Il film Le otto montagne premiato a Cannes

Il film Le otto montagne premiato a Cannes

Il Premio della giuria al 75/o festival di Cannes è stato vinto ex aequo da Le otto montagne di Charlotte Vandermeersch, Felix Van Groeningen, e da Eo di Jerzy Skolimowski.

Baci e abbracci Charlotte Vandermeersch ha rivolto al compagno Felix Van Groeningen quando sono stati chiamati sul palco per il premio della giuria per Le otto montagne, il film italiano da loro diretto, girato in Valle d’Aosta e tratto dal romanzo di Paolo Cognetti, interpretato da Alessandro Borghi e Luca Marinelli (prodotto da Wildside e Vision).

Repubblica online ha intervistato l’autore del romanzo che ha ispirato il film vincitore del premio.

“Certo, fa un po’ impressione pensare che tutto è partito da qui, da questo tavolino nella mia casa di Brusson ormai sei o sette anni fa. Io, da solo, alla ricerca di una storia che fosse la “mia” storia. La montagna certo, ma anche l’amicizia, due visioni della vita completamente diverse che si intrecciano nel nome di una natura che finisce per rapirti totalmente. Lo so, è banale dirlo, ma in quel momento non potevo certo aspettarmi tutto ciò che è arrivato dopo: lo Strega, il successo e adesso questo premio a un film che ho seguito con amore fin dal primo momento. Sono contento per Felix e Charlotte, i registi, ma anche per gli attori, l’intera troupe. Con loro qui ho vissuto momenti indimenticabili”.

Paolo Cognetti è emozionato. “Sì, non sono uno di quegli scrittori che cercano di nascondere il proprio stato d’animo. Quando mi hanno detto che Le otto montagne era in lizza per un premio importante a Cannes ho esultato come un bambino. Sono felice, sono felice per tutti quelli che in questo film ci hanno creduto. Per il paese, un borgo di 900 abitanti, che per un paio d’anni è stato coinvolto. Per Luca e Alessandro, i due protagonisti in cui ho rivisto totalmente Pietro e Bruno del mio romanzo. E dire che all’inizio temevo che non si adattassero a una vita particolarmente dura come quella di montagna”.

Stralcio dall’intervista a Paolo Cognetti, pubblicata da Repubblica

Luca Marinelli è stato ospite a casa sua per sei mesi.
“E’ vero, ed è stato un periodo fantastico. Siamo diventati amici. Ma anche con Alessandro Borghi è stata subito empatia. E dire che si sono calati in ruoli molto lontani da quelli nei quali li avevamo conosciuti. Due grandissimi attori, ma tutto il cast è stato straordinario. Filippo Timi, Elena Lietti, dovrei citarli veramente tutti”.

Felix Van Groenigen e Camilla Vandermeersch, i due registi belgi, le hanno chiesto consigli nella scelta degli attori, dei luoghi nei quali girare?
“Sì, sono stati davvero molto gentili. Ho collaborato alla sceneggiatura ma naturalmente non avevo “diritto di veto” sulle loro decisioni e del resto mai mi sarei permesso di interferire. Li ho aiutati a individuare alcuni posti che qui conosciamo solo noi che ci viviamo. Del resto io c’ero quando il film è stato “concepito”, nel 2019. C’è stata di mezzo anche la pandemia, la lavorazione è durata più di quanto avevamo previsto ma alla fine ce l’abbiamo fatta”.

Lei ha detto che con il Covid anche i suoi amici registi hanno avuto modo di ragionare un po’ di più, di concentrarsi su alcuni aspetti che magari, con la fretta, sarebbero stati tralasciati…
“È vero, anche se della pandemia avremmo tutti fatto volentieri a meno”.

… omissis

Grazie alle vendite di Otto Montagne e ai tanti premi, lei è riuscito a comprare la baita nella quale vive da tanti anni. Adesso è un rifugio alpino da dodici posti letto.
“Ma è anche una residenza letteraria nella quale organizziamo incontri, seminari, dibattiti. Mi piace l’idea che un libro sia diventato una casa”.

Leggi la nostra recensione al romanzo Le otto montagne a questo link

Leggi Cinque domande a Paolo Cognetti a questo link