Beppe Fenoglio – Le nuove edizioni Einaudi

Beppe Fenoglio – Le nuove edizioni Einaudi

Per il centenario di Beppe Fenoglio, Einaudi ripropone dal 22 febbraio 2022 le seguenti opere con nuove introduzioni d’autore:
– Una questione privata (introduzione di Nicola Lagioia, pp. 208, euro 12);
– Il partigiano Johnny (introduzione di Gabriele Pedullà, pp. 576, euro 14);
– I ventitre giorni della città di Alba (introduzione di Davide Longo, pp. 200, euro 11);
– l’edizione ampliata delle Lettere a cura di Luca Bufano (pp. 320, euro 13).
– la nuova edizione di Questioni private di Piero Negri Scaglione, la prima biografia di Fenoglio (pp. 320, euro 12,50).

«Una battaglia è una cosa terribile, dopo ti fa dire, come a certe puerpere primipare: mai più, non mai più». Così Beppe Fenoglio commenta il primo scontro a fuoco affrontato dall’alter ego Johnny, partigiano nelle Langhe vicino alla sua Alba negli anni della lotta resistenziale. È un commento che mette a confronto il dolore provato da un combattente con quello di una donna al primo parto e crea un cortocircuito biologico tra guerre e nascite, morte e vita. Le lotte affrontate da Beppe-Johnny sono un esempio di condizioni universali.

Fenoglio, nel tempo, ha conquistato un posto di primo piano nella letteratura italiana del Novecento, pur avendo avuto vita breve (quando morì aveva poco più di quarant’anni: 1922-1963). La sua produzione letteraria passò dalla raccolta di racconti I ventitre giorni della città di Alba (1952) al romanzo Primavera di bellezza (1959), attraverso La malora (1954). Italo Calvino lo considerò uno dei giovani scrittori più promettenti e fu suo sostenitore all’Einaudi. Livio Garzanti pubblicò subito dopo la morte un altro volume, Un giorno di fuoco, che conteneva un capolavoro quale Una questione privata. Negli ultimi anni di vita Fenoglio affrontò vari problemi editoriali, che lo indussero a rinunciare al progetto del quale faceva parte Il partigiano Johnny, pubblicato solo nel 1968 e oggetto tanto di elogi quanto di critiche.

La fase polemica è oggi superata e gli ultimi curatori delle opere di Fenoglio (Luca Bufano, Gabriele Pedullà…) hanno proposto nuove, arricchite edizioni dei racconti e dei romanzi, che in occasione del centenario sono ripubblicati con nuove introduzioni, così come le lettere e altri testi per il teatro. Da queste opere e dalle traduzioni dall’inglese (come La Ballata del vecchio marinaio di Coleridge) risulta la figura di un autore coerente alla «primaria ragione» che lo spingeva alla scrittura.

Gli eroi di Fenoglio sono segnati da sentimenti potenti. I partigiani suoi simili e gli uomini delle sue Langhe percepiscono il male di vivere nella forma della «malora»: nel romanzo breve del 1954 il protagonista Agostino deve affrontare continue sofferenze per tirare avanti, ma un momento di dolore acuto e pervasivo lo prova quando vede il corpo di un altro contadino che si è impiccato in un boschetto.

Fenoglio non mistifica la Resistenza, la sua narrazione parla di assalti e agguati, di fughe e di lotte per sopravvivere contro i nemici e contro una natura che, da amica e protettrice, può diventare ostile. Nel Partigiano Johnny la consapevolezza della morte. Ma nelle opere c’è anche spazio soltanto per osservazioni comiche o ironiche, per i momenti di reimpostò e per la dolcezza di un amore adolescenziale. Nel suo testo oggi più apprezzato, Una questione privata, l’amore del partigiano Milton si trasforma all’improvviso in un’ossessione. Per sapere se Fulvia si è legata all’amico-nemico Giorgio, caduto prigioniero, Milton disattende i suoi impegni e va alla ricerca di un fascista per uno scambio: l’amore e la guerra possono travolgere sino alla follia…

L’anno di celebrazioni organizzato dal Centro studi su Beppe Fenoglio segnerà un anno, dal primo marzo 2022 al primo marzo 2023, in cui la letteratura si fonderà con il teatro, la musica, la storia e l’arte per celebrare i 100 anni dello scrittore. Il Ministero dello Sviluppo economico ha annunciato l’emissione di un francobollo la cui immagine verrà svelata oggi, primo marzo e l’annullo filatelico per il giorno di emissione.

Seguendo la stagionalità, propria del mondo contadino narrato dallo scrittore, l’anno fenogliano sarà suddiviso in quattro capitoli: Primavera di Bellezza, Un giorno di fuoco, I ventitre giorni della città di Alba e Una questione privata.

Oggi, primo marzo, partirà da Alba il «segreto cardiopulso», un segnale che indicherà con un gesto artistico ed emozionale l’inizio delle celebrazioni. In serata al Teatro Sociale di Alba saranno tanti i nomi della cultura e dello spettacolo, guidati da Neri Marcorè, a celebrare Beppe Fenoglio. Il linguaggio fenogliano sarà protagonista in un’esposizione a Palazzo Banca d’Alba che racconterà Una maniera di metter fuori le parole propria dell’autore, un approfondimento per rileggerne la poetica ed analizzarne la modernità.

Tra i primi appuntamenti, l’8 marzo al Teatro Sociale di Alba, la compagnia teatrale Tutte con Raccontami com’era vestita, spettacolo ispirato alle opere dello scrittore a partire dalla figura femminile.

Informazioni sul sito: www.beppefenoglio22.it

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Una questione privata – Con parole precise e vere, con commozione e furia, Fenoglio fa risuonare la piú bella tra le storie d’amore possibili e impossibili.
«È difficile trovare, nella letteratura italiana degli ultimi cento anni, un romanzo in cui amore e guerra, giovinezza e morte si intrecciano in modo cosí magico» – Nicola Lagioia
Nelle Langhe, durante la guerra partigiana, Milton (quasi una controfigura di Fenoglio stesso) è un giovane studente universitario, ex ufficiale che milita nelle formazioni autonome. Eroe solitario, durante un’azione militare rivede la villa dove aveva abitato Fulvia, una ragazza che egli aveva amato e che ancora ama. Mentre visita i luoghi del suo amore, rievocandone le vicende, viene a sapere che Fulvia si è innamorata di un suo amico, Giorgio: tormentato dalla gelosia, Milton tenta di rintracciare il rivale, scoprendo che è stato catturato dai fascisti… Con parole precise e vere, con commozione e furia, Fenoglio fa risuonare la più bella tra le storie d’amore possibili e impossibili.

Il partigiano Johnny - Beppe Fenoglio - copertina

Il partigiano Johnny – «Il partigiano Johnny restituisce i principî ideali e le paure e le ragioni e i sogni di una intera generazione come nessun libro è riuscito a fare».Il partigiano Johnny è riconosciuto come il piú originale e antiretorico romanzo italiano sulla Resistenza. La storia è quella del giovane studente Johnny, cresciuto nel mito della letteratura e del mondo inglese, che dopo l’8 settembre decide di rompere con la propria vita e di andare in collina a combattere con i partigiani. Una storia simile a quella di molti altri giovani e di molti altri libri scritti sullo stesso argomento. Ma Fenoglio riesce a dare alle avventure e alle passioni di Johnny una dimensione esistenziale ben piú profonda e generale, che racconterà per sempre che cosa sono stati i partigiani e la Resistenza in Italia. Con La lingua del «Partigiano Johnny» di Dante Isella; una nota bibliografica e la cronologia della vita e delle opere.

I ventitré giorni della città di Alba - Beppe Fenoglio - copertina

I ventitré giorni della città di Alba – «I ventitre giorni della città di Alba sono il primo capitolo di un unico grande libro fenogliano» – Davide Longo
Storie partigiane trattate con piglio disincantato, antiretorico, talora epico-burlesco; storie di Alba e delle Langhe, vicende sanguigne e beffarde, drammi di miserie antiche e di speranze impossibili: con quel suo linguaggio crudo, privo di ostentazione, con quel suo stile asciutto ed esatto, Fenoglio restituisce le prime cronache veramente sincere delle contraddizioni vitali della Resistenza e penetra il «mistero» della spietatezza dei rapporti umani. Con una Presentazione di Dante Isella e la cronologia della vita e delle opere.

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Ed ecco infine, stralciata, l’intervista, realizzata da Francesca Angeleri per il Corriere della sera, a Margherita Fenoglio: «Mio papà Beppe e quei libri lasciati al camposanto»

… «È così amato perché i suoi romanzi sono senza tempo né luogo, ci sarà sempre un posto dove si combatte per la resistenza, dove si lotta per la libertà»

… Margherita Fenoglio è abituata da quando è piccola a dialogare con il suo papà, proprio come se fosse lì con lei. Aveva due anni quando è morto. Un padre che l’adorava, che l’aveva avuta tardi e che la guardava come fosse un miracolo. «Com’è bella — diceva alla moglie Luciana —, come ha fatto a venire tanto bella da noi due?». Un amore infinito che, nonostante l’assenza, non le è mai mancato anche e soprattutto grazie alla mamma. «Rendermi felice era la sua ragione di vita. Mi ha camminato letteralmente davanti per togliermi ogni ostacolo potessi incontrare»…

D – Era troppo piccola per averne dei ricordi. Chi è Beppe Fenoglio per lei?
R – «Per mia mamma lui era, prima di tutto, suo marito. Era il fidanzato, il papà che spingeva la carrozzina e la sera tornava trafelato a casa a vedere come stavano le sue donne. Io sono a metà tra la sua figura nella famiglia e quella di scrittore. Di cos’è per i suoi lettori, per la loro ammirazione verso il narratore, il partigiano, l’uomo coraggioso che si era sposato con il solo rito civile e lo stesso aveva voluto per il funerale».

D – Quando ci parla con suo padre?
R – «A casa nostra è sempre stato così. Quando avevo preso un bel voto mia mamma mi diceva: “Brava. Allora domenica lo diciamo a papà”. Oppure: “Guarda che se non ti comporti bene domenica lo dico a papà”.

D – Domenica?
R – «Al camposanto. Non passava domenica che non ci andassimo. Anche ora, anche adesso che mia mamma non c’è più da dieci anni, vado sempre a trovarli. Passo spessissimo dai miei. Magari sono in casa e dico: “Ciao esco, vado da papà, ci vediamo quando torno”. Mamma mi chiedeva più spesso se fossi andata da papà piuttosto che come stessi. Non provo dolore al camposanto, anzi. Abbiamo trovato tante cose belle sulla sua tomba».

D – Per esempio?
R – «Di tutto: lettere, biglietti, libri. La cosa che mi commuove di più sono le sigarette. Una volta ho trovato un messaggio su cui c’era scritto: “Io non fumo, ma sono venuto a fumarne una qui con te”».

D – Ha mai pensato di diventare scrittrice?
R – «Per niente proprio. Penso che per scrivere non sia sufficiente saperlo fare bene, bisogna avere talento e anche qualche cosa da dire. Credo che troppa gente si butti sulla scrittura solo perché lo sa fare correttamente».

D – La domanda da non fare: c’è un libro di suo padre che ama di più?
R – «Non sono in grado di dirlo. Li ho letti tutti più volte. Certo, avrei voluto essere Fulvia o Johnny al tempo della guerra. Avrei voluto essere la madre de La Malora, perché quella preghiera è una delle cose più belle che abbia mai letto. Neanche tra i racconti mi sembra facile. Però, se avessi una pistola puntata alla tempia e dovessi proprio dire un titolo, sarebbe Il Gorgo ».

D – Cosa rende l’opera di Fenoglio tanto intensamente amata?
R – «I contenuti dei suoi romanzi sono senza tempo né luogo, lo dico da lettrice senza competenza critica. Ci sarà sempre un posto dove si combatte per la resistenza, dove si lotta per la libertà. Basta accendere qualsiasi telegiornale. E lo stile era molto originale. Quel tono epico, scarno, lapidario. Era anche molto moderno. Ha scritto bene delle cose belle».

D – Si è sentita abbandonata?
R – «Sono stata un’orfana fortunata e amatissima, non è trascorso un giorno senza che non parlassi o sentissi qualcosa su di lui. Certo, baratterei tutto pur di averlo qui».