Colpo di scena al premio Planeta 2021

Colpo di scena al premio Planeta 2021

La Spagna ha la sua Elena Ferrante: si chiama Carmen Mola, è autrice di thriller e – come Elena Ferrante – è campionessa d’incassi per copie vendute e per tenacia nel difendere la propria identità misteriosa.

Ma la Spagna ha anche un concorso editoriale milionario: il premio Planeta ormai giunto alla sua 70a edizione.

Biografie stringate hanno accompagnato i romanzi di Carmen Mola anche all’estero: «Un’autrice che non vuole rivelare la sua identità», era la breve presentazione sulla cover de La sposa di sangue, pubblicato in Italia da Mondadori nell’estate di due anni fa. Il mistero sembrava destinato a perdurare, accompagnato da qualche indizio fuorviante: ha 48 anni, insegna al liceo, è mamma di tre ragazzi. In un certo senso è vero. Ma occorreva perspicacia per capire l’indizio. O un colpo di scena.

E sul palco di questo concorso si è consumato un autentico colpo di scena, degno del miglior thriller della leggendaria Carmen Mola, decretata vincitrice del concorso. Infatti, in tale occasione, la misteriosa scrittrice si è manifestata sorprendendo ogni illazione o pronostico sulla sua identità. Perché Carmen Mola – verrebbe da dire nomen omen (Mola in spagnolo sta per “spacca”) – è nientepocodimeno che… un trio di uomini, ai quali va il cospicuo bonifico del premio: un milione di euro.

E così al culmine della serata di gala al MNAC, Museu Nacional d’Art de Catalunya di Barcellona, per l’assegnazione del 70esimo Premio Planeta, il più ricco di sempre, sono saliti sul palco a ritirare il trofeo tre uomini: Jorge Díaz, Agustin Martínez e Antonio Mercero, sceneggiatori di professione.

«Siamo anche tre amici», ha spiegato Jorge Díaz al pubblico allibito. «Quattro anni fa ci è venuta questa idea folle di unire i nostri talenti per scrivere una storia insieme». Tre firme in copertina erano decisamente troppe. Ci voleva un nome per tutti, una madrina… e Carmen è il nome femminile spagnolo per eccellenza. «Sì, Carmen mola», Carmen funziona, ha approvato un altro dei tre. E Mola è diventato il cognome di un’autrice chimerica, raggiungibile soltanto attraverso un indirizzo mail fittizio.

Il terzetto non sentiva l’urgenza di dichiararsi. Ma al momento di ritirare il premio ammannito dal re Felipe VI e dalla regina Letizia per La Bestia, ultimo romanzo della scrittrice una e trina, l’Elena Ferrante spagnola ha gettato la maschera e svelato i creatori dell’ispettrice Elena Blanco, protagonista del romanzo d’esordio, amante della grappa e appassionata di Mina.

La rivelazione ha suscitato reazioni opposte, di sorpresa e di protesta: un tempo erano le scrittrici a nascondersi dietro pseudonimi maschili – le sorelle Brontë o Amantine Dupin (George Sand) – per catturare l’attenzione dagli editori. Qualche libreria di Madrid, contrariata dalla rivelazione, ha perfino ritirato La Bestia dalla vetrina…

La sposa di sangue di Carmen Mola – Susana Macaya, una ragazza gitana per parte di padre, scompare dopo la sua festa di addio al nubilato. Il suo cadavere viene ritrovato due giorni dopo nei sobborghi di Madrid.
«Carmen Mola entra con forza nella scena del romanzo noir. Una struttura solida e una stroria raccontata come un classico poliziesco ma che, al tempo stesso, rompe con la tradizione» – El Pais«Il fenomeno letterario dell’estate: dell’autrice non si sa nulla, però riesce, con un ottimo ritmo, a tenere in sospeso il lettore senza la necessità di terrorizzarlo a ogni parola» – Le FigaroPotrebbe trattarsi di un omicidio come tanti, se non fosse che la vittima è stata torturata seguendo un rituale insolito e atroce. A rendere il tutto ancora più enigmatico è che si tratta dello stesso rituale seguito nell’omicidio di sua sorella Lara sette anni prima, sempre alla vigilia delle nozze. A ingarbugliare ulteriormente la vicenda contribuisce il fatto che l’assassino di Lara è in carcere da allora. Qualcuno ha voluto imitarlo? Oppure la persona arrestata è innocente e il vero assassino è ancora in circolazione? Il “caso della sposa gitana” viene affidato all’ispettrice Elena Blanco che, oltre a essere esperta in crimini intricati e particolarmente efferati, è a capo della misteriosa Brigada de Análisis de Casos. Elena è una donna solitaria, amante della grappa, appassionata di Mina e di automobili, con una predilezione per le relazioni sessuali stravaganti. Una donna vulnerabile, che di professione cerca soluzioni a enigmi atroci ma che – a sua volta – nasconde un segreto altrettanto terribile.