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John Cleland

John Cleland, nato nel 1709 a Kingston upon Thames, fu scrittore inglese attivo tra Londra e Bombay. Autore del romanzo libertino Fanny Hill, affiancò alla narrativa opere teatrali, traduzioni e il romanzo Memoirs of a Coxcomb, costruendo una produzione varia segnata da controversie e sperimentazioni linguistiche.

John Cleland nacque nel 1709 a Kingston upon Thames e crebbe a Londra in un ambiente colto e benestante, frequentato da figure come Alexander Pope, Henry St. John e Horace Walpole, grazie alle amicizie dei genitori William e Lucy. Dopo l’ingresso alla Westminster School, lasciò gli studi e si arruolò nella Compagnia inglese delle Indie orientali, vivendo a lungo a Bombay come soldato e funzionario. Tornato in Inghilterra, affrontò difficoltà economiche che lo portarono al carcere di Fleet, dove scrisse il romanzo libertino Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere (1748-1749), la sua opera più nota e discussa. Pubblicò in seguito altri romanzi, tra cui Memoirs of a Coxcomb e The Woman of Honour, oltre a traduzioni, satire, testi teatrali e contributi per riviste. Morì nel 1789 a Londra.

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Libri dell’autore nella Biblioteca i-LIBRI

Gli esemplari fisicamente presenti nella nostra collezione, comprese eventuali prime edizioni e tirature particolari.

1964 · Editori Associati Roma (E.A.R.)

Fanny Hill. Le memorie di una ragazza di piacere

Prima edizioneVedi nel catalogo →

Biografia

La vita

John Cleland nacque il 24 settembre 1709 a Kingston upon Thames, ma trascorse l’infanzia a Londra, dove la famiglia si era trasferita grazie alla carriera del padre William, ufficiale dell’esercito britannico e poi funzionario statale. L’ambiente familiare era economicamente agiato e soprattutto immerso nei circoli letterari più raffinati della capitale: William era amico di Alexander Pope, mentre la madre Lucy frequentava o conosceva figure come Henry St. John, Philip Stanhope e Horace Walpole. In questo contesto ricco di stimoli culturali, Cleland crebbe tra libri, conversazioni brillanti e un forte interesse per le lettere.

Nel 1721 entrò alla Westminster School, ma due anni dopo lasciò l’istituto, forse per comportamento scorretto o per dichiarazioni considerate inopportune. Secondo lo storico J. H. Plumb, il giovane Cleland possedeva un carattere irrequieto e facilmente incline allo scontro. Chiusa l’esperienza scolastica, entrò nella Compagnia inglese delle Indie orientali, iniziando una lunga permanenza a Bombay dal 1728 al 1740. Prima soldato, poi funzionario, visse in un ambiente cosmopolita che gli diede l’occasione di imparare lingue diverse e osservare culture lontane.

Tornò a Londra su richiesta del padre, gravemente malato. Alla morte di William, il patrimonio passò nelle mani della madre, che decise di non sostenere economicamente il figlio. Cleland tentò allora una nuova strada, cercando appoggi politici per fondare una Compagnia portoghese delle Indie orientali, ma senza successo. Nel 1748, oberato da un debito di 840 sterline, fu arrestato e rinchiuso nel carcere di Fleet, un’esperienza che segnò una svolta nella sua vita letteraria.

La carriera e le principali opere

Durante la detenzione scrisse la sua opera più celebre, Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere, pubblicata in due parti nel 1748 e nel 1749. Il romanzo, immediatamente considerato osceno, divenne oggetto di controversie, processi e sequestri, pur circolando largamente in copie clandestine. Arrestato nuovamente nel novembre 1749 insieme a editori e stampatori, Cleland disconobbe pubblicamente il testo, esprimendo il desiderio che fosse “seppellito e dimenticato”. Nel 1750 preparò una versione censurata, che rimase legalmente in commercio nonostante ulteriori procedimenti giudiziari.

Il successo del libro, accompagnato dallo scandalo, accrebbe la fama dell’autore senza offrirgli però stabilità economica. Gli anni successivi furono dedicati a opere su commissione: pubblicò Memoirs of a Coxcomb (1751), in cui compariva una parodia di Lady Mary Wortley Montagu, e il romanzo The Woman of Honour (1768). Scrisse inoltre la raccolta The Surprises of Love (1764) e tentò la via del teatro con Titus Vespasian (1755), The Ladies Subscription (1755) e Tombo-Chiqui, or, The American Savage (1758), nessuno dei quali fu rappresentato.

Accanto alla narrativa realizzò traduzioni, revisioni e testi di carattere filologico, tra cui tre volumi che cercavano di dimostrare l’origine celtica delle lingue ebraica, greca e latina. L’unica opera, oltre a Fanny Hill, a ottenere una discreta accoglienza fu la traduzione del Dictionary of Love (1753). Cleland scrisse anche satire come The Times! e The Oeconomy of a Winter’s Day, una biografia di Madame de Pompadour e centinaia di lettere pubblicate sul Public Advertiser tra il 1749 e il 1787. Collaborò inoltre a trenta numeri della Monthly Review.

Negli anni maturi, segnati da difficoltà economiche e crescente isolamento, si avvicinò alla filosofia deista e denunciò pubblicamente la madre per la mancanza di sostegno. Criticò anche Laurence Sterne, accusandolo di “pornografia” per Tristram Shandy. In conversazioni riportate da James Boswell raccontò di aver scritto Fanny Hill a Bombay su sfida di un amico e senza ricorrere a termini volgari, sebbene alcune allusioni presenti nel testo rendano più credibile la stesura in carcere.

Stile e influenza

Lo stile di Cleland è caratterizzato da una prosa ricca, studiata e fortemente descrittiva, capace di fondere osservazione narrativa, ironia e costruzione letteraria sofisticata. In Fanny Hill, il ricorso al punto di vista femminile, l’attenzione al linguaggio e la volontà di evitare termini espliciti danno forma a un’opera che unisce racconto sensuale e struttura romanzesca consapevole delle tensioni culturali del suo tempo. Le discussioni critiche successive hanno evidenziato inoltre come alcuni passaggi del romanzo, insieme a dettagli biografici, abbiano alimentato letture che mettono in relazione il testo con tematiche omosessuali, dirette o indirette.

Conclusione

La vicenda di John Cleland rimane quella di uno scrittore segnato da un’unica opera capace di attraversare scandali, censure e interpretazioni, lasciando un’impronta duratura nella storia del romanzo inglese.

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