Erica Jong e Isadora Wing, due donne a confronto

Paura di volare è il primo romanzo della scrittrice americana con protagonista Isadora Wing, anche lei scrittrice alle prese con il proprio recente successo e con le prime fallimentari relazioni sentimentali.

La vita della Wing presenta numerose e palesi analogie (alcune decisamente divertenti) con la vita molto movimentata della Jong, a partire proprio dal cognome della protagonista mutuato dal marito, affermato psichiatra newyorkese di origine cinese che impone, neppure troppo velatamente, alla moglie di modificare il proprio cognome da White a Wing. Il primo romanzo di Isadora – Candida confessa – verrà quindi pubblicato con il cognome del marito, cognome di cui non riuscirà così più a liberarsi neppure dopo il divorzio.
Niente di più reale, direbbe la Jong, il cui cognome con cui è nota al mondo è proprio quello del suo ex marito Jong, appunto.
In Come salvarsi la vita (il secondo romanzo delle vicissitudini della Wing) questo cambiamento di nome viene descritto dalla protagonista (e forse per la Jong era stato lo stesso, verrebbe da azzardare) come una vera e propria usurpazione, la prima delle numerose che Bennet Wing aveva messo subdolamente in atto nel corso del loro matrimonio.
Quando si toglie a una persona il diritto a un nome – scrive la Jong nei panni della Wing – le si toglie simbolicamente il diritto a essere un individuo.

Questa è solo uno dei parallelismi tra le due donne, le cui “imprese” si confondono nei tre romanzi (il terzo nell’ordine è Paracadute e baci) e si sovrappongono sorprendendo il lettore a pensare a Isadora nelle vesti di Erica Jong.
Eventualità questa più che frequente visto che i romanzi in questione ripercorrono, sotto forma di resoconti molto particolareggiati, le vicende personali di Isadora Wing nella stessa New York vissuta dalla Jong, dall’infanzia nella Settantasettesima Strada ai tre anni trascorsi in una base militare al seguito del marito durante gli anni della guerra in Vietnam, passando per la California.
La Wing come la Jong è una giovane donna di origine ebraica dell’Upper West Side alle prese con le complicazioni sentimentali e i risvolti sessuali di relazioni più o meno canoniche nel pieno della seconda ondata femminista: le passioni vengono sdoganate, i tabù e i sensi di colpa superati e certezze secolari completamente scardinate. Una vera e propria rivoluzione letteraria nel piendo di una rivoluzione sociale e culturale.

Isadora, dopo un primo fallimentare matrimonio con un compagno di Università (che si rivelerà affetto da schizofrenia e da cui divorzierà), abbandonerà per il tempo di un’estate il secondo marito (il regolarissimo psichiatra Bennet) per attraversare l’Europa con il focoso amante Adrian. E’ di avventura che Isadora ha estremo bisogno ed è attraverso queste deviazioni appassionate che riesce a riaffermare la propria emancipazione da quelle convenzioni sociali e da quelle situazioni familiari, in cui lei stessa dimostra di essere bravissima a infilarsi.

Paura di volare (con tre milioni di copie vendute nel ’74 e inserito, già nel ’75, nei corsi di letteratura e sociologia di alcuni Atenei americani) ci racconta di una giovane donna alle prese con la ricerca di autonomia e di quella gratificazione sessuale, che nei romanzi successivi sembra saper gestire con maggiore ma ancora traballante sicurezza.

Ė in Come salvarsi la vita che il dibattito sui contenuti della scrittura “femminile” si fa più intenso, là dove Isadora rivendica il proprio cognome e la propria libertà di scrivere di qualsiasi cosa, senza dover rendere conto al più “perfetto” dei mariti.

Isadora è mossa sempre dall’amore (che nel lungo periodo lascia il posto a dell’insano ma divertentissimo cinismo) di quel tipo che ottenebra la mente e genera un’estasi incontenibile per il nuovo oggetto del desiderio (un uomo di solito).

La familiarità delle situazioni descritte dalla Jong è – se non la sola – la più profonda delle ragioni del successo delle vicende della sua eroina. La vicinanza che l’autrice riesce a creare con le lettrici (meno che con i lettori) è il segreto della sua fortuna letteraria, complice lo stile accattivante e l’ironia (ed autoironia) pungente.
L’impressione è che Isadora sia l’amica di sempre, la confidente e la compagna di avventura. Una donna estremamente interessante, dotata di grande intuito e spirito di osservazione, capace di cogliere l’altro lato della questione, di solito quello più divertente.
Il grande romanzo in tre “atti” – proprio per la dicotomia Jong-Wing – diventa una parodia del reale (difficile stabilire dove finisce la realtà e inizia la finzione). Forza e audacia, tutte femminili, rappresentano il leitmotiv del filone Wing che, proprio nel 2015, è tornata a far parlare di sé con l’ultimo (in ordine di tempo) romanzo della Jong dal titolo (guarda caso) Donna felicemente sposata cerca uomo felicemente sposato, sempre edito da Bompiani.

Vero che un mucchio di gente si era identificata con la protagonista di Candida confessa…quello di cui non mi ero ancora accorta era che il libro fosse una specie di manuale in cui, cercando con calma, si trovava la rappresentazione della propria pazzia, qualunque fosse. Era universale, come le tragedie Shakespeare. Piaceva agli studiosi e piaceva anche agli analfabeti. In seguito mi si chiarì il concetto: il fatto che la gente mi si avvicinasse e mi dicesse “io sono te” non significava affatto che questa fosse la verità (da Come salvarsi la vita).

di Lucilla Parisi