Da Gatsby il magnifico al Grande Gatsby: storia di un capolavoro

Gatsby il magnifico
Gatsby il magnifico. La storia editoriale del Grande Gatsby in Italia evidenzia l'importanza delle traduzioni e delle scelte editoriali nel plasmare un'opera.

Da Gatsby il magnifico al Grande Gatsby

La storia editoriale del Grande Gatsby in Italia è un esempio di come le traduzioni e le scelte editoriali possano influenzare la percezione di un’opera letteraria.

Pubblicato per la prima volta nel 1925, il romanzo di F. Scott Fitzgerald ha avuto un percorso editoriale affascinante in Italia, con traduzioni ed edizioni che hanno contribuito a plasmarne la ricezione nel panorama letterario del nostro Paese.

La prima edizione italiana: “Gatsby il Magnifico

La prima edizione italiana del Grande Gatsby è stata pubblicata nel 1936 da Arnoldo Mondadori nella collana “I romanzi della palma“, con il titolo “Gatsby il Magnifico“. Questa edizione è stata curata dal traduttore Cesare Giardini (traduttore di altre opere celebri dell’epoca come la prima traduzione de I sotterranei del Vaticano di André Gide, le prime edizioni dei gialli di Ellery Queen, quella di Giallo cromo di Aldous Huxley e Il laccio rosso di Edgar Wallace o Volo di notte di Saint-Exupéry), il quale ha lavorato per rendere la prosa di Fitzgerald accessibile al pubblico italiano.

L’illustratore Giordano Giovanetti ha contribuito con le sue opere (8 illustrazioni) a impreziosire questa edizione, che ha rappresentato un punto di svolta nella diffusione del romanzo nel nostro Paese.

L’evolvere delle traduzioni: da Giardini a Pivano

Successivamente, Fernanda Pivano ha però realizzato una nuova traduzione de Il Grande Gatsby, pubblicata sempre da Mondadori nella collana Medusa, portando il romanzo a un pubblico ancora più ampio e confermando l’importanza delle traduzioni nella fruizione delle opere letterarie straniere. Le diverse sfumature linguistiche e stilistiche tra le traduzioni di Giardini e Pivano hanno arricchito la comprensione e l’apprezzamento del romanzo da parte del pubblico italiano, rendendolo il capolavoro che tanti continuano ad amare.

La collana “I romanzi della palma” di Mondadori

I Romanzi della Palma” rappresentano un capitolo significativo nella storia editoriale italiana del XX secolo. Ideata nel 1932 da Arnoldo Mondadori, la collana mirava a offrire al pubblico italiano autori stranieri in un formato accessibile e accattivante. Gestita da figure come Enrico Piceni, Lavinia Mazzucchetti e Giacomo Prampolini, la serie debuttò con successo grazie a titoli come “Ex moglie” di Ursula Parrot e “Volo di notte” di Antoine de Saint-Exupéry.

L’idea vincente della collana risiedeva nella sua capacità di proporre autori e opere allettanti, spesso sconosciuti al pubblico italiano, mantenendo prezzi contenuti e presentando una vasta gamma di generi e stili. Grazie all’abilità di selezione di Piceni, la collana introdusse al pubblico italiano autori inglesi e francesi di spicco, mentre Prampolini ampliava l’offerta con autori russi, tedeschi e cubani.

La collana si distinse anche per la sua attenzione alle copertine, che spesso riproducevano i volti delle celebrità dell’epoca o illustrazioni accattivanti di artisti rinomati. Titoli come “Gas esilarante” e “Lo zio Fred in primavera” di P. G. Wodehouse, e “La signora del west” di Pierre Benoit, contribuirono ulteriormente al successo della serie.

Lo zio Fred in primavera

Tuttavia, con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, la collana dovette fare i conti con sfide e restrizioni, che alla fine portarono alla sua chiusura nel 1943. Nonostante ciò, il suo impatto sulla cultura letteraria italiana fu significativo. “I Romanzi della Palma” non solo ampliarono l’accesso del pubblico italiano alla letteratura internazionale, ma contribuirono anche a definire i gusti letterari dell’epoca.