International Booker Prize a Jenny Erpenbeck

International Booker Prize: Jenny Erpenbeck
Jenny Erpenbeck vince il Booker Prize 2024 con "Kairos", esplorando una complessa relazione amorosa durante un periodo cruciale della storia europea.

L’International Booker Prize 2024 è stato assegnato a “Kairos” di Jenny Erpenbeck, tradotto in inglese da Michael Hofmann. Questo prestigioso riconoscimento è stato annunciato dopo una lunga attesa, durante una cerimonia tenutasi ieri sera alla Tate Modern di Londra. Il premio di £50.000 è stato suddiviso equamente tra l’autrice e il traduttore, sottolineando l’importanza del lavoro di entrambi.

Copertina: Kairos, di Jenny Erpenbeck
La trama di “Kairos”

Kairos” è un romanzo che si svolge nella Berlino Est degli anni ’80 e segue la tormentata relazione tra una giovane donna e un uomo più anziano. La storia, oltre a narrare la complessità di questa relazione, riflette il clima politico e sociale dell’epoca, caratterizzato dalla disillusione e dalla caduta degli ideali della Germania dell’Est. Il titolo stesso, “Kairos“, fa riferimento al concetto greco di tempo opportuno o decisivo, sottolineando i momenti cruciali e le scelte che segnano la vita dei protagonisti.

Temi e stile

Erpenbeck esplora temi profondi come la speranza, la delusione, la libertà, la lealtà e il potere. La relazione tra i due protagonisti diventa una metafora della decadenza di un sistema politico, mettendo in luce come le dinamiche personali riflettano quelle storiche e sociali. Lo stile dell’autrice, descritto come luminoso e coinvolgente, è stato fedelmente reso nella traduzione di Hofmann, capace di catturare le peculiarità e l’eleganza del testo originale.

Il contesto storico

La vita quotidiana dei protagonisti si intreccia con i grandi eventi storici che hanno coinvolto la Berlino Est negli anni ’80, creando un quadro vivido e realistico di un’epoca in cui le speranze e le aspettative venivano costantemente messe alla prova. La caduta del Muro di Berlino e la conseguente riunificazione tedesca segnano profondamente la narrazione, influenzando le scelte e i destini dei personaggi.

Riconoscimenti e impatto

Jenny Erpenbeck è la prima scrittrice tedesca a vincere l’International Booker Prize, mentre Michael Hofmann è il primo traduttore di sesso maschile a ricevere questo onore. La vittoria di “Kairos” non solo celebra il talento letterario di Erpenbeck, ma evidenzia anche l’importanza della traduzione nel rendere accessibili opere di grande valore a un pubblico globale.

Commenti della giuria

Eleanor Wachtel, presidente della giuria, ha elogiato il romanzo per la sua capacità di intrecciare il personale con il politico. Ha descritto “Kairos” come un’opera che esplora con profondità e sensibilità le dinamiche di una relazione amorosa nel contesto di una società in cambiamento. Wachtel ha sottolineato come il romanzo, con la sua prosa luminosa e i suoi personaggi complessi, riesca a catturare le tensioni e le contraddizioni di un’epoca storica tumultuosa.

Sull’International Booker Prize

Ogni anno, l’International Booker Prize mette in risalto romanzi e raccolte di racconti tradotti in inglese che superano i confini nazionali del Regno Unito. Quest’anno, la shortlist rifletteva una varietà di voci e prospettive provenienti da tutto il mondo.

Vi rinviamo al nostro articolo sui finalisti dell’International Booker Prize 2024.

Per maggiori informazioni, potete visitare la pagina ufficiale dell’International Booker Prize 2024.

Su Jenny Erpenbeck

Jenny Erpenbeck è una scrittrice e regista tedesca nata a Berlino nel 1967. Figlia di un filosofo e di una traduttrice, è cresciuta in un ambiente culturalmente stimolante che ha influenzato profondamente il suo lavoro. Ha studiato teatro all’Accademia delle Arti di Berlino e ha iniziato la sua carriera come assistente alla regia e regista teatrale.

Il suo primo libro, “Storie della bambina che volle fermare il tempo“, pubblicato nel 1999, ha subito attirato l’attenzione per la sua scrittura evocativa e profonda. Da allora, ha scritto numerosi romanzi e racconti, tra cui “Di passaggio“, “Voci del verbo andare” e “Non è subito sera“. Le sue opere esplorano temi come l’identità, la memoria, il tempo e la storia, spesso con un occhio critico verso il passato della Germania e la sua eredità.

La sua scrittura è caratterizzata da una prosa lirica e intensa, capace di affrontare argomenti complessi con sensibilità e profondità.

La scrittrice aggiunge oggi l’International Booker Prize al suo ricco palmares di riconoscimenti internazionali, tra i quali il Premio Independent Foreign Fiction e il Premio Strega Europeo.