Il questionario di Proust e… Giramenti!

Il questionario di Proust mira a conoscere i gusti e le aspirazioni personali di chi risponde. Il riferimento al grande scrittore francese – del quale ci siamo recentemente occupati in un recente, prelibato articolo: https://www.i-libri.com/considerazioni/tutti-marcel-proust/) – risale a questo antefatto: Antoinette Faure, amica e coetanea di Proust, gli propose di rispondere alle domande presenti in An Album to Record Thoughts, Feelings, etc. (un album per conservare pensieri, sentimenti, eccetera). Anni dopo, l’album fu ritrovato da un figlio di Antoinette e venne pubblicato nel 1924 con le risposte di Proust. Nel 2003 il manoscritto originale è stato venduto all’asta per la somma di 102.000 euro.

Lo spunto di questo articolo proviene dalla simpatica iniziativa L’è ‘n gran bel Proust! (cliccate sul link del titolo per i dettagli) di “Giramenti”, l’unico sito che affronta la legge sui cookies prendendola di petto (“Questo sito utilizza i cookie, te lo diciamo solo per romperti i coglioni, tanto l’alternativa è disdire internet o tornare al ’93”), nonché blog condotto dalla smagliante Gaia Conventi, con la quale abbiamo spesso interagito (si veda il nostro commento a “Le novelle col morto”: https://www.i-libri.com/recensioni/recensione-interattiva-novelle-col-morto-gaia-conventi/).

Riproponiamo qui di seguito la traduzione delle risposte fornite da Proust…

La redazione di i-libri.com

Il questionario di Proust

Il tratto principale del mio carattere.
Il bisogno di essere amato, e, più precisamente, il bisogno di essere vezzeggiato e viziato ben più che di essere ammirato.

La qualità che desidero in un uomo.
Qualche tratto di fascino femminile.

La qualità che preferisco in una donna. 
Qualche virtù da uomo e la franchezza nel cameratismo.

Quel che apprezzo di più nei miei amici.
Che siano teneri verso di me, se la loro persona è abbastanza delicata da attribuire un gran valore alla loro tenerezza.

Il mio principale difetto. 
Non saper, non poter “volere”.

La mia occupazione preferita. 
Amare.

Il mio sogno di felicità.
Ho paura che non sia abbastanza elevato, e ho paura di distruggerlo dicendolo.

Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia.
Non aver conosciuto né mia madre né mia nonna.

Quel che vorrei essere.
Me stesso, quale vorrebbero le persone che ammiro.

Il paese dove vorrei vivere. 
Quello in cui certe cose che vorrei si realizzerebbero come per incanto e in cui la tenerezza fosse sempre corrisposta.

Il colore che preferisco. 
La bellezza non è nei colori ma nella loro armonia.

Il fiore che amo.
Il suo – e, poi, tutti gli altri.

L’uccello che preferisco.
La rondine.

I miei autori preferiti in prosa. 
Oggi Anatole France e Pierre Loti.

I miei poeti preferiti. 
Baudelaire ed Alfred de Vigny.

I miei eroi nella finzione.
Amleto.

Le mie eroine preferite nella finzione.
Bérénice.

I miei compositori preferiti.
Beethoven, Wagner, Schumann.

I miei pittori preferiti. 
Leonardo da Vinci, Rembrandt.

I miei eroi nella vita reale.
Darlu, Boutroux.

Le mie eroine nella storia.
Cleopatra.

I miei nomi preferiti. 
Ne ho uno solo per volta.

Quel che detesto più di tutto. 
Quel che c’è di male in me.

I personaggi storici che disprezzo di più. 
Non sono abbastanza istruito.

L’impresa militare che ammiro di più. 
Il mio volontariato!

La riforma che apprezzo di più.
(non c’è risposta)

Il dono di natura che vorrei avere. 
La volontà, qualche seduzione.

Come vorrei morire.
Migliore – e amato.

Stato attuale del mio animo. 
Il fastidio di aver pensato a me per rispondere a tutte queste domande.

Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza. 
Quelle che comprendo.

Il mio motto. 
Avrei troppa paura che mi portasse sfortuna.