“Le Cinquecentine e il rinascimento della stampa: come i libri del XVI secolo hanno modellato la cultura

Con il termine cinquecentina ci si riferisce, nel linguaggio corrente, a quei libri a stampa realizzati nel corso del XVI secolo.

Si tratta di una definizione, tuttavia, che non permette di identificare le caratteristiche tecniche dei libri prodotti in quel periodo, seppur la maggior parte di essi hanno in comune molti elementi che rendono possibile distinguerli da altri realizzati in epoche diverse.

Come già spiegato nell’articolo riguardante gli incunaboli, nel XVI secolo l’utilizzo della stampa progredì notevolmente rispetto al secolo precedente, differenziandosi sempre di più, per quanto concerne le caratteristiche esteriori, dai manoscritti che venivano sino ad allora utilizzati come modelli dei primi libri a stampa.

Vediamo dunque come nel XVI secolo diventa costante l’inserimento nei libri di elementi, quali il frontespizio, che nei manoscritti erano assenti. Se dunque i primi stampatori cercavano di replicare l’aspetto estetico dei manoscritti, considerati la vera essenza del libro, nel corso del XVI secolo tale usanza andò pian piano perdendosi, acquistando il libro a stampa una propria identità che nel corso degli anni continua tutt’oggi, ad evolvere.

Il perfezionamento delle tecniche di stampa, inoltre, permise di realizzare una maggior numero di libri. Il motivo per cui le tirature erano aumentate nel corso del XVI secolo fu proprio l’aumentata richiesta da parte di sempre maggiori fasce di popolazione (il libro restava comunque un oggetto per pochi, e comunque per coloro i quali erano in grado di leggere). Sempre per questo motivo andarono sempre aumentando, rispetto ai periodi precedenti, le pubblicazioni in lingua volgare, più facilmente comprensibili anche per coloro i quali non erano in grado di leggere in latino.

di Diego Manzetti