FATTI E LIBRI: Stalking e “Follia profonda” di Wulf Dorn

casi di stalking hanno assunto intensità e frequenza tali da imporsi all’attenzione pubblica anche quando, per fortuna, non sconfinano in atti estremi. In Italia, tre anni fa è stata approvata una legge specifica che fa ancora discutere. Apprendiamo inoltre che uno studio scientifico cerca di esplorare le cause chimiche e meccaniche di un comportamento odioso, con l’intento di valutare possibili terapie farmacologiche.

Di un caso estremo di stalking si occupa “Follia profonda”, l’horror thriller di Wulf Dorn, autore che ho già avuto modo di apprezzare nel suo romanzo d’esordio: “La psichiatra”.

Confesso di avere un debole per i thriller psicologici. Questo, a parer mio, è spettacolare: nel climax di tensione che riesce a innescare, disseminando la storia di elementi horror e narrando le persecuzioni che una misteriosa donna pone in atto nei confronti dello psichiatra Jan Forstner. La stalker esordisce recapitando alla sua vittima un innocuo mazzo di rose rosse. Il finale della storia combina in modo nuovo e originale “Psycho” e “Attrazione fatale” secondo l’imperscrutabile legge della follia.

Il romanzo si apre con la citazione di un precedente (questo sì, reale) altrettanto paradossale: “So che molti dei messaggi che ho lasciato all’aeroporto e nella tua cassetta delle lettere erano una seccatura, ma pensavo che fosse il modo più semplice per esprimerti il mio amore”. (Da una lettera scritta da John Hinckley a Jodie Foster … poche ore prima di tentare di assassinare il presidente americano Ronald Reagan, per impressionare l’attrice).

Interessante l’analisi della pulsione sulla quale sembra incardinarsi lo stalking, la cosiddetta limerence“Conosci qualcuno che corrisponde per molti fattori al tuo ideale di partner e il tuo corpo comincia a produrre ormoni. Dopamina, serotonina, ossitocina e altri che ti danno l’impressione di camminare sulle nuvole. La tua capacità percettiva si restringe e tutto ciò che conta e solo la persona di cui ti sei innamorato. Ti sembra di essere sotto l’effetto di stupefacenti”. Un impulso del genere, se ben canalizzato, può coronare un’importante storia d’amore. O produrre un’opera d’arte.

Nel romanzo,invece, la chimica si combina con il mistero dell’uomo nella constatazione che “una follia lotterà sempre per la sua esistenza”. Mentre la vittima-carnefice suona il suo sinistro peana: “Più a lungo soffrirai, più a lungo mi penserai”.

Bruno Elpis