Il basilico raccolto all’alba – Intervista a Eugènie Gènin

Intervista a Eugènie Gènin 

A commento de “Il basilico raccolto all’alba“, pubblichiamo l’intervista all’autrice di Milena Edizioni.

La redazione di i-libri.com

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Intervista a Eugènie Gènin 

D – Qual è la differenza, a tuo avviso, tra erotismo e pornografia?
R – Ė erotico un istinto animale che si mette in testa di diventare poesia; ma anche quello che resta fedele alla propria natura. Ė pornografico tutto ciò che resta a metà strada, che tradisce la propria natura per il solo piacere di apparire, vendere, guadagnare. La linea è sottile e, a volte, nemmeno si vede ma c’è e oltrepassarla senza accorgersene è davvero facile.

D – E la correlazione tra lentezza ed erotismo?
R – Erotismo e lentezza sono correlati perché solo nella lentezza si ha il tempo di cogliere tutti quei microscopici particolari che rendono erotica una trama. Si dice erotico e si pensa al sesso, alla scena di sesso, ma non è vero. Ė il processo mentale che porta un corpo ad eccitarsi o a desiderare a creare l’erotismo e qualsiasi processo è di per sé lento per natura. Poesia ed erotismo sono invece legati per quanto descritto nella prima domanda: il punto di partenza e quello di arrivo. Solo attraverso il suono delle belle parole e della metrica impeccabile, possiamo rendere umano un atto che di umano non ha nulla.

D – Perché leggere un libro erotico oggi?
R – Perché in un periodo storico dove il sesso è ovunque: Tv, internet, etc. etc… fare un passo indietro spegnendo tutte queste immagini a portata di un click e riaccendere la fantasia per lasciarla correre su righe che odorano d’inchiostro, potrebbe farci riappropriare del tempo che abbiamo bisogno per scoprirci e capirci.

D – A tuo avviso, qual è la zona più erogena del corpo femminile e quale quella del corpo maschile?
R – Per esperienza credo che ognuno faccia specie a sé, femmina o maschio che sia. Ma se proprio devo dare una risposta dico collo per le donne e pancia per gli uomini.

D – La tua parola preferita e quella che non ti piace affatto.
R – Anima, la mia preferita. Morale, quella che più odio. Infatti studio la prima e combatto la seconda. Ogni giorno della mia vita.

D – Con quale scrittore o scrittrice famoso berresti un caffè?
R – Virginia Woolf, senz’ombra di dubbio. Ma sarebbe meglio un tè.

D – Qual è il tuo invito alla lettura de “Il basilico raccolto all’alba”?
R – Una storia banale, raccontata in maniera incredibile. Forse unica. Uno dei pochi erotici, degni di chiamarsi tali, del panorama odierno. Un incontro come ne capitano pochi nella vita, forse una volta soltanto quando va bene. Un ventaglio di immagini che, se agitate nella direzione giusta, regaleranno sollievo ai vostri pregiudizi.

D – La frase che hai scritto e che ti piace di più …
R – «Ti prego, fai piano…» Ricordo ancora il sapore di quelle quattro parole appena bisbigliate. Avevo da poco masticato una foglia del basilico che stava sul davanzale della mia finestra. Ricordo l’odore di chiuso che a folate entrava nelle mie narici, ogni volta che il tuo bacino sbatteva contro la parte posteriore delle mie cosce. Indossavi una giacca, forse dimenticata nell’armadio per tutto l’inverno e ora rispolverata per assenza di alternative. Ricordo che io ti guardavo ma tu no. (…) A ogni spinta, un grugno di piacere con retrogusto di dolore ti stropicciava il muso. Avevi paura di farmi male, ma al tempo stesso l’idea di farmene t’inebriava.

D – Il ruolo della voce, in un rapporto, quanto conta?
R – Domanda curiosa, che cade dritta come un sasso nello stagno, dentro al l’ultimo dei miei nuovi interessi: la meccanica quantistica. Niente di sessuale, penserai, ma non è così. La voce è a mio avviso un ottimo esempio per spiegare il dualismo onda-particella. La voce è qualcosa di fermo, quando la si associa alla persona che ci sta davanti; ma è anche una vibrazione che attraversa fili, corpi e persino pensieri. Muovendoli. Emozionandoli. Eccitandoli. Anche a migliaia di chilometri di distanza. Quando leggiamo qualcosa per esempio, una lettera. Nella nostra mente associamo una voce alle parole che leggiamo, spesso quella di chi le ha scritte, se la conosciamo. Perciò in un rapporto la voce e’ determinante, perché diventa parte dei ricordi come le fragranze e il piacere. Anzi, spesso e’ parte importante del piacere che si prova. Non posso pensare a un rapporto muto. Quando faccio sesso mi piace esprimere quello che sento, dire quello che voglio. Implorare, ordinare, incitare, rassicurare, coccolare oppure offendere. La voce è tutto. Il copione della storia. Tutto.