Intervista a Cristiano Castaldi, autore di PugnoPugnoPugno

Estate 1983. Una comitiva di ragazzi organizza una festa in un casale. L’evento tanto atteso si trasforma in tragedia, segnando per sempre la vita dei protagonisti.
Dopo molti anni Luca Sifoni, ormai uomo, torna a Squarcialupi per il funerale del padre e tenta di capire. ..

PugnoPugnoPugno, edito da Narcissus.me. è un giallo in piena regola, con il classico colpo di scena e la giusta dose di angoscia.

Ho avuto il piacere di intervistare l’autore, Cristiano Castaldi. Lo ringrazio per la disponibilità e le risposte illuminanti.

La vicenda è molto intensa: da dove è nata l’ispirazione? Si tratta di pura invenzione o la realtà supera la fantasia?

Come spesso accade in un romanzo di fantasia, l’ispirazione nasce da un qualche avvenimento che ha segnato intimamente la nostra vita.

Nel caso di PugnoPugnoPugno, il protagonista vive un rapporto conflittuale col padre, per usare un eufemismo.

Oggi  ad essere padre sono io: semplicemente ho sentito la necessità di tirare le somme con quel ruolo di figlio che ormai appartiene al passato.

Tutto il resto, a parte alcuni personaggi di cui ho evidenziato il lato pittoresco, è frutto di pura fantasia.

Molti personaggi parlano in dialetto, ricordando in qualche modo la tradizione dei gialli collegati a un contesto geografico preciso, come Camilleri ad esempio. Che valore ha l’ambientazione nella tua Umbria? 

Mi piace molto quando scrivi “la tua Umbria”.

L’Umbria è la mia terra, è nel mio cuore, e attraverso il romanzo ho cercato di raccontarla seppure in modo ironico e forse un po’ irriverente con la voce dei personaggi che hanno popolato la mia infanzia.

Voglio ringraziarli pubblicamente perché la loro semplicità e purezza d’animo è rimasta intatta dopo più di 30 anni e questa è una delle ragioni che mi hanno spinto a scrivere il libro.


La copertina di PugnoPugnoPugno è molto bella. Due curiosità su tutte: chi è l’uomo ritratto in copertina e come mai il sottotitolo “Racconto lungo per ragazzi cresciuti”?

Non posso svelare l’identità dell’uomo in copertina, posso solo dire che è il fratello che non ho mai avuto.

La voce appartiene ai ragazzi ma l’argomento e lo sviluppo della trama è piuttosto “noir”: i ragazzi del libro attraverso la vicenda sono costretti a “crescere”; esattamente come capita a tutti coloro, ragazzi e non, che subiscono, innocenti, l’ingiustizia e la violenza della vita.


Te la senti di dare qualche consiglio a chi sta tentando di pubblicare un suo libro, anche solo in formato digitale?

Non sono in grado di dare consigli.

L’unica cosa che mi sento di dire è: leggete, leggete e leggete.


Possiamo aspettarci altre storie avvincenti dalla tua “penna”?

Scrivere è un’esperienza avvincente e devastante. Nel mio caso nasce da un bisogno, ma le motivazioni possono essere infinite.

Non credo si possa “decidere” di scrivere un libro: è la storia che si serve di te per essere raccontata.

di Alessandra Allegretti