Gli anni Ottanta e “Il regno degli amici” di Raul Montanari

Cosa qualifica un decennio?
Certamente gli eventi di rilievo.
I personaggi che hanno cambiato il corso della storia, o il modo di pensare e di sentire.
Gli influssi culturali.
Forse anche la moda.
E, per la loro diffusione, alcuni successi pop che hanno costituito la colonna sonora di esperienze personali o collettive, creando atmosfere di sottofondo.
Per esemplificare (un modo tanto riduttivo quanto spericolato di sintetizzare) possiamo citare il jazz e il charleston degli anni Venti, o la cultura hippy degli anni Sessanta.

Possono alcuni oggetti degnamente riassumere e visualizzare un decennio?
A questa domanda tenta di rispondere il Corriere della Sera, nell’articolo qui linkato, con una rassegna fotografica di trenta oggetti ritenuti simbolici degli anni Ottanta.
Tra questi segnaliamo il telefono bigrigio a disco della Sip (“L’epoca dei cellulari fusi alle orecchie non era ancora arrivata”), il vespone e l’audiocassetta LH 90. Tutti elementi che ritroviamo ne “Il regno degli amici”, l’ultimo romanzo di Raul Montanari pubblicato da Einaudi, Stile libero big, ambientato nell’estate del 1982 (“Nell’82 ristoranti e rosticcerie cinesi non avevano ancora colonizzato Milano”), che oggi commentiamo nella home page della nostra testata.

Per la verità, nel romanzo di Raul Montanari troviamo un’ampia varietà di oggetti “cult” e di elementi situazionali rappresentativi del periodo, che sventagliano sui lettori  una violenta raffica di pungente nostalgia.
Come le sottomarche delle biciclette, cloni della mitica Graziella (“Si chiamava Maurina perché era un’imitazione della Graziella, l’originale bicicletta da femmina degli anni Sessanta”).
Il radioregistratore (“Il radioregistratore Aiwa 600. Stereo a quattro canali, due tweeter e due woofer, potenza spaventosa e tasto super bassi, equalizzatore manuale, selettore del nastro della cassetta a tre posizioni: Normale-Cromo-Ferrocromo”), sempre pronto a inghiottire le TDK, le C 60 e le C 90, per sprigionare la musica magnetica dei Talking Heads e dei Genesis (“Elia, detto il Profeta, ascoltava solo quella musica enfatica e ambiziosa degli anni Settanta che tempo dopo ho sentito chiamare rock progressivo… i Pink Floyd e pochi altri, meno inquadrabili e capaci di reggere l’assalto del punk”).
Alcuni fumetti (per la verità, quello rappresentato nella foto risale al 1969, ma Raul Montanari me l’ha personalmente ricordato: “Il regno degli amici” è il suo tredicesimo romanzo) e giornalini.
Il più aggressivo KTM, ma anche il Benelli 50 tre marce (“Cambiare le marce mi sembrava una delle massime manifestazioni di virilità”) e i romantici “motorini monomarcia tipo Ciao”.
L’enciclopedia de “I quindici”, che sta a Wikipedia come Neanderthal-man sta all’homo sapiens.
Infine lei, la vecchia e spesso invocata lira (“Io ho centomila lire, più o meno”)…

Bruno Elpis