “René T…”, “René Tardivaux” e “Velserus” nella Revue de Littérature Moderne.
Nello stesso periodo pubblicò testi su periodici parigini quali La Plume e L’Ermitage, di quest’ultima assumendo anche la codirezione, su richiesta di Henri Mazel, prima con Adolphe Retté, poi con Stuart Merrill e quindi con l’amico Hugues Rebell. A partire dal 1893 adottò in modo definitivo il nome di penna “Boylesve”, derivato dal cognome di nascita della madre, e si stabilì in rue Pasquier, nei pressi della chiesa della Madeleine a Parigi.
Gli esordi romanzeschi di Boylesve risalgono al 1896, anno in cui apparvero Le Médecin des dames de Néans e Les Bains de Bade. Nel primo, che l’autore stesso considera, nella prefazione, espressione di gusti “ordinari” che desiderava vedere riconosciuti “come quelli di tutti”, è già riconoscibile la fisionomia narrativa che lo accompagnerà nel prosieguo. Il secondo è presentato come un “petit roman d’aventures galantes et morales” ed è stato accostato da taluni al clima del decadenteismo.
Fin dall’inizio la sua produzione si distingue per la varietà di toni, che tuttavia non altera la sostanziale unità del suo modo di raccontare. Lo stesso Boylesve, nella prefazione al romanzo d’esordio, insiste su un gusto personale apparentemente semplice, e pur muovendosi tra registri diversi – dalla sensualità galante di Les Bains de Bade al lirismo malinconico di Souvenirs d’un jardin détruit, dalla grazia leggera e maliziosa di La Leçon d’amour dans un parc all’intensità emotiva di Élise, dal paganesimo alessandrino di Nymphes dansant avec des Satyres alla passionalità dolorosa di Mon amour – rimanga fedele a un’arte attenta soprattutto alle manifestazioni più lievi della vita quotidiana.
Al centro dell’immaginario narrativo di Boylesve si colloca spesso la provincia francese, in particolare la Touraine, che fornisce l’ambientazione e insieme il tessuto sociale dei suoi romanzi. Le sue opere traggono sovente ispirazione dai ricordi d’infanzia, come nel caso di La Becquée, dai ricordi di viaggio, come in Le Parfum des îles Borromées, o ancora da episodi della storia della regione, come Mademoiselle Cloque.
In diversi romanzi ambientati nell’“umile mondo” della sua Touraine, quali La Becquée, L’Enfant à la balustrade, Mademoiselle Cloque, La Jeune fille bien élevée e Madeleine jeune femme, sono collocate le sue figure narrative più vive. Boylesve stesso ha definito la propria sensibilità con l’espressione “poète des jardins”.
Accanto a questo nucleo provinciale, una parte autonoma della sua produzione è costituita da romanzi indicati come “italiani”, nei quali il tono viene descritto come più liricamente acceso e caldo. Tra questi sono citati Sainte-Marie-des-Fleurs e Le Parfum des îles Borromées, in cui l’ambientazione italiana o legata all’Italia si avvicina a un registro più intensamente lirico rispetto alle pagine turangine.
Il rapporto di Boylesve con altri scrittori del suo tempo è attestato da diverse testimonianze. Nel corso della sua vita conobbe Anatole France, verso il quale nutrì una forte ammirazione, nonché Henri de Régnier, che lo ricevette sotto la cupola dell’Académie française, André Gide, Francis Vielé-Griffin, Jean Moréas, Charles Guérin, Maurice Maindron, Jacques des Gachons, Paul Bourget, Paul-Jean Toulet, Paul Valéry, Maurice Barrès, Paul Souday e, in modo particolare, Hugues Rebell.
Boylesve descrisse la scoperta dell’opera di Marcel Proust come un “grande choc littéraire”. Inizialmente accolse lo scrittore con riserva, pur notando alcune affinità con i propri primi lavori; col tempo finì però per considerarlo uno dei maggiori autori della sua epoca.
Dal punto di vista della vita privata, un passaggio importante è il matrimonio con Alice Mors, celebrato il 13 aprile 1901. Alice, nata nel 1881, era figlia di Louis Mors, ricco industriale dell’automobile e già legato alla famiglia di Boylesve. Grazie a questo matrimonio, la coppia disponeva di mezzi finanziari solidi, conduceva una vita mondana e organizzava ricevimenti. Durante la Prima guerra mondiale i coniugi si stabilirono a Deauville; in questo periodo Alice si dedicò come infermiera a un grande ferito di guerra, mentre Boylesve conobbe Betty Halpérine, che divenne sua segretaria e sua amante, formando un curioso ménage à quatre sotto lo stesso tetto. Pur senza arrivare al divorzio, Alice finì per lasciare la casa coniugale.
Lo status di Boylesve nell’ambiente letterario francese fu riconosciuto da importanti istituzioni. L’Académie française gli assegnò il prix Botta nel 1906 e il prix Alfred-Née nel 1912. Il 16 maggio 1918 egli fu eletto al al seggio n. 23 dell’Académie française, al secondo scrutinio, con 18 voti su 27; la sua appartenenza all’istituzione si protrasse fino alla morte. Parallelamente fu membro della Société d’agriculture, sciences, arts et belles-lettres d’Indre-et-Loire, in cui divenne socio onorario a partire dagli anni 1900. A Tours, nella sede della società, tenne il 9 maggio 1921 una conferenza dal titolo Liberté et Littérature, richiamata in seguito nell’opera postuma Opinions sur le roman. La vita accademica e associativa di Boylesve fu dunque legata sia al riconoscimento nazionale sia al radicamento nella sua regione d’origine.
Negli ultimi anni, la biografia di Boylesve fu segnata da lutti e da un progressivo avvicinarsi della fine. La morte del fratellastro durante la guerra gli fornì lo spunto per il testo Tu n’es plus rien (1917). Boylesve morì il 14 gennaio 1926, a cinquantotto anni, in una clinica delle suore di Sainte-Marie, sul boulevard Arago. Il funerale fu celebrato nella chiesa Notre-Dame-de-Grâce de Passy, in rue de l’Annonciation, e il feretro fu dapprima collocato in un locale annesso al giardino della chiesa. Vi rimase per ventidue mesi, fino al 17 novembre 1927, quando venne sepolto nella 9ª divisione del cimitero di Passy, in place du Trocadéro.
La memoria pubblica di Boylesve è testimoniata anche da omaggi toponomastici e scultorei. A Parigi, nel 16° arrondissement, l’avenue René-Boylesve porta il suo nome. Un busto in marmo, scolpito intorno al 1926 da Philippe Besnard, fu esposto al Salon des Tuileries nel 1927 e oggi è conservato all’Institut de France. Un altro busto, realizzato da Camille Garand, orna il giardino René-Boylesve a Descartes, sua città natale, dove sono ricordati anche la casa natale, la Barbotinière e la casa Mouton. Questi luoghi e monumenti contribuiscono a fissare nella geografia urbana e paesaggistica i principali punti di riferimento della sua vita.
L’attività creativa di Boylesve si sviluppò in più direzioni, tra narrativa lunga, racconti, saggi e testi critici. Le prime prove comprendono numerose novelle pubblicate su riviste, tra le quali Les Belles Folies d’Écho (apparsa nel febbraio 1895 su L’Ermitage), Allégorie de l’amant des grâces (pubblicata su La Plume dal 1° al 15 aprile 1895), Les Embarras de Gillette (uscita nel gennaio 1897 su Gil Blas), Le Mal de Rita (comparsa su Fémina il 1° gennaio 1921) e J’ai écrit une petite histoire (pubblicata su Candide il 13 agosto 1925). Tra i romanzi e i volumi narrativi apparsi in vita si ricordano, oltre alle opere d’esordio, Sainte-Marie-des-Fleurs (1897), la prima versione di Le Parfum des îles Borromées (1898, edizione Ollendorff), Mademoiselle Cloque (1899), La Becquée (1901), La Leçon d’amour dans un parc (1902), L’Enfant à la balustrade (1903), Le Bel Avenir (1905), Mon amour (1907), La Poudre aux yeux (1909), Le Meilleur ami (1909), La Jeune Fille bien élevée (1909), Madeleine jeune femme (1912), La Marchande de petits pains pour les canards (1913), Nymphes dansant avec des satyres (1913), Le Bonheur à cinq sous (1917), Tu n’es plus rien (1917), Alcindor ou suite à la leçon d’amour dans un parc (1920), Seringapatam (1920), Le Carrosse aux deux lézards verts (1920), Le Dangereux Jeune Homme (1921), Analogie (1921), Élise (1921), Ah ! plaisez-moi (1922), Premières réflexions sur l’œuvre de Marcel Proust (1922), Nouvelles et choix de pages de romans (1922), la versione definitiva di Le Parfum des îles Borromées (1923), Le Mariage de Pomme d’Api et les deux romanciers (1924), Les Nouvelles Leçons d’amour dans un parc (1924), Souvenirs du jardin détruit (1924) e Je vous ai désirée un soir (1925).
Tra le opere postume, la lista comprende testi narrativi, raccolte e scritti intimi. Azurine ou le nouveau voyage uscì nel 1926, dopo una prima pubblicazione nell’agosto 1895 su Le Monde moderne con il titolo Le Nouveau Voyage. Nello stesso anno apparvero Le Confort moderne, Le Dernier Mot sur l’amour, Les Deux Romanciers, La Touraine e l’edizione definitiva e completa di Les Nouvelles Leçons d’amour dans un parc, che integrava il frammento narrativo Le Dernier Mot sur l’amour, poco prima edito separatamente. Seguirono Feuilles tombées (scritti intimi, 1927), Le Pied fourchu (1927), Les Français en voyage (1929), Opinions sur le roman (1929), Réflexions sur Stendhal (1929), Varia (1931), Voyage aux îles Borromées (1932), un’edizione accresciuta di Feuilles tombées (scritti intimi, 1947), Profils littéraires (1962), Les Bonnets de dentelle (1967), Poèmes à Betty (1967) e Entrez dans la ronde – C’est une chose finie (1975). Les Bonnets de dentelle è indicato come versione primitiva di La Becquée, redatta nel 1897, accantonata per decisione di Boylesve su suggerimento del critico ed editore Louis Ganderax e resa pubblica solo dopo la morte dell’autore.
Opere principali
- Le Médecin des dames de Néans (1896)
- Les Bains de Bade (1896)
- Sainte-Marie-des-Fleurs (1897)
- Mademoiselle Cloque (1899)
- La Becquée (1901)
- La Leçon d’amour dans un parc (1902)
- L’Enfant à la balustrade (1903)
- Le Bel Avenir (1905)
- Mon amour (1907)
- La Poudre aux yeux (1909)
- Le Meilleur ami (1909)
- La Jeune Fille bien élevée (1909)
- Madeleine jeune femme (1912)
- La Marchande de petits pains pour les canards (1913)
- Nymphes dansant avec des satyres (1913)
- Le Bonheur à cinq sous (1917)
- Tu n’es plus rien (1917)
- Alcindor ou suite à la leçon d’amour dans un parc (1920)
- Seringapatam (1920)
- Le Carrosse aux deux lézards verts (1920)
- Le Dangereux Jeune Homme (1921)
- Analogie (1921)
- Élise (1921)
- Ah ! plaisez-moi (1922)
- Premières réflexions sur l’œuvre de Marcel Proust (1922)
- Nouvelles et choix de pages de romans (1922)
- Le Parfum des îles Borromées (1898; edizione definitiva 1923)
- Le Mariage de Pomme d’Api et les deux romanciers (1924)
- Les Nouvelles Leçons d’amour dans un parc (1924)
- Souvenirs du jardin détruit (1924)
- Je vous ai désirée un soir (1925)
Opere postume
- Azurine ou le nouveau voyage (1926)
- Le Confort moderne (1926)
- Le Dernier Mot sur l’amour (1926)
- Les Deux Romanciers (1926)
- La Touraine (1926)
- Feuilles tombées (1927)
- Le Pied fourchu (1927)
- Les Français en voyage (1929)
- Opinions sur le roman (1929)
- Réflexions sur Stendhal (1929)
- Varia (1931)
- Voyage aux îles Borromées (1932)
- Profils littéraires (1962)
- Les Bonnets de dentelle (1967)
- Poèmes à Betty (1967)
- Entrez dans la ronde – C’est une chose finie (1975)
