Il Gronchi rosa e le “Lettere” di John Fante

Il 3 aprile del 1961 un funzionario del Ministero degli Esteri commise un errore destinato a suscitare effetti anomali, almeno per gli appassionati di filatelia. L’allora capo dello Stato italiano, il presidente Giovanni Gronchi, era in visita ufficiale in Sudamerica. L’evento venne celebrato con un’emissione di tre francobolli, rispettivamente da 170 (Argentina), 185 (Uruguay) e 205 lire (Perù). Sui tre francobolli erano raffigurate le due sponde dell’Atlantico, in mezzo l’aereo presidenziale e la nazione da visitare. Su quello dedicato al Perù, tuttavia, il disegnatore s’ispirò a un atlante che non teneva conto degli esiti della guerra tra Perù ed Ecuador, conclusasi con la vittoria del Perù e l’annessione di una vasta regione.
Il «Gronchi rosa» fu dunque stampato con i vecchi confini, suscitando le proteste del governo peruviano. La distribuzione fu immediatamente sospesa, ma ormai erano già stati venduti oltre settantamila esemplari. Il «Gronchi Rosa» con il tempo ha assunto un valore di mercato considerevole (sembra fino a trentamila euro se regolarmente annullato e spedito).

In questi giorni, è accaduto un fatto – questa volta nell’ambito che interessa la nostra testata dedicata ai libri – che per certi versi ricorda la gaffe del «Gronchi Rosa». Einaudi, infatti, ha pubblicato le «Lettere» di John Fante  commettendo un errore clamoroso nella cover, che riporta il volto del poeta e saggista inglese Stephen Spender, anziché quello di John Fante. Chissà se anche in questo caso inizierà  la caccia alle copie con errore, forse destinate a valorizzarsi nel tempo rispetto al prezzo di copertina (€ 24), come accaduto al celebre francobollo…
In ogni caso noi non ci occupiamo del valore commerciale di un libro, bensì del suo valore intrinseco. E nei prossimi giorni pubblicheremo il nostro commento alle “Lettere” di John Fante (una copia delle quali – a ogni buon conto – ci siamo accaparrati).

Bruno Elpis