Incontro con Jennifer Niven

Lei è Jennifer Niven, autrice del romanzo All the bright places, uscito per l’edizione italiana con De Agostini Libri nel marzo 2015, con il titolo Raccontami di un giorno perfetto. La scrittrice americana, ancora in tour in Italia in occasione del Festival Letterario Mare di Libri, è arrivata a Milano, ospite della casa editrice che venerdì 17 giugno ha organizzato nei suoi spazi un incontro informale con blogger e utenti-fan della rete che, in diretta, hanno potuto rivolgerle le loro domande.

Noi di i-Libri c’eravamo e l’incontro è stata l’occasione per una piacevole chiacchierata in cui sono stati svelati piccoli e interessanti retroscena che hanno accompagnato la stesura di questo romanzo di successo. Tutti i dettagli li trovate nell’intervista andata in onda sulla pagina Facebook De Agostini Young Adult.

Jennifer Niven, perfettamente a suo agio nei panni della scrittrice di successo (d’altronde è figlia d’arte: sua madre è Penelope Niven), ha risposto con sincerità e un pizzico di emozione alle domande dei blogger e dei fan, rivelando di essere profondamente legata ai suoi personaggi (Theodore Finch e Violet Markey per intenderci) e alle loro vicende, almeno quanto i suoi numerosi lettori. Per questo motivo, ha confessato, ora che sta lavorando alla seconda bozza della sceneggiatura di All the bright places (inizieranno a breve le riprese del film) si ritrova spesso in lacrime, così come successo sul volo che da Los Angeles l’ha portata in Italia. Complice una playlist di circa 200 brani che ascolta quando scrive: tra queste – ha rivelato – sono cinque le canzoni a cui è più affezionata, una su tutte è I lived dei OneRepublic.

Difficile non emozionarsi quando dentro il suo romanzo ci sono pezzi importanti della sua vita e della sua memoria: come il ragazzo che ha ispirato la figura di Theodore Finch o i luoghi in cui tutto accade. Così la trama ha preso forma naturalmente: dal primo capitolo in cui tutto è nato per caso al finale “necessario”, che la Niven ha fortemente voluto e che, dice, non poteva essere diverso.

Ora che si prepara alla sua prossima avventura – a ottobre uscirà negli Stati Uniti il suo nuovo romanzo – confessa di non voler abbandonare per ora il “genere” Young Adult, perché l’entusiasmo che ha trovato in questo ambiente editoriale e nel pubblico è straordinario. Visto il successo del suo ultimo romanzo (il primo del genere YA) come darle torto.

I suoi maestri, oltre alla madre, sono stati i grandi classici della letteratura: da Oscar Wilde a Ray Bradbury, passando per Truman Capote e il suo A sangue freddo che dice di amare molto.

Il pomeriggio milanese si è concluso con una foto di gruppo e la promessa di rivederla presto in Italia e ciò che più conta, nonostante fossero già passate le 18, non è piovuto. Effetto Niven.