Intervista a Claudio Marrucci

Intervista a Claudio Marrucci, autore di Fantasme

Fantasme/da Messalina e Giorgiana Masi, dove e come incontrarle
di CLAUDIO MARRUCCI (testi) e CARMELA PARISSI (disegni)
Fefè Editore (v. il sito web dell’editore a questo link)

Le FANTASME sono donne vittime della storia che nonostante la loro morte non si rassegnano a lasciare il presente. 

Innocue o rancorose, sono anime che vagano in cerca di giustizia o attendono che il dolore per un amore spezzato si trasformi in gioia, legate al luogo (il castello, la città, il maniero, il palazzo, il borgo) dove hanno dimorato in vita e nel quale ritornano. 80 casi in tutt’Italia, tra i 10 e i 60 anni: serve, imperatrici, borghesi, brigantesse e partigiane, che bramano di comunicare con i viventi.

Per queste donne è stato coniato un nuovo appellativo: fantasme. E Fantasme s’intitola il libro di Claudio Marrucci e Carmela Parissi. Donne che attraversano l’Italia, da nord a sud, dal passato al presente, come recita il sottotitolo: “da Messalina a Giorgiana Masi, dove e come incontrarle”.   I fantasmi, affermano i due autori, «sono anime inquiete che tornano o restano nei luoghi terreni del loro supplizio. Spesso per una vendetta impossibile o per una paura che continua o per un amore mai terminato nonostante tutto. Vittime che restano vittime oltre la loro vita terrena, vittime che nella gran parte dei casi erano e sono donne. Oltre al nuovo nome, ci è sembrato giusto indagarle».

I due autori hanno contato più di un migliaio di “fantasme” in tutta Italia. Questo libro ne riporta ottanta, delle quali venticinque sono state immortalate dalle illustrazioni di Carmela Parissi, mentre Claudio Marucci ne ha romanzato la storia.

«Fantasme antiche e moderne, buone o cattive, fantasme che tornano, fantasme evocate e fantasme infestanti: tante, troppe – scrive nella prefazione Carmela Parissi – per poter dare a ognuna lo spazio di un racconto esauriente. La decisione di selezionarne alcune e lasciarne altre all’oblio mi attanagliava la mente. Un’opera di cesoia che non volevo e non potevo compiere. Eppure le necessarie costrizioni di tempo e di spazio insite nella narrazione dovevano a tutti i costi trovare un epilogo». Alcune di queste “fantasme” sono note in tutta Italia, come Beatrice Cenci o la Baronessa di Carini; altre, come Filomena di Dolceacqua e Bianca Maria Aloisia, sono conosciute perlopiù localmente; ci sono quelle legate a personaggi illustri, come ad esempio Lucrezia Borgia, Artemisia Gentileschi o la Contessa Lara, e le fanciulle decedute in tenera età, che non si rassegnavano a lasciare questa terra (per questo definite “dame bianche”), come Biancamaria Martinengo, Azzurrina o Igea da Agrigento; infine, di alcune di loro, come  Gaia Lavinia Volumnia, Angelica de Falconibus e Carlina, è nota solo la leggenda, mentre altre, come Isabella de’ Medici, Violante Carroz, Anna Carafa della Stadera, appartenevano a nobili casate rinascimentali dalla storia ben consolidata. Si tratta in particolare di “fantasme” greche, etrusche, romane, “vichinghe”, cattoliche, ebree, libertine, serve, imperatrici, nobildonne, borghesi, brigantesse, regine, partigiane e studentesse. “Fantasme” che coprono un arco di tempo che va dalla Magna Grecia fino agli anni di piombo. Per questo, il libro è anche una storia d’Italia “al femmnile”. Ogni “fantasma” è legata a un luogo particolare: al castello, al palazzo, alla chiesa o al borgo. E in ogni regione d’Italia ne è presente almeno una, tanto da suggerire itinerari alternativi alla ricerca del brivido paranormale. Oltre a quella romanzata, c’è una parte del libro, per così dire, informativa: per le venticinque “fantasme” trattate, Marcucci ha realizzato cinque schede: Nel ricordo degli uomini in cui riporta la versione della loro storia tramandata dal potere maschile; Sussulti, fremiti, brividi dove ricorda le leggende delle loro apparizioni; Il luogo infestato in cui descrive i luoghi dove hanno vissuto o dove appaiono; Per evocare la fantasma dove dà indicazioni per farle apparire con l’aiuto di una ricetta tipica del posto; Sulle tracce delle fantasma in cui dà i riferimenti per recarsi sul luogo infestato.

CLAUDIO MARRUCCI, scrittore, traduttore da spagnolo e inglese, poeta. Ha pubblicato il romanzo Ammettiamo che l’albero parli (Fahrenheit 451), la silloge poetica Miles-poesia in presa diretta (Fusibilialibri), il libro di critica letteraria Antonio Veneziani (Coniglio Editore).

CARMELA PARISSI, sue le 25 immagini a tutta pagina delle FANTASME. Graphic designer/illustrator per l’advertising commerciale, illustratrice scientifica e naturalistica, disegnatrice di reperti archeologici, illustratrice d’arte, con clienti nel pubblico e nel privato.

D – Domanda marzulliana: chi è Claudio Marrucci?
R – Claudio Marrucci è uno scrittore, traduttore e poeta. Ha pubblicato il romanzo Ammettiamo che l’albero parli (Fahrenheit 451) e la silloge di poesia Miles Poesia in presa diretta, il libro di critica letteraria Antonio Veneziani. Ha preso parte a svariate antologie e iniziative culturali come Caro poeta, caro amico, in memoria di Pierpaolo Pasolini (disco-libro curato insieme ad Andrea Del Monte e Ignazio Gori) e la rivista Ciclostile, con la quale ha collaborato con alcuni grandi intellettuali (come Toni Morrison, Elie Wiesel, Gore Vidal, Pedro Almódovar ecc.)

D – Come nasce l’idea di scrivere Fantasme?
R – L’idea in realtà è venuta a Carmela Parissi, coautrice del libro. Carmela vive vicino al Castello di Bracciano che si dice sia infestato da una fantasma: Isabella de’ Medici. Un giorno, Carmela si è detta: chissà quanti altri castelli infestati da fantasme ci saranno in giro per l’Italia? Così ha iniziato un lavoro di ricerca che poi ha allargato a piazze, chiese, vicoli, borghi, trovando oltre mille leggende popolari legate a fantasme donna. Arrivati a quel punto, però, ha avuto bisogno di qualcuno che le desse una mano per confezionare un libro.

D – Mi spieghi un po’ meglio l’organizzazione del libro? Le vite di queste fantasme sono romanzate in monologhi?
R – Questo libro è un ottimo pretesto per riflettere sul ruolo che ha avuto la donna nel corso dei secoli nelle molteplici culture che hanno attraversato l’Italia, dalla cultura greca a quella ebraica, dalla romana, a quella vichinga da quella rinascimentale a quella contemporanea. Ogni capitolo contiene una prima parte poetica, artistica, nella quale la fantasma parla in prima persona, fornendo il proprio punto di vista sulle vicende storiche che la riguardano. Segue poi una parte più informativa dove vengono riportate la leggenda popolare, la memoria storica tramandata dal pensiero maschile, delle informazioni sul luogo infestato e su come raggiungerlo; infine ci siamo concessi un piccolo gioco: una ricetta tradizionale per evocare la fantasma. Alla fine del libro è riportata una nota con le storie di 80 fantasme, almeno una per regione.

D – E poi ci sono anche altre parti nel volume e le illustrazioni di Carmela Parisi. Che rapporto c’è tra i luoghi e queste presenze?
R – Le illustrazioni di Carmela ad alcuni critici hanno fatto venire in mente le illustrazioni della Salomè di Oscar Wilde, quindi con chiaroscuri di influenza giapponese. Carmela si è addentrata nella moda dell’epoca per restituirci oltre l’anima anche le sembianze delle fantasme. Due esempi su tutti: il drappeggio della tunica di Messalina e i panni della brigantessa calabrese Ciccilla. Ogni fantasma è legata a un luogo, denso di memoria storica. Mi riferisco per esempio al Duomo di Milano, alla spianata dei templi di Agrigento, o al Castello di Padernello in provincia di Brescia, o ancora al quartiere La Venezia del centro storico di Livorno.

D – È una sorta di guida turistica del paranormale?
R – Con la fine del lock down ci riproponiamo di far riscoprire i tesori d’Italia: piazze, strade, ponti, chiese, castelli, templi. È vero che alcune fantasme sono state oggetto di indagine paranormale da parte di associazioni di ghost hunter, ma il nostro intento è avvicinare le persone alla memoria storica femminile che caratterizza la nostra poesia, dal Friuli alla Sicilia.

D – Qual è stato l’approccio e quale la modalità di ricerca storica/folkloristica per redigere il libro?
R – Il libro ha varie linee di fuga: quella storica, antropologica, ludica, esoterica, culinaria. Tuttavia il punto di vista più importante è quello artistico-letterario. Ricostruire la voce delle fantasme, il punto di vista femminile espunto spesso dalla tradizione maschile, è stata la sfida più avvincente di questo libro che, in definitiva, può essere considerato un libro di racconti “informato”. Purtroppo a causa del lockdown non abbiamo potuto immergerci in una ricerca sul campo; ma da altre fonti, librarie e non, abbiamo acquisito una notevole mole di dati sul folclore locale che abbiamo allargato con ricerche storiche, biografiche e paesaggistiche.

D – Le evocazioni delle fantasme sono fortemente legate al cibo?
R – Nel libro si vuole ottenere un effetto di realtà e un effetto di esoterismo. L’effetto di realtà è stato raggiunto ancorando ogni fantasma a un luogo tutt’ora esistente e visitabile. Per l’effetto di esoterismo abbiamo messo in congiunzione l’alchimia del cibo, degli odori e dei sapori tipici dei luoghi con i significati che le varie culture hanno dato in Italia al passare ciclico degli astri: cielo e terra, fuoco e aria, sono gli elementi che presiedono l’evocazione delle fantasme.

D – È finzione o c’è stata una ricerca?
R – Come scrivo nell’introduzione, io non sono un medium, né voglio essere un medium, né posso dimostrare di esserlo. Eppure queste donne sono esistite veramente, sia in senso letterale del termine, sia in senso simbolico (per alcune di loro è nota solo la leggenda). Dallo studio delle loro vite o del loro mito traspare un punto di vista altro che nessuno o pochi hanno raccontato. Ed è quello che ho cercato di fare, lasciando i piani separati, in modo che il lettore possa discernere cosa ritiene vero, autentico, plausibile, leggendario e fantastico. Fermo restando che, a mio modesto modo di vedere, tutto – persino la scrittura – non è altro che un’illusione.

D – È forse l’odore la manifestazione dell’incorporeo, dell’essenza?
R – L’odore è il più antico dei sensi e forse per questo il più difficile da ingannare. L’odore è memoria, sapere autentico, tradizione. L’odore è il ricordo di ciò che ci è stato tramandato. Il nostro corpo non nasce dal nulla, ma ci viene in eredità da migliaia di millenni di evoluzione. Attraverso l’odore, il nostro corpo sa che c’è qualcos’altro oltre di lui.

D – Credi nel paranormale. Hai avuto esperienze “tangibili” con alcune di queste entità?
R – Mentre scrivevo il libro ho appuntato gli strani accadimenti che mi succedevano in un quadernetto personale, che ho intitolato “Diario di bordo del paranormale”. Io credo fermamente che il passato conviva con il presente e il presente con ciò che deve ancora accadere. Per questo, ogni volta che credo di avere una premonizione, la scrivo su un quaderno, in attesa che prenda senso. Con le fantasme mi sono accadute diverse cose che non racconto perché fanno parte del mio vissuto e al lettore potrebbero non apportare significato. Tuttavia, invito i lettori ad acquistare il libro e a verificare la palpabilità di alcune presenze. Scopriranno che le fantasme non sono in collera con noi, anzi tutto sommato cercano di aiutarci e di salvarci da noi stessi.

D – Farai un tour del libro nei luoghi descritti?
R – Inizieremo un grande tour appena gli eventi esterni ce lo permetteranno. Il nostro scopo è quello di valorizzare una grande circuito turistico da rendere visibile sia in Italia che all’estero. Cosa sono infatti i castelli della Loira, se paragonati ai castelli italiani della Calabria o della Valdaosta? Lo spirito delle fantasme ci proteggerà nella riscoperta della memoria storica femminile di cui è intriso il nostro paese.

Intervista di Simone Pozzati