Filosofi lungo l’Oglio 2021

Filosofi lungo l'Oglio

Filosofi lungo l’Oglio 2021

Viviamo iN una società nella quale «abbiamo tutti le agende troppo piene e, per richiamare Bauman, abbiamo tutti “vite di corsa”, tanto che ci stiamo perdendo di vista l’uno con l’altro, come esseri umani», annota Francesca Nodari, direttrice del Festival Filosofi lungo l’Oglio, giunto alla XVI edizione che durerà fino al 23 luglio. Al di là dei tempi della pandemia, «nella società post moderna attraversiamo tantissimi non-luoghi pieni di persone, dove però viene meno la relazione reciproca e dove sempre più viene meno la possibilità di dare risposte a una fortissima richiesta di senso». Il festival soddisfa un’esigenza, la «fame di senso» del pubblico, puntando sulla «alta divulgazione» e «vuole offrire strumenti critici per affrontare la realtà e darne letture aperte e plurivoche, come è doveroso fare nella nostra contemporaneità».

È una «maratona del pensiero»: in oltre quaranta giorni di programmazione e circa 27 incontri con relatori illustri – da Umberto Curi, Silvia Vegetti Finzi, Massimo Cacciari, Enzo Bianchi, Maria Rita Parsi, Umberto Galimberti ad Asher Colombo, Brunetto Salvarani, Ludwig Monti, Alberto Casadei, per citarne alcuni –  si propone di «seguire il tempo lento della provincia e a dare vita a un pensiero concretamente nomade toccando ventitré comuni diversi tra Brescia, Bergamo e Cremona, seguendo il binomio luogo-pensiero con cambio di relatore per ogni location».

Il festival si svolge lungo il fiume Oglio, In modo che «le frontiere non separino, ma uniscano, facendosi ponti tra le varie comunità, che si incontrano attorno alla figura del relatore o della relatrice nel tentativo di riportare il filosofo nell’agorà, come faceva Socrate migliaia di anni fa».
Il tema della sedicesima edizione del festival è la dicotomia tra Eros e Thanatos. Amore e morte. «Due poli inscindibili che si declinano in strettissima linea di continuità con il tema dell’edizione precedente, «Essere umani», e il venire meno della relazione e dei valori in un tempo presente che, come diceva Bauman, ci condanna perché abbiamo paura del futuro».

Per affrontare l’argomento «i relatori non dismettono i panni di abitanti di questo presente così complesso, però senza esserne ossessionati», sottolinea Nodari, «mostrando come eros e thanatos non siano solo pulsioni di vita e pulsioni di morte». L’eros in tutte le sue declinazioni (forza erotica, àgape e caritas), «una necessità, in quanto animali sociali, di essere in relazione con gli altri e fare della nostra vita, ognuno nella propria unicità, qualcosa di straordinario». E thanatos «uno strumento per renderci conto, in questa società dell’eterno presente, che non siamo immortali ma esseri finiti». Pensare, ragionare, provare sentimenti sono attività che consentono di evitare quella «morte della filosofia» di cui ha parlato  Massimo Cacciari al festival. La filosofia ha ancora una funzione importante da svolgere: porre domande etiche sulla qualità della vita raggiunta e sulle scelte passate e future…