Green pass e Salone del Libro

Green pass e Salone del Libro 
Quest’anno tornerà il Salone Internazionale del Libro di Torino, in presenza. Dopo lo stop imposto dalla pandemia la manifestazione si svolgerà dal 14 al 18 ottobre al Lingotto. Ma per partecipare è necessario avere il Green Pass.Come si legge nelle Faq sul sito della Presidenza del Consiglio sulla zona bianca “L’accesso a sagre e fiere anche locali è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una certificazione verde COVID-19 in base all’articolo 9-bis del decreto-legge n. 52 del 2021. 
Nel caso in cui tali eventi si svolgano all’aperto in spazi privi di specifici e univoci varchi di accesso, come, ad esempio, nelle piazze e vie pubbliche, gli organizzatori (pubblici o privati) si limitano a informare il pubblico, con apposita segnaletica, dell’esistenza dell’obbligo della certificazione verde COVID-19 per accedere alla fiera o sagra in questione. In caso di controlli a campione, sarà sanzionabile soltanto il soggetto privo di certificazione e non anche gli organizzatori che abbiano rispettato gli obblighi informativi”.
Contro tale obbligo Uno Editori, casa editrice torinese specializzata in testi di “spiritualità, esoterismo e mondi incantati”, rinuncia all’evento. La scelta di non partecipare alla 33esima edizione del Salone è stata fatta in nome della “libertà”, scrive su Facebook Prabhat Eusebio, fondatore del gruppo editoriale, che in un lungo post spiega i motivi di questa decisione. 
“Ho così deciso, in accordo con altri editori, di rinunciare alla nostra partecipazione al Salone internazionale del libro di Torino. Rinuncio all’acconto dato per l’acquisto dello spazio e agli incassi dei 5 giorni di fiera, e a dare lavoro a tutte le persone coinvolte in questi anni per la gestione dello stand… perché? Per rispettare uno dei valori più elevati e sacri dell’universo, la libertà… non quella decantata dai politici o dai filosofi, ma la libertà di coscienza, da cui derivano tutte le altre…
“La vita inizia dove finisce la paura! – scrive ancora – Questo è il tempo del coraggio, delle scelte difficili, scomode, non comprese, osteggiate dalle masse… ma necessarie”.La protesta contro l’obbligo di certificazione verde, spiega, è un modo “Per dire NO, a un sistema repressivo e coercitivo”, ma anche “Per essere d’esempio, per le prossime generazioni, e attenuare gli effetti della sociopatia dilagante di questa era, la falsa pandemia!”. E poi conclude il post con un messaggio: “Buona vita a tutti, compresi gli zombies che vagano senza meta alcuna…”.