Finalmente qualcosa in comune tra lo Sheikh Zayed e l’Arabic Booker

Lo Sheikh Zayed Book Award (SZBA) e l’International Prize for Arabic Fiction (IPAF, conosciuto anche come “Arabic Booker”) hanno apparentemente sempre preso in considerazione libri simili di anno in anno, e tuttavia la loro selezione è stata sempre marcatamente diversa.



Questo in parte è dovuto al fatto che, negli anni scorsi, il premio letterario SZBA è stato sempre aperto alla letteratura di ogni genere e alla relativa critica. Il premio IPAF è invece stato aperto solo a romanzi pubblicati nell’anno precedente. I giudici del premio SZBA si sono quindi occupati allo stesso tempo di poesia, narrativa e critica letteraria.

Ora, al settimo anno del premio SZBA, lo stesso è stato limitato alle opere creative di letteratura, separando la poesia dalla prosa in due diverse categorie, ciascuna delle quali con sette titoli.

Così quest’anno si è alla fine trovato uno stesso nome nell’elenco dei finalisti di entrambi i premi, SZBA e IPAF: quello del poeta e romanziere Ibrahim Nasrallah, selezionato però per diversi libri, ed in particolare il romanzo Lanterns of the King of Galilee per l’IPAF, e la raccolta di poesie Ray of Light Between Two Nights per lo SZBA.

Ci sono molti nomi noti nella selezione di romanzi e racconti brevi del premio SZBA, incluso l’autore egiziano, ora scomparso,  Mohamed al-Bisatie con il suo romanzo And Their Bed is Green e il popolare romanziere algerino Ahlam Mosteghanemi con il suo romanzo del 2012, Black Suits You.

Tra i finalisti, sempre nella sezione romanzi e racconti brevi, anche l’autore degli emirati Ali Abu al-Reesh con il suo romanzo del 2010 Running from a Lion, l’autore iracheno-tedesco Burhan Shawi per il suo romanzo del 2012 Baghdad Morgue, e tre marocchini: Abdallah bin Arafa con il romanzo Ibn al-Khatib in Rawdat TahaZohra Ramij con il romanzo Azzuza, e Latifa Labsir con la raccolta di racconti brevi An Embrace.

Per la sezione poesia, sono stati nominati sette titoli. Oltre a Ray of Light di Ibrahim Nasrallah, possiamo trovare il poeta libanese Mohammed Ali Shams el-Din con The Bird Sleeps in the Green Trees (2012), il poeta iracheno Hashem Sahfiq con Embroidery with Cherries (2010), quello egiziano Farouk Shousha con Travelling to the Source of the River (2012), il tunisino Munsif al-Wahaby con Diwan al-Wahaiby (2010), e infine il poeta del Kwait Saadia Mufarreh, con How Lonely We Are, Suzan (2012).

La traduzione in inglese dell’opera di Sahfiq può essere trovata su Open Democracy, mentre quella di “Soon She Will Leave” di Saadia Mufarra è disponibile su Blackbird.

Auspicabilmente questo sarà un passo avanti per il premio SZBA. Lo scorso anno, dopo che furono selezionati i finalisti, il premio non fu assegnato. I giudici non fornirono spiegazioni circa il motivo, se non che nessuno dei libri soddisfaceva i loro requisiti.

Questa non è stata la prima volta in cui il premio SZBA è stato bloccato: già nel 2010 fu ritirato dopo alcune accuse di plagio.

Il premio consiste in una medaglia d’oro riportante il marchio SZBA, un certificato di merito, e 750.000 dirham. Il vincitore sarà annunciato il prossimo marzo.

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Articolo tradotto dall’inglese da Diego Manzetti, in collaborazione con il blog Arabic Literature: originale disponibile al link http://arablit.wordpress.com/2013/01/22/finally-some-overlap-between-sheikh-zayed-and-arabic-booker-longlists-sort-of/