Tarzan, l’eroe nato dalla fantasia di Edgar Rice Burroughs
Era l’ottobre del 1912 quando la rivista pulp statunitense The All-Story presentava al pubblico un nuovo, straordinario eroe: Tarzan delle Scimmie. Il…
Leggi l’articolo →Edgar Rice Burroughs nasce nel 1875 a Chicago e conduce per molti anni una vita segnata da lavori instabili e difficoltà economiche. Dopo esperienze nel West, nell’esercito e in vari impieghi, inizia a scrivere a trentasei anni, in un momento di precarietà. Ottiene rapidamente successo con La principessa di Marte (A Princess of Mars), primo romanzo del ciclo di Barsoom, e con Tarzan delle scimmie (Tarzan of the Apes), che diventa uno dei personaggi più celebri della narrativa popolare. La sua produzione include numerosi cicli avventurosi e fantascientifici, tra cui Pellucidar e Venere. La sua narrativa, caratterizzata da azione e mondi immaginari, influenza profondamente la cultura popolare del Novecento. Muore nel 1950.
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Leggi l’articolo →Ricorre oggi l’anniversario della morte di Edgar Rice Burroughs, scomparso il 19 marzo del 1950. L’occasione è propizia per riscoprire uno scrittore…
Leggi l’articolo →Edgar Rice Burroughs (1875, Chicago) è uno scrittore statunitense noto per la narrativa avventurosa e fantascientifica. Creatore di Tarzan delle scimmie e del ciclo di La principessa di Marte, costruisce mondi esotici e dinamici che influenzano profondamente la cultura popolare e la fantascienza del XX secolo.
Edgar Rice Burroughs (1875-1950) fu un narratore statunitense, nato e attivo negli Stati Uniti, la cui vita prima dell’esordio letterario fu segnata da numerosi tentativi falliti e da una lunga serie di impieghi insoddisfacenti. Quando iniziò a scrivere, intorno ai trentasei anni, lavorava come venditore di temperamatite e si trovava in condizioni economiche precarie, tanto da dover impegnare i gioielli della moglie per far fronte alle spese familiari. La scelta della scrittura si inserisce in questo contesto di difficoltà e di frustrazione, ma anche di forte spinta creativa verso la costruzione di mondi narrativi avventurosi e fantascientifici.
Burroughs nacque il 1º settembre 1875 a Chicago, Illinois, da George Tyler Burroughs e Mary Evaline Zeiger Burroughs, ed era il più giovane di quattro figli sopravvissuti. Il padre, veterano dell’esercito unionista nella Guerra Civile, divenne in seguito un imprenditore di successo a Chicago, garantendo alla famiglia un ambiente stabile e agiato. I genitori nutrivano grandi ambizioni educative per i figli: i fratelli maggiori completarono studi a Yale o Harvard, mentre Edgar frequentò scuole private fino al 1891, quando un’epidemia di influenza spinse la famiglia a mandarlo in Idaho, dove due dei fratelli gestivano un ranch. In Idaho il giovane Burroughs entrò in contatto con cowboy, minatori e altri personaggi del West, sviluppando una particolare familiarità con la vita di frontiera e con il lavoro coi cavalli, esperienza che segnò profondamente il suo immaginario.
Terminato questo periodo, fu richiamato a casa e iscritto alla Phillips Academy di Andover, prestigiosa scuola preparatoria, dalla quale però fu espulso dopo un solo semestre per scarso rendimento. Successivamente frequentò la Michigan Military Academy, dove si diplomò nonostante qualche episodio di indisciplina, come una fuga dall’istituto. Animato dal desiderio di una carriera militare, tentò l’ingresso a West Point senza successo e decise allora di arruolarsi nella Settima Cavalleria, sperando in un percorso professionale nell’esercito. La realtà del servizio militare, in un’epoca successiva alle campagne contro i nativi e caratterizzata da lavori di routine come lo scavo di strade, lo deluse profondamente; inoltre, problemi di salute lo costrinsero ad abbandonare l’esercito, interrompendo definitivamente il suo progetto di vita militare.
Rientrato in Idaho, Burroughs aprì un negozio di cartoleria che fallì nel giro di un anno, costringendolo a tornare a Chicago e a lavorare nell’azienda di batterie del padre. L’impiego, pur modesto, gli garantì uno stipendio regolare e la prospettiva di avanzamenti, permettendogli di sposare la fidanzata d’infanzia, Emma Centennia Hulbert, figlia di un importante albergatore di Chicago. Tuttavia, la permanenza nell’impresa paterna si rivelò frustrante: il salario basso e la dipendenza professionale dal padre lo spinsero nel 1903 a lasciare il lavoro alla ricerca di un’attività più autonoma. Seguì un lungo periodo, tra il 1903 e il 1911, in cui Burroughs sperimentò diversi mestieri e iniziative imprenditoriali – tra cui il lavoro come agente di polizia ferroviaria, venditore porta a porta e candidato a un incarico nell’esercito cinese – senza riuscire a costruire una posizione stabile.
L’unica parentesi di relativa stabilità fu l’impiego come responsabile del reparto stenografico alla Sears, Roebuck and Company, che mantenne tra il 1907 e il 1908. In quella posizione si guadagnò la stima dei superiori e un futuro sicuro sembrava possibile, ma il desiderio di autonomia e di indipendenza personale lo indusse a lasciare anche questo lavoro. Nel 1911, quando decide di tentare la via della scrittura, la sua situazione economica è critica: padre di famiglia, fatica a sostenere la casa e si trova a lavorare come venditore di temperamatite, con un’attività ormai prossima al fallimento. È seduto a una scrivania presa in prestito, in questo contesto di insicurezza professionale, che inizia a scrivere un racconto avventuroso ambientato su Marte, dando avvio alla sua carriera letteraria.
Il primo testo di grande successo fu Under the Moons of Mars, pubblicato a puntate nel 1912 sulla rivista “All-Story” sotto lo pseudonimo di Norman Bean e in seguito noto in volume come A Princess of Mars. Questo romanzo aprì la lunga serie dedicata a Barsoom, il Marte immaginario di Burroughs, e segnò il passaggio dell’autore alla scrittura a tempo pieno. Al centro di questa serie vi è John Carter, ex capitano dell’esercito confederato, trasportato su Marte per via non scientificamente spiegata, che si ritrova in un mondo segnato da culture guerriere e da popolazioni di colori diversi – verdi, gialli, neri e rossi – tra le quali si muove come eroe di grande valore. Nel corso dei romanzi Carter affronta numerosi nemici e conquista l’amore della principessa Dejah Thoris, figura centrale del ciclo barsoomiano.
Il successo del primo romanzo marziano proseguì con The Gods of Mars e The Warlord of Mars, che completano la storia della conquista di Dejah Thoris e consolidano la formula narrativa della serie, fatta di avventure in successione, duelli, città esotiche e scenari di guerra. In seguito Burroughs ampliò il ciclo introducendo protagonisti diversi da John Carter, ma legati al suo universo, come nel caso di Thuvia, Maid of Mars, The Chessmen of Mars, The Master Mind of Mars, A Fighting Man of Mars, Swords of Mars, Synthetic Men of Mars, Llana of Gathol e John Carter of Mars. L’insieme di questi libri definisce una lunga saga di planetary romance, in cui elementi fantascientifici – pianeti, tecnologie, razze aliene – si combinano con strutture narrative di cappa e spada e di romanzo d’avventura. Sul piano strettamente scientifico, l’universo di Barsoom risulta incoerente e poco plausibile, ma il fascino della serie risiede nella capacità di offrire scenari fantastici densi di azione e di immagini memorabili.
Parallelamente al ciclo marziano, Burroughs diede vita alla saga di Tarzan, che fin dal principio ebbe un’enorme popolarità e divenne uno dei suoi marchi narrativi più riconoscibili. Il romanzo Tarzan of the Apes, pubblicato anch’esso nel 1912 su “All-Story” e in volume nel 1914, racconta la storia del figlio di un aristocratico inglese abbandonato nella giungla africana e allevato da un gruppo di “grandi scimmie” di specie immaginaria. Il bambino cresce in un ambiente selvaggio, sviluppando forza fisica, astuzia e capacità di sopravvivenza eccezionali, fino a imporsi come signore della giungla; allo stesso tempo, grazie ai libri rinvenuti nella capanna dei genitori, impara a leggere e, nel corso della serie, arriva a padroneggiare varie lingue umane. La saga di Tarzan, che Burroughs continuò a scrivere fino alla fine della carriera, include numerosi volumi in cui il protagonista vive avventure apertamente fantastiche, tra città perdute, dinosauri sopravvissuti, riduzioni di statura e viaggi al centro della Terra.
I primi seguiti, come The Return of Tarzan, The Beasts of Tarzan, The Son of Tarzan e Tarzan and the Jewels of Opar, sono considerati meno efficaci nel definire pienamente il potenziale iconico del personaggio, pur proseguendo la trama principale. Con Jungle Tales of Tarzan, raccolta di racconti che approfondisce episodi dell’infanzia e dell’adolescenza di Tarzan, Burroughs ottiene una maggiore libertà creativa, richiamandosi esplicitamente alla tradizione delle storie di animali parlanti e di bambini cresciuti in ambienti selvaggi. I romanzi successivi, tra cui Tarzan the Untamed, Tarzan the Terrible, Tarzan and the Golden Lion, Tarzan and the Ant Men, Tarzan, Lord of the Jungle, Tarzan and the Lost Empire e Tarzan at the Earth’s Core, sono spesso considerati i momenti più riusciti del ciclo, grazie all’intensità delle avventure e alla capacità di fondere elementi di fantascienza, esplorazione e romanzo coloniale. Le opere più tarde della serie, come Tarzan the Invincible, Tarzan Triumphant, Tarzan and the City of Gold, Tarzan and the Lion Man, Tarzan and the Leopard Men, Tarzan’s Quest, Tarzan and the Forbidden City, Tarzan the Magnificent e Tarzan and the Foreign Legion, tendono invece a ripetere schemi e motivi già sfruttati, segnalando una certa stanchezza creativa.
Oltre a Barsoom e Tarzan, Burroughs ideò altri cicli importanti. La serie di Pellucidar, ispirata al motivo della Terra cava, prende avvio con At the Earth’s Core e prosegue in Pellucidar, Tanar of Pellucidar, Tarzan at the Earth’s Core, Back to the Stone Age, Land of Terror e Savage Pellucidar. Pellucidar è un mondo interno privo di tempo, dove dinosauri e uomini-bestia si muovono in un paesaggio primordiale; questo scenario offre a Burroughs un contesto ideale per storie di avventura cruente e romantiche, con una costante tensione tra civiltà e barbarie. Un ulteriore ciclo, ambientato su Venere, è la serie di Carson Napier, composta da Pirates of Venus, Lost on Venus, Carson of Venus e Escape on Venus, cui si aggiunge il racconto postumo The Wizard of Venus, poi raccolto in volume. Questi romanzi, pur riproponendo molte formule della narrativa di Barsoom, sono considerati meno vividi e meno energici rispetto alle avventure marziane.
Tra le opere fuori serie, una delle più note è The Land That Time Forgot, pubblicata originariamente in tre parti e poi riunita come romanzo unitario o ripartita di nuovo nei volumi The Land That Time Forgot, The People That Time Forgot e Out of Time’s Abyss. Ambientata durante la Prima guerra mondiale, la storia narra di un sommergibile tedesco che, insieme ai suoi prigionieri, approda su un’enorme isola nei pressi del Polo Sud, Caprona o Caspak, dove gli organismi viventi attraversano individualmente le tappe dell’evoluzione. L’isola presenta inoltre diversi “stadi” di umanità, generando conflitti e situazioni in cui il tema dell’evoluzione si intreccia con quello della razza e della coercizione sessuale. Da questo romanzo sono stati tratti due film, che hanno contribuito a diffondere ulteriormente l’immaginario creato da Burroughs.
Altre opere di rilievo includono The Moon Maid, costruita a partire da racconti che descrivono una civiltà all’interno della Luna e una futura invasione della Terra, e romanzi come The Eternal Lover (poi ripubblicato anche come The Eternal Savage), The Monster Men, The Mad King, The Cave Girl, Jungle Girl, Beyond Thirty (poi noto come The Lost Continent) e The Oakdale Affair, che esplorano varianti del tema dell’avventura, del viaggio nel tempo, delle civiltà perdute e delle trasformazioni fisiche e sociali. Alcuni di questi testi appartengono a una costellazione narrativa nota come sequenza di The Mucker, centrata sul personaggio di Billy Byrne, teppista che attraversa un percorso di degrado e redenzione in contesti urbani e selvaggi. Complessivamente, l’opera di Burroughs si caratterizza per un forte dinamismo narrativo, una continua proliferazione di scenari esotici e un uso costante di motivi fantastici e fantascientifici come supporto all’avventura.
La valutazione critica di Burroughs è stata spesso severa sul piano letterario e intellettuale: gli viene imputata una scrittura veloce, poco rivista, con personaggi stereotipati e trame ripetitive, oltre a un impianto ideologico segnato da pruderie e razzismo. Tuttavia, proprio l’assenza di un forte ancoraggio alla verosimiglianza realistica, unita all’efficacia del suo meccanismo narrativo e alla potenza immaginativa dei mondi creati, ha contribuito a rendere le sue opere durevoli nel tempo. Tarzan, in particolare, è diventato una figura di straordinaria riconoscibilità, al livello di altri grandi personaggi della narrativa popolare, ed è stato continuamente ripreso in libri, film, fumetti e adattamenti vari. L’insieme dei cicli e dei romanzi di Burroughs ha influenzato numerosi autori successivi, soprattutto nell’ambito della fantascienza avventurosa, e ha generato tentativi di imitazione e di prosecuzione non ufficiale che hanno spesso incontrato l’opposizione legale dell’eredità Burroughs.
Nel corso del tempo, l’autore è stato progressivamente rivalutato, almeno sul piano della storia della fantascienza e della cultura popolare. Una parte della critica riconosce in lui un “genio” nella traduzione letterale di mondi onirici ad alta energia, capaci di alimentare il senso del meraviglioso dei lettori. Le sue opere sono state ristampate massicciamente, in particolare a partire dagli anni Sessanta, dando luogo a una sorta di “riscoperta” editoriale che ha contribuito a consolidare la sua presenza nel canone della narrativa di genere. Nel 2003 Burroughs è stato inserito postumamente nella Science Fiction Hall of Fame, riconoscimento che certifica l’importanza del suo contributo alla costruzione dell’immaginario fantascientifico del Novecento.
Opere principali