Andrej Longo vince il Premio Chiara 2025
Undici. Non dimenticare di Andrej Longo (Sellerio) conquista il Premio Chiara 2025, imponendosi su Piero Colaprico e Gabriele Pedullà. Nella Sala Napoleonica…
Leggi l’articolo →Piero Chiara (Luino, 23 marzo 1913 – Varese, 31 dicembre 1986) è stato narratore e giornalista. Cresciuto sul Lago Maggiore, dopo vari lavori entrò come impiegato nella magistratura, esperienza che ricompare in molti suoi racconti e romanzi. Durante la guerra si rifugiò in Svizzera, dove pubblicò le prime poesie e prose. Tornato in Italia, collaborò a lungo con il «Corriere della Sera».
Il successo arrivò con Il piatto piange (1962), seguito da La spartizione (1964) e Il balordo (1967). La sua narrativa è spesso ambientata tra Luino e la fascia di confine italo-svizzera, con attenzione alla vita di provincia, ai rapporti umani, alle inclinazioni e ai caratteri individuali. Tra i titoli più noti si ricordano anche I giovedì della signora Giulia (1970), Il pretore di Cuvio (1973), La stanza del vescovo (1976), Il cappotto di astrakan (1978) e Una spina nel cuore (1979).
Chiara si occupò anche di curatele e studi, in particolare su Casanova, di cui curò Storia della mia vita e l’Epistolario. Lavorò inoltre sul Decameron e pubblicò una biografia dedicata a Gabriele D’Annunzio (1978).
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