Flashback

Flashback di Cristina Comencini

In Flashback (Feltrinelli), Cristina Comencini racconta quattro ragazze di epoche diverse: ciascuna viene travolta dalla Storia in momenti di fervore rivoluzionario. Flashback è anche una riflessione sulla scrittura, sulla compenetrazione tra letteratura e vita di chi scrive.

Un paio di scarpette rosse, una carrozzina, una molletta che trattiene capelli ondulati, grandi occhi blu dalle ciglia cariche di mascara. Dettagli vividi che emergono da brevi amnesie. In un periodo della sua vita particolarmente difficile, la narratrice – nella quale il lettore può riconoscere l’autrice stessa – inizia a soffrire di fulminee perdite di conoscenza, flashback che la immergono in storie diversissime dalla sua, storie di donne lontane, eppure connesse al suo presente da una segreta corrispondenza. Accade con Eloisa, splendida cocotte il cui destino viene rovesciato dalla Comune parigina del 1871: il desiderio di seguire la sua vicenda coincide con la fine del matrimonio della narratrice; e con Sofia, una ragazza russa che vorrebbe diventare attrice ma non ha fatto i conti con l’amore e con la Rivoluzione d’ottobre, offrendo a chi racconta una misura delle sue stesse scelte; poi con Elda, giovane operaia friulana, realmente esistita nello spietato inverno fra il 1944 e il ’45, e infine con una diciassettenne della Swinging London libera e malintesa dei primi anni sessanta. Legate tra loro da una trama che supera le epoche in cui hanno vissuto, tutte arrivano a deviare e ad ampliare il corso dell’esistenza della donna che le racconta. Perché, suggerisce Comencini, la scrittura è atto che modifica, che travolge. “La letteratura è un’esistenza nascosta e pericolosa.” La Comune di Parigi, la Rivoluzione bolscevica, la Resistenza, la rivoluzione sessuale: quattro epoche di ribellione narrate attraverso quattro donne come tante, per questo straordinarie. Eroine che incarnano una metà della Storia a lungo nascosta, negletta, ritenuta meno degna: vite, sentimenti, corpi, piccoli gesti di cura quotidiana. Cristina Comencini, con mirabile vividezza e potenza scenica, in un romanzo pubblico e insieme personale, storico e attuale, li chiama finalmente a vivere per quello che sono: la forza indomabile che muove il mondo.

Il libro si apre con un’amnesia: la scrittrice dimentica per un istante chi è e vede le scarpette rosse di Eloisa, la prima delle protagoniste. Siamo a Parigi ai tempi della Comune e Eloisa, da cocotte spensierata che vive con l’amica fotografa e prende dagli uomini tutto quello che vuole, diventa una combattente per la Rivoluzione e viene fucilata per strada.

Sofia vive nella Pietrogrado di Lenin: vorrebbe fare l’attrice, ma resta incinta e, mentre il suo amico Sergio diventa un grande regista e il suo compagno Gregori combatte, lei mette al mondo cinque figli e riesce perfino a occuparsi dei figli di altre.

Elda è un’operaia friulana, impegnata a salvare dalla morte per fame sua madre e suo fratello: viene assoldata nel 1944 per spiare i partigiani, ma si sottrae subito all’incarico odioso: a ventun anni perde la vita perché accusata di aver favorito il nemico durante la Resistenza.

Sheila s’innamora di John a Londra negli anni sessanta quando impazza la rivoluzione sessuale: lui è l’idolo delle ragazzine che lo seguono nei concerti e sparisce quando apprende di averla messa incinta. Costretta a dare il figlio in adozione, Sheila ne soffrirà per sempre.

Attraverso la storia di queste quattro donne che cercano di sopravvivere, ma anche dare il loro contributo alla causa del progresso, Cristina Comencini condivide con il lettore la propria esperienza: “La guerra delle donne è sempre stata contro la fame e la morte dei propri cari. Non ne conoscevano altre. Lottavano, potevano uccidere per la libertà, ma non andavano in guerra. Anche oggi che facciamo quasi tutto, la guerra è una cosa tra uomini. Le poche che si fanno soldatesse sono esploratrici di un pianeta lontano. A noi arrivano gli effetti: il dolore, la fame, la perdita. Non è un racconto secondario, è il più grande di tutti”.

Cristina Comencini (Roma, 1956), scrittrice e regista, con Feltrinelli ha pubblicato: Le pagine strappate (1991, 2006), Passione di famiglia (1994), Il cappotto del turco(1997), Matrioška (2002), La bestia nel cuore (2004), Due partite (2006, 2015), L’illusione del bene (2007), Quando la notte (2009; anche in audiolibro nel 2011), Lucy (2013), Voi non la conoscete (2014) e, per la collana digitale “Zoom”, La nave più bella (2012). Tra i suoi film La fine è nota (1992), Va’ dove ti porta il cuore (1996), Matrimoni (1998), Liberate i pesci (2000), Il più bel giorno della mia vita (2002), La bestia nel cuore (2005, nominato all’Oscar per l’Italia; dvd Feltrinelli “Le Nuvole”, 2006), Quando la notte (2011), Latin Lover (2014) e l’ultimo, Tornare (2019). Recentemente ha inoltre pubblicato per Einaudi Da soli (2018) e L’altra donna(2019).