• Il giorno che diventammo umani

    Majakovski scriveva: “Morire non è difficile: vivere, è di gran lunga più difficile”. I personaggi di questa raccolta sperimentano, sulla loro pelle sottile, la durezza di questa verità. Un uomo che si vergogna di sua moglie; una madre di famiglia che scopre la propria inclinazione al tradimento; un ultracentenario che non riesce a morire; una vedova che cerca un’alternativa ai ricordi; un ragazzo troppo grande per essere un bambino e troppo giovane per sentirsi un uomo; una dottoressa che per un attimo intravede, nel corpo di un ragazzo che sta visitando, un figlio morto: sono questi alcuni degli esseri umani che, sospesi tra l’amore e il dolore, tra il desiderio e la paura, vengono fotografati nelle storie di questo libro.

  • L’amore ai tempi dell’apocalisse

    La fine del mondo è vicina: lo è sempre stata, a dar retta ai catastrofisti della prima e dell’ultima ora. Per qualcuno, forse, è già arrivata, perfino passata, trascinando via con sé i peccati e lavando le coscienze. Per altri è adesso, l’ora di questo tempo frastornato, vile, dove bussole impazzite indicano una rotta inesistente e i fiumi sembrano a un passo dallo scorrere al contrario. Ventidue autori hanno provato a raccontare, sullo sfondo di questi scenari apocalittici, l’essenza di un sentimento che sopravvive nonostante tutto, l’amore, declinandolo in storie tenere e folli, malinconiche e sensuali. Che fiorisca in un quartiere a luci rosse o in un desolato mondo lontano, che si consumi tra umani, entità aliene o macchine, l’amore appare come l’unico potente legame in grado di ancorarci alla nostra vera natura. Tra muri che crollano e certezze che si sbriciolano al doppio sole di universi paralleli, questi racconti da un futuro prossimo ripropongono il vecchio leitmotiv di Eros e Thanatos, quell’infinito ed eterno abbraccio tra amore e morte capace di farsi beffe di qualunque apocalisse.