Il codex: un’invenzione rivoluzionaria nella storia del libro

Storia del libro: il codex
Il codex, l'invenzione che ha rivoluzionato la storia dell'umanità. Conosciamone l'origine e come si sia diffuso succedendo al volumen

Proseguiamo il nostro percorso nella storia del libro parlando di un’invenzione che ha rivoluzionato la storia, il codex.

L’evoluzione del libro, dalle antiche tavolette di argilla ai moderni ebook, è segnata da numerose innovazioni. Tra queste, il passaggio dal volumen al codex rappresenta una delle più significative trasformazioni nella storia della scrittura e della lettura. Questa forma di libro piegato e rilegato, il cui supporto principale era la pergamena, ha rivoluzionato la maniera in cui i testi venivano prodotti, conservati e consultati, aprendo la strada a sviluppi culturali e intellettuali di vasta portata.

La nascita del codex

L’origine del codex risale alla bassa antichità, un periodo spesso considerato oscuro, ma caratterizzato da innovazioni sorprendenti. Il termine latino “codex” apparve per la prima volta nell’85 d.C. in Marziale, e inizialmente indicava una tavoletta di legno (lat. caudex), successivamente estesa a un gruppo di tavolette legate insieme utilizzate per annotare conti o altri documenti di poco valore intrinseco.

Un esempio straordinario di codex primitivo è il “Quaderno di Teodoro“, scoperto nella regione egiziana del Fayoum. Questo insieme di 10 tavolette di cera, legate da lacci di cuoio (ora scomparsi) e protette da due piatti di legatura, risale al VI secolo ed è verosimilmente il lavoro di uno scolaro. Sebbene tardivo, questo esemplare dimostra l’uso del codex in contesti educativi e la sua evoluzione verso la forma di libro che conosciamo oggi.

La diffusione del codex

Nonostante la sua introduzione, il codex non riuscì a imporsi immediatamente nella Roma imperiale, dove il volumen su papiro rimase il formato dominante per i testi letterari. Tuttavia, tra il III e il IV secolo, il codex iniziò a diffondersi ampiamente, diventando il supporto preferenziale per i testi cristiani. Questo cambio fu influenzato dalla praticità e dalla versatilità della pergamena rispetto al papiro, che permetteva di utilizzare entrambi i lati del foglio e di piegarlo più facilmente.

Il processo di creazione di un codex coinvolgeva diverse fasi: la preparazione della pelle di montone, la trascrizione del testo, la piegatura della pergamena per formare fascicoli, e la loro cucitura insieme in una legatura. I primi esemplari noti provenivano dall’Egitto, dove i fascicoli erano cuciti fra loro e fissati ai piatti di legatura, solitamente costituiti da tavolette di legno.

Esempi storici di codices

Tra i codici più antichi conservati vi sono il Codex Vaticanus, che contiene il testo greco della Bibbia e risale alla metà del IV secolo, e il codex della Città di Dio, forse contemporaneo di Sant’Agostino (354-430). Questi manoscritti non solo testimoniano la diffusione del codex, ma anche l’importanza della pergamena come supporto scrittorio.

Impatto e conseguenze dell’invenzione del codex

L’introduzione del codex ebbe conseguenze profonde per il progresso della civiltà scritta. A differenza del volumen, il codex permetteva una consultazione più agevole grazie alla sua struttura fatta di pagine (recto e verso), che potevano essere numerate per facilitare la navigazione del testo. Inoltre, la possibilità di prendere appunti direttamente sul codex favorì il passaggio dalla lettura orale a quella silenziosa e individuale, rivoluzionando il metodo di studio e di lavoro intellettuale.

Il codex poteva essere disposto orizzontalmente su tavolette, con il titolo riportato sul dorso, facilitandone l’identificazione e il recupero. Questo formato divenne uno strumento intellettuale di estrema potenza, sebbene le sue potenzialità furono pienamente sfruttate solo nel XVI secolo, con l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg.

Il codex e la crisi del IV secolo

La diffusione del codex si verificò in un contesto di crisi demografica e sociale nel IV secolo. La popolazione diminuì drasticamente, come dimostra la contrazione delle superfici urbane. Tuttavia, la necessità di archiviare più informazioni a costi inferiori potrebbe aver stimolato l’adozione del codex. Inoltre, l’espansione del cristianesimo nel mondo latino, autorizzato dall’editto di Milano nel 313 d.C. e divenuto religione di Stato con l’editto di Teodosio nel 391 d.C., contribuì significativamente alla sua diffusione.

L’utilizzo del codex nelle comunità cristiane

I cristiani adottarono rapidamente il codex per raccogliere i loro testi, differenziandosi da altre religioni dove si continuavano a utilizzare i volumina. Questo formato era particolarmente adatto ai loro bisogni pratici ed economici: era più comodo da trasportare durante i viaggi missionari, permetteva di raccogliere passi paralleli delle Scritture, facilitava la consultazione e aveva un costo relativamente contenuto. Inoltre, la solidità del codex e la possibilità di ampliarne il contenuto a volontà lo resero uno strumento ideale per la diffusione del messaggio cristiano.

Evoluzione tecnica del codex

Durante la tarda antichità e il medioevo, furono sviluppate regole precise per la fabbricazione dei codici. I fascicoli erano costituiti da due a sei fogli di pergamena, squadrati e rigati con punte metalliche. A partire dall’XI-XII secolo, si iniziò a utilizzare la rigatura a punta di piombo. La numerazione delle carte divenne comune nel XIII secolo, prima con cifre romane e poi con cifre arabiche. Anche la pratica di riutilizzare la pergamena attraverso la raschiatura e la ricopertura con nuovi testi (i cosiddetti palinsesti) era diffusa.

Conclusione

Il codex ha rappresentato una rivoluzione nella storia del libro, segnando il passaggio da una forma di scrittura rotolata a una piegata e rilegata. Questa innovazione ha trasformato il modo in cui i testi venivano prodotti, conservati e consultati, influenzando profondamente lo sviluppo della cultura scritta occidentale. Nonostante le sfide del periodo, la combinazione di praticità, economia e necessità spirituali ha garantito il trionfo del codex, che rimane un elemento fondamentale della nostra storia culturale.

Alcuni codex più celebri:

Alcuni codex hanno assunto un’importanza storica e culturale straordinaria, tramandandoci non solo i testi che contengono ma anche la testimonianza di epoche lontane e delle abilità artigianali dei loro creatori. Tra i più famosi che sono giunti fino a noi, meritano una menzione particolare:

1. Codex Vaticanus: Uno dei più antichi manoscritti della Bibbia, risalente alla metà del IV secolo. Conservato nella Biblioteca Vaticana, è uno dei più importanti testimoni del testo biblico greco, offrendo una versione quasi completa del Vecchio e del Nuovo Testamento. La sua scrittura in onciale greco e il suo formato codicologico ne fanno uno strumento cruciale per gli studi biblici.

Codex Vaticanus

2. Codex Sinaiticus: Altro fondamentale manoscritto biblico, anch’esso risalente al IV secolo, fu scoperto nel Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai. Questo codex è noto per essere uno dei più completi e antichi manoscritti contenenti il testo quasi integrale della Bibbia in greco, comprese sezioni del Vecchio Testamento mancanti in altre copie.

3. Codex Alexandrinus: Manoscritto del V secolo, anch’esso contenente quasi l’intera Bibbia in greco. Oltre al testo biblico, include lettere di Clemente di Roma e gli scritti pseudoepigrafi del Primo Libro dei Maccabei. È conservato presso la British Library di Londra e rappresenta una fonte primaria per la critica testuale del Nuovo Testamento.

4. Codex Amiatinus: Considerato il più antico codex latino completo della Bibbia, risalente all’inizio dell’VIII secolo. Originariamente creato nel monastero di Wearmouth-Jarrow in Inghilterra, questo imponente volume fu destinato al Papa a Roma, ma rimase in Italia, trovando una casa nell’Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata, da cui prende il nome.

Codex Amiatinus
Codex Amiatinus

5. Codex Aureus di St. Emmeram: Un esemplare straordinario di manoscritto illustrato dell’VIII secolo, noto per la sua copertina in oro e pietre preziose. Questo codex contiene i Vangeli con ricche decorazioni che riflettono l’alta qualità dell’arte carolingia e ottoniana.

The Codex Aureus of St. Emmeram
The Codex Aureus of St. Emmeram
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