Gli altri litigano per gelosia

Gli altri litigano per gelosia di Selvaggia Lucarelli e Lorenzo BiagiarelliCairo 2023

Il fatto

Ribattezzati Lucarellis: Selvaggia e il compagno foodblogger, Lorenzo Biagiarelli. La drammatica storia della ristoratrice di Sant’Angelo Lodigiano e del post pro gay messo sotto i raggi x dell’opinione pubblica purtroppo la conosciamo tutti: prima il clamore e l’acclamazione social, poi il debunking e la gogna mediatica, infine il suicidio dopo l’onda di critiche e la convocazione dai carabinieri. Quello che spaventa, però, in tutta questa storia è l’applicazione del “metodo Lucarelli”: le accuse lanciate contro emeriti sconosciuti e i milioni di follower che sollecitati partono all’attacco contro il malcapitato. È esattamente così che si scatena la gogna social. Una gogna da cui alcune vittime difficilmente riescono a difendersi. E sotto la quale, nei casi peggiori, finiscono schiacciate. Proprio come è successo a Giovanna Pedretti.

Il libro

«Dai ristoranti del Perù al rapporto di amore-odio con i gattini di casa, gli esilaranti e improbabili litigi quotidiani di due icone del web e della televisione italiana.» – Eleonora Girolami per Maremosso

«L’amore non è bello se non è litigarello.» Così ci ricorda un melenso adagio e così proviamo a trovare consolazione noi poveri mortali quando affrontiamo litigi di coppia, dove la gelosia o i problemi pratici creano crepacci, silenzi e rotture spesso insuperabili. In questo libro scritto a quattro mani, invece, i nostri autori ci dimostrano come si può essere perfettamente allineati e in armonia su temi seri e problematiche importanti, per poi riempirsi di mazzate – metaforicamente, ben inteso – su argomenti improbabili e situazioni nate spesso da azioni mal calcolate, anche se partorite con fini amorevoli. Fiori, pavimenti, gatti e ristoranti sono temi sensibili per Selvaggia e Lorenzo, che – con una scrittura parimenti ironica, pungente e divertente – ci fanno un minuzioso reportage delle loro litigate epiche, ognuno con la propria versione dei fatti, ognuno senza alcuna intenzione di cedere terreno alle spiegazioni e alle giustificazioni dell’altro. Il risultato è un libro che è un po’ un duello, sciabolate di qui e fiorettate di là, nessun colpo al cerchio né tantomeno alla botte, dove ognuno tiene la propria posizione senza arretrare di un passo e dove non esiste un giudice per decretare un vincitore. O meglio, l’editore l’avrebbe voluto, un giudice, che una morale della storia piace sempre, un eventuale accordo di pace anche, ma ha presto capito che gli conveniva avvalersi di un altro proverbio melenso, quello che suggerisce «tra moglie e marito non mettere il dito». O anche che «i panni sporchi si lavano in casa». Editrice, in questo caso.