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Copertina di Ci basterà mangiare il vento di Gianluca Gotto
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Ci basterà mangiare il vento di Gianluca Gotto

Ci basterà mangiare il vento di Gianluca Gotto racconta la storia di un uomo che, dopo un passato segnato dalla violenza, cerca a Singapore un'esistenza fondata sull'equilibrio. L'incontro con Giorgia incrina le sue certezze e lo costringe a confrontarsi con il karma familiare, il rapporto con le emozioni e il significato della serenità.

Con Ci basterà mangiare il vento, pubblicato da Mondadori nel 2026, Gianluca Gotto torna al romanzo con una storia ambientata tra Singapore e Torino che ruota attorno al confine tra la ricerca della serenità e il rischio di trasformarla in una forma di isolamento. La storia segue un uomo alle prese con il peso del passato, il rapporto con le emozioni e il desiderio di liberarsi da schemi familiari che sembrano ripetersi di generazione in generazione.

Il protagonista è un uomo cresciuto con la convinzione che la casa, anziché essere un luogo di protezione, possa diventare il posto più pericoloso al mondo. L’infanzia segnata dalla violenza gli ha lasciato l’idea che amore e sofferenza siano inseparabili. Per questo motivo, negli anni ha cercato una strada che gli permettesse di allontanarsi da quel dolore e di costruire un’esistenza fondata sull’equilibrio e sul controllo.

Dopo un lungo periodo trascorso viaggiando e dedicandosi alla ricerca spirituale, si è stabilito a Singapore. Qui la sua quotidianità segue ritmi precisi. Pratica il tai chi all’alba, lavora come ghostwriter nei caffè della città, frequenta una palestra di arrampicata e dedica molto tempo alla meditazione. Conosce il Dhammapada e cerca di applicarne gli insegnamenti nella vita di ogni giorno, convinto di essersi lasciato alle spalle il proprio passato e di aver spezzato quello che considera il karma della sua famiglia.

Quell’equilibrio, però, viene messo alla prova da un incontro inatteso. Una notte, nell’ascensore di un hotel, conosce Giorgia, una donna che sembra rappresentare tutto ciò da cui lui ha sempre cercato di prendere le distanze. Impulsiva, disordinata e incapace di vivere senza lasciarsi coinvolgere dalle emozioni, Giorgia introduce nella sua esistenza il caos, l’imprevedibilità e il desiderio. La sua presenza diventa l’occasione per interrogarsi su una domanda che attraversa tutto il romanzo: ha davvero senso proteggersi dal dolore se, per farlo, si rinuncia anche a ciò che rende la vita pienamente vissuta?

Da questo conflitto prende forma una storia che riflette sul modo in cui ciascuno affronta le proprie ferite. Il protagonista ha scelto il distacco come forma di difesa, nella convinzione che eliminare le emozioni più difficili significhi raggiungere la serenità. L’arrivo di Giorgia incrina questa certezza e lo costringe a confrontarsi con l’idea che evitare la sofferenza possa significare anche rinunciare all’imprevedibilità che accompagna ogni relazione umana.

Tra i temi centrali del romanzo emerge anche quello del karma familiare, richiamato più volte nel percorso del protagonista. In occasione della pubblicazione del libro, Gianluca Gotto ha spiegato che questa riflessione è stata una delle scintille da cui è nata la storia. Parlando a Radio Deejay nel programma Il Boss del Weekend, l’autore ha descritto il karma come una traiettoria costruita attraverso i pensieri e i comportamenti che si ripetono nel tempo e non come un sistema di ricompense e punizioni. È qui che si inserisce anche il karma familiare, ovvero l’eredità emotiva e relazionale ricevuta da chi ci ha preceduto e con la quale ogni persona si trova, in modi diversi, a fare i conti.

Il titolo del romanzo richiama proprio la ricerca di un diverso modo di guardare alla vita. Nella stessa intervista, Gotto ha spiegato che “mangiare il vento” è un’espressione malese che indica la gioia delle piccole cose, quei momenti semplici che spesso vengono considerati secondari o sacrificabili. L’autore collega questa immagine all’idea che un cambiamento importante possa nascere anche da gesti apparentemente ordinari e dalla capacità di riscoprire il valore della quotidianità.

L’arrivo di Giorgia rompe l’equilibrio che il protagonista si era costruito a Singapore e lo costringe a confrontarsi con convinzioni che riteneva ormai definitive. La vicenda mette così a confronto due modi opposti di affrontare il dolore, il tentativo di controllare ogni emozione per non soffrire più e l’accettazione dell’imprevedibilità che accompagna ogni relazione e ogni cambiamento.

Ci basterà mangiare il vento amplia così il percorso narrativo di Gianluca Gotto, affiancandosi ai libri che ne hanno segnato il successo, tra cui Come una notte a Bali, Le coordinate della felicità, Succede sempre qualcosa di meraviglioso, La pura vida, Profondo come il mare, leggero come il cielo e Quando inizia la felicità.

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