Dal libro al film: Suite francese di Irène Nemirovsky

Il regista Saul Dibb ha realizzato il film “Suite francese” adattando l’omonimo romanzo di Irène Némirovsky: la storia di un amore difficile nella Francia occupata dai nazisti, un libro che ha rappresentato un caso letterario (tradotto in quaranta lingue, oltre due milioni e mezzo di copie vendute) e che descrive la guerra dal punto di vista delle donne. Il villaggio della Borgogna ove la scrittrice sfollò nel romanzo si trasforma nella piccola Bussy: lì trova rifugio chi scappa da Parigi bombardata e invasa dai nazisti.

Irène Némirovsky, scrittrice francese, ebraica di origine ucraina, visse a Parigi con il marito e le due figlie: deportata ad Auschwitz, ivi morì di tifo nel 1942. “Suite francese”, l’ultima opera incompiuta, è rimasta inedita per più di sessant’anni. Quando Irène fu deportata nel campo di sterminio, affidò i suoi manoscritti alla figlia Denise, che per anni li conservò senza leggerli; soltanto in ritardo comprese che gli appunti non erano un diario, bensì il romanzo incompiuto. In seguito al successo della pubblicazione, la figlia dichiarò: “È una sensazione straordinaria quella di aver riportato in vita mia madre. Dimostra che i nazisti non sono veramente riusciti ad ucciderla”.

In occasione dell’uscita del film, la Newton Compton lancia l’iniziativa “Acquista il libro e vai gratis al cinema” (dal 26 febbraio al 18 marzo 2015 nelle librerie Feltrinelli).

Per una rassegna sull’autrice, noi rinviamo alle nostre recensioni a Il balloL’orchessaIl vino della solitudineIl malinteso (cliccate sul titolo per visualizzarle).

Bruno Elpis