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Matteo Nucci

Matteo Nucci, nato a Roma nel 1970, è uno scrittore italiano che intreccia narrativa, mito greco e filosofia antica. Studioso di Platone e del pensiero classico, ha esordito con Sono comuni le cose degli amici, finalista al Premio Strega, e ha consolidato il suo percorso con libri come Le lacrime degli eroi e Achille e Odisseo. La ferocia e l’inganno. Nei suoi testi convivono Mediterraneo, Grecia antica, reportage culturale e riflessione sul presente.

Matteo Nucci, nato a Roma nel 1970, è uno scrittore e studioso del pensiero antico che ha intrecciato narrativa, saggio e ricerca sul mondo classico. Dopo gli studi dedicati soprattutto a Platone e alle origini della filosofia greca, ha esordito con Sono comuni le cose degli amici (2009), finalista al Premio Strega. Nei suoi libri convivono il Mediterraneo, il mito, la Grecia antica, la tauromachia e l’osservazione del presente, come mostrano opere quali Il toro non sbaglia mai, Le lacrime degli eroi, Achille e Odisseo. La ferocia e l’inganno e Sono difficili le cose belle. I suoi racconti sono apparsi in riviste e antologie, mentre articoli e reportage sono stati pubblicati su quotidiani e periodici come “La Stampa”, “l’Espresso” e “il manifesto”.

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Biografia

La vita

Matteo Nucci è nato a Roma il 7 ottobre 1970. Fin dagli studi universitari ha concentrato il proprio interesse sul pensiero antico e sulle origini della filosofia greca, dedicandosi in particolare a Platone, Socrate e alla cultura classica. La riflessione sul mondo antico sarebbe poi diventata il nucleo centrale della sua produzione narrativa e saggistica, sempre attraversata da un dialogo continuo tra mito, filosofia e contemporaneità.

Parallelamente alla ricerca accademica, Nucci ha iniziato a pubblicare racconti sulle principali riviste letterarie italiane, tra cui “Il Caffè illustrato” e “Nuovi Argomenti”, oltre a partecipare a numerose antologie collettive. Il suo lavoro giornalistico si è sviluppato negli anni attraverso reportage culturali e articoli di società pubblicati su “Il Venerdì di Repubblica”, “La Stampa”, “Il Messaggero”, “L’Espresso” e “il manifesto”.

Nel 2009 ha curato per Einaudi una nuova edizione del Simposio di Platone, accompagnata da traduzione e note. Nello stesso anno ha esordito nella narrativa con Sono comuni le cose degli amici, romanzo il cui titolo riprende un detto greco antico ricorrente nei dialoghi platonici. Il libro è entrato nella cinquina finalista del Premio Strega 2010 e ha ottenuto il Premio letterario Orient-Express.

Un’altra area centrale della sua ricerca riguarda il Mediterraneo, osservato come spazio culturale e politico. Grecia, Spagna e Sud Italia ricorrono spesso nei suoi reportage e nei suoi interventi pubblici. Nel corso degli anni ha seguito le vicende politiche greche, dedicando attenzione anche al referendum contro la Troika del 2015 e alla rappresentazione mediatica di quegli eventi. Dal 2023 ha inoltre scritto articoli e interventi pubblici sulla guerra a Gaza, concentrandosi soprattutto sul linguaggio utilizzato nel racconto del conflitto.

Accanto alla letteratura e alla filosofia, Nucci ha approfondito il tema della tauromachia, studiandone gli aspetti culturali e simbolici. Ha fondato il sito “Uomini e Tori” e ha lavorato su autori e figure legate alla corrida, da Hemingway a Manuel Chaves Nogales.

La carriera e le principali opere

L’esordio narrativo di Matteo Nucci avviene con Sono comuni le cose degli amici (2009), pubblicato da Ponte alle Grazie. Il romanzo affronta i legami dell’amicizia e il rapporto tra vita contemporanea e pensiero antico, elementi che torneranno spesso nella sua opera. Il libro ottiene immediatamente attenzione critica e viene candidato ai principali premi letterari italiani.

Nel 2011 pubblica Il toro non sbaglia mai, definito come un romanzo-saggio dedicato alla corrida e alla cultura taurina. Attraverso figure come Hemingway, Bataille, García Lorca e Michel Leiris, Nucci ricostruisce il significato simbolico e culturale della tauromachia moderna.

Con Le lacrime degli eroi (2013), uscito per Einaudi, approfondisce il mondo omerico attraverso un saggio narrativo dedicato al tema del pianto nell’epica greca. Il libro intreccia Omero, la civiltà arcaica e la Grecia contemporanea, evocando poeti come Konstantinos Kavafis e Giorgos Seferis, oltre al cinema di Michael Cacoyannis. L’opera ottiene il Premio Letterario Giuseppe Giusti nel 2014.

Nel 2017 torna al romanzo con È giusto obbedire alla notte, ambientato lungo il Tevere nella comunità degli ultimi fiumaroli romani. Anche il titolo deriva da un verso greco antico presente nell’“Iliade”. Il romanzo entra nuovamente tra i finalisti del Premio Strega e vince il Premio Roma nella sezione Narrativa Italiana. Durante quell’edizione del Premio Strega, il suo rifiuto di partecipare a una campagna pubblicitaria legata allo sponsor del premio aprì un dibattito sul rapporto tra letteratura e promozione commerciale.

Negli anni successivi Nucci continua il suo percorso tra saggio e narrazione. In L’abisso di Eros. Seduzione (2018) esplora il mito di Eros tra Esiodo e Platone, concentrandosi sul desiderio e sulla tensione erotica nella cultura antica. Con Achille e Odisseo. La ferocia e l’inganno (2020) mette invece a confronto le figure dei due grandi eroi omerici, indagandone le opposte caratteristiche morali e simboliche.

Nel 2022 pubblica Sono difficili le cose belle, romanzo dal tono fiabesco che racconta l’incontro tra Arianna e la nonna tornata dall’aldilà. Il titolo riprende ancora una volta un proverbio presente nei dialoghi di Platone.

La riflessione sul mito e sulle origini del pensiero prosegue con Il grido di Pan (2023), dedicato a Eraclito, Parmenide ed Empedocle. Il libro affronta il rapporto tra logos e mito, soffermandosi su figure ibride come la Sfinge e il Minotauro.

Nel 2024 pubblica Sognava i leoni. L’eroismo fragile di Ernest Hemingway, una ricognizione nell’opera dello scrittore americano che cerca di restituire Hemingway oltre il mito biografico.

Con Platone. Una storia d’amore (2025) torna al romanzo storico-letterario. Attraverso fonti antiche, aneddoti e ricostruzioni narrative, Nucci racconta la vita di Platone, dagli anni giovanili fino agli incontri con Socrate, Alcibiade e Aristotele, intrecciando filosofia, politica e dimensione personale.

Premi e riconoscimenti

  • Premio letterario Orient-Express 2010 per Sono comuni le cose degli amici
  • Finalista Premio Strega 2010 con Sono comuni le cose degli amici
  • Premio Letterario Francesco Alziator 2012 per Il toro non sbaglia mai
  • Premio Letterario Giuseppe Giusti 2014 per Le lacrime degli eroi
  • Premio Roma per È giusto obbedire alla notte
  • Finalista Premio Strega 2017 con È giusto obbedire alla notte
  • Premio Adriatico Mediterraneo 2024

Stile e influenza

La scrittura di Matteo Nucci si muove costantemente tra narrativa, saggio e riflessione filosofica. I miti greci, Omero, Platone e il pensiero presocratico costituiscono la struttura portante della sua opera, ma vengono sempre messi in relazione con il presente e con le tensioni del mondo contemporaneo.

Nei suoi libri convivono il Mediterraneo, la memoria del mondo antico, la dimensione politica e il racconto dei sentimenti umani. La ricerca sul linguaggio e sulla tradizione classica si accompagna spesso a un’attenzione concreta per luoghi marginali, comunità dimenticate e figure attraversate da conflitti interiori.

La sua produzione alterna romanzi, saggi narrativi, reportage e traduzioni, mantenendo come filo conduttore il rapporto tra esperienza umana, mito e racconto.

Matteo Nucci ha costruito un percorso letterario in cui il pensiero antico continua a dialogare con la contemporaneità attraverso romanzi, saggi e narrazioni legate al Mediterraneo.

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