Guida pratica: Fascicoli e quaderni nei libri del XVI-XVII secolo

Nel XVI e XVII secolo, la struttura dei libri era complessa e articolata, comprendendo diverse parti essenziali che contribuivano alla composizione complessiva del volume. Una componente fondamentale era rappresentata dai fascicoli o quaderni, che costituivano gli elementi di base dell’opera.

Definizione dei Fascicoli e Quaderni: I fascicoli, noti anche come quaderni, erano costituiti da un numero specifico di carte o fogli. Tale numero variava in base alla tipologia del fascicolo stesso. Ad esempio, un fascicolo composto da 4 carte era denominato “duernio” o “duernione”, mentre uno di 6 carte era chiamato “terno” o “ternione”, e uno di 8 carte era definito “quaternio” o “quaternione”.

Il Registro e la Consistenza dei Fascicoli: Nei libri del XVI e XVII secolo, il registro alla fine dell’opera indicava non solo la segnatura dei fascicoli, ma anche la loro consistenza. Questo elenco dettagliato includeva i caratteri che identificavano ciascun fascicolo, seguiti dalla specificazione del numero di carte in esso contenuto. Ad esempio, potrebbe essere indicato “a b c d e f g (4 carte)” per un fascicolo duernio.

Pratiche di Vendita e Rilegatura: Un’informazione interessante riguarda le pratiche di vendita dei libri dell’epoca. Spesso, i libri venivano venduti in fascicoli sciolti e l’acquirente doveva provvedere personalmente alla rilegatura secondo le proprie preferenze. Talvolta, il titolo dell’opera veniva riportato sul taglio esterno dei fascicoli per facilitare l’identificazione e l’organizzazione dei libri sugli scaffali.

In sintesi, la comprensione della struttura dei libri nel XVI-XVII secolo, con particolare attenzione ai fascicoli e alla pratica della rilegatura, ci offre un’interessante prospettiva sulle modalità di produzione e distribuzione delle opere letterarie di quel periodo. Questo approfondimento storico ci aiuta a comprendere meglio l’evoluzione del settore editoriale nel corso dei secoli.

di Diego Manzetti