Giornata mondiale del libro

Il 23 aprile di ogni anno si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

La ricorrenza è nata con il patrocinio dell’Unesco nel 1996 per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright.

Il giorno destinato all’evento – il 23 aprile – è stato scelto in quanto data della morte, nell’anno 1616, di tre scrittori considerati dei pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garciloso de la Vega.

In Italia i dati relativi all’editoria – come già rilevato in un precedente articolo (Tendenze ai tempi del covid) – sono positivi; lo conferma il rapporto dell’Aie, l’Associazione italiana editori: nel 2021 il mercato italiano è stato il sesto al mondo con 3,1 miliardi di euro di fatturato. Le copie vendute, rispetto al 2020, sono state il 18% in più, i libri pubblicati sono cresciuti del 22,9%. Nell’ambito di questa crescita complessiva del mercato italiano sono invece calate del 5,6% le pubblicazioni di e-book, anche se le novità in formato digitale sono state ben 49.313. Gli italiani acquistano volentieri libri, tuttavia il report sulla pirateria – elaborato da Ipsos – rileva che nel 2021 il 35% ha scaricato illegalmente un libro (+15 per cento) causando un danno di circa 423 milioni di euro.

Si legge sul sito dell’Unesco:

“Il libro e la lettura rappresentano un mezzo di approfondimento e di conoscenza. Sono strumento di informazione e di apprendimento culturale, entrambi oggi indispensabili per superare le incertezze e le precarietà legate alla paura ella globalizzazione, del cambiamento e del diverso”.

“La lettura, che consiste anche in un piacere ineguagliabile per gli appassionati, ci consente di entrare in mondi, vite e tempi diversi e ci dà la possibilità di avvicinarsi a esperienze e realtà lontane dalla nostra, accrescendo così la nostra conoscenza e la consapevolezza di quanto il mondo che ci circonda sia poliedrico”.