Biblioteca Ambrosiana: tesoro culturale di Milano

La Biblioteca Ambrosiana, fondata nel 1607, è un tesoro culturale di Milano, ricca di manoscritti antichi, libri rari e opere d'arte.

La rubrica Viaggio nelle sale del sapere ci porta questa volta in una delle più belle biblioteche d’Italia, la Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Storia

Fondata dal cardinale Federico Borromeo il 7 settembre 1607 e inaugurata l’8 dicembre 1609, è un gioiello culturale di Milano. La sua creazione segnò un momento di svolta nel mondo bibliotecario, essendo tra le prime a consentire l’accesso a chiunque fosse in grado di leggere e scrivere.

Biblioteca Ambrosiana

La visione del cardinale Borromeo era quella di creare un centro di studio e cultura, comprendendo altre istituzioni come il Collegio dei Dottori, la Pinacoteca e l’Accademia del Disegno. Questo complesso culturale è stato concepito come un vero e proprio scrigno, contenente oltre un milione di stampati, migliaia di incunaboli e cinquecentine, quasi quarantamila manoscritti in diverse lingue, dodicimila disegni di maestri come Raffaello, Pisanello e Leonardo, ventiduemila incisioni e altre rarità.

La Biblioteca Ambrosiana non è solo un deposito di libri, ma un luogo di incontro tra culture e fedi diverse. Il cardinale Borromeo credeva che la conoscenza delle opere di altre culture potesse arricchire l’animo umano, portando alla comprensione di molte bellezze e verità.

La storia dell’Ambrosiana è intrisa di vicissitudini e rinascite. Dopo la fondazione, l’edificio subì molte trasformazioni e restauri, compreso un pesante bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, grazie all’impegno della comunità milanese e ai finanziamenti della Fondazione Cardinal Federico Borromeo, l’istituzione è stata ricostruita e restaurata, conservando il suo splendore originale.

Uno dei punti di forza della Biblioteca Ambrosiana sono i suoi manoscritti, che risalgono a diverse epoche e culture. Tra i più preziosi ci sono i manoscritti di Leonardo da Vinci, che sono entrati nella biblioteca dopo la sua morte, grazie alla generosità di donatori come Galeazzo Arconati. Questi manoscritti rappresentano un patrimonio unico nel suo genere, testimonianza del genio universale di Leonardo.

Inoltre, la sezione degli stampati della Biblioteca Ambrosiana vanta una vasta collezione di opere rare e preziose, che spaziano dalla letteratura classica alla produzione artistica contemporanea. La varietà e la qualità delle opere presenti riflettono l’impegno costante della biblioteca nel garantire un accesso privilegiato alla conoscenza e alla cultura.

In conclusione, la Biblioteca Ambrosiana rappresenta un simbolo di eccellenza culturale e di apertura al dialogo tra le diverse tradizioni e culture del mondo. La sua storia millenaria e la sua ricca collezione la rendono una delle biblioteche più importanti e prestigiose al mondo, un luogo dove il sapere e la creatività si incontrano per illuminare le menti di generazioni presenti e future.

Vedi l’articolo sulla Biblioteca Casanatense.

Libri sulla biblioteca

Per chi volesse ulteriormente approfondire, vi segnaliamo alcuni testi:

  • Biblioteca Ambrosiana, Skira Editore, 2024
    a cura del collegio dei Dottori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Il visitatore che si addentra tra le sale della Pinacoteca Ambrosiana, quando giunge al termine del percorso espositivo, si ritrova in una grande sala di architettura seicentesca, austera e nel contempo solenne, con alte scaffalature in legno su cui si vedono allineati volumi antichi e moderni. Si tratta della Biblioteca Ambrosiana, quella che fu inaugurata e aperta al pubblico l’8 dicembre 1609 dal cardinale Federico Borromeo, e che per questo è giustamente definita Sala Federiciana, in onore e a ricordo del Fondatore. Federico Borromeo aveva infatti voluto donare a Milano e al mondo della cultura una vera biblioteca pubblica, una delle prime al mondo, che non fosse riservata a determinate categorie di studiosi, quali erano gli ecclesiastici, o gli appartenenti a famiglie aristocratiche, o i frequentatori delle università, ma aperta ad accogliere chiunque desiderasse accostare in maniera rigorosa le lettere, le scienze e le arti. Il nucleo originario del patrimonio librario dell’Ambrosiana era costituito dai volumi a stampa e soprattutto dai manoscritti che lo stesso Federico Borromeo aveva donato dalla sua collezione privata o aveva fatto appositamente acquistare con un piano di ricerca accuratamente progettato. Tale nucleo originario è andato progressivamente incrementandosi nei quattro secoli di storia della Biblioteca fino ad arrivare a oggi, quando l’Ambrosiana può vantare una raccolta ricchissima di circa un milione di volumi a stampa, soprattutto di fondo antico (incunaboli e cinquecentine), e trentacinquemila manoscritti. Questa Guida offre, in un agile volume, un’ampia selezione tra i manoscritti più preziosi che l’Ambrosiana possiede, in quanto connotati da un particolare pregio per il loro contenuto o per la loro decorazione, presentandone in maniera chiara e accessibile la storia e il soggetto trattato; particolarmente ricco e curato è il corredo di immagini, con la riproduzione delle miniature più raffinate e identificative di ogni manoscritto.
  • Codex. I tesori della Biblioteca Ambrosiana, Rizzoli, 2000.
    Dal momento della sua fondazione, nel 1607, la Biblioteca Ambrosiana, ha continuato a svolgere il ruolo che le era stato designato: non soltanto custodire manoscritti e libri rari, ma anche permetterne la fruizione, adempiendo alla duplice funzione di conservare e promuovere la conoscenza del suo patrimonio. Le pagine di questo volume aprono al pubblico i tesori segreti della Biblioteca Ambrosiana e portano alla luce una straordinaria raccolta di codici miniati e di autografi, illustrata e commentata. Nei fogli di questi manoscritti converge l’arco di oltre un millennio – dal V al XII secolo della storia della cultura d’Oriente e d’Occidente, attraverso molteplici testimonianze linguistiche ed artistiche di altissima qualità.
  • Manoscritti miniati in Italia della Biblioteca Ambrosiana (fondo inferior). Il Trecento, Viella, 2022.
    La Biblioteca Ambrosiana di Milano, fondata dal cardinale Federico Borromeo, accoglie tra i suoi fondi manoscritti un nucleo consistente di codici miniati, dall’età tardoantica al pieno Rinascimento. Sulla scia delle ricerche di Renata Cipriani, il presente volume offre il catalogo dei manoscritti miniati in Italia nel corso del Trecento (fondo inf.). Tra questi si segnalano il celebre Virgilio Ambrosiano di Petrarca, con il frontespizio di Simone Martini; il Solino, miniato a Bologna nella prima metà del secolo XIV, con raffigurazioni di monstra; il Livio volgarizzato, copiato nel 1373 in area veneta, con un ciclo illustrativo pressoché completo. Questo catalogo nasce dall’incontro di esperienze diverse – da un lato l’analisi codicologica e testuale, dall’altro lo studio dell’apparato iconografico e della sua storia critica – ma complementari, per offrire al lettore uno sguardo quanto più completo su quella «miniera di storie» che è ogni manoscritto medievale.