Intervista a Fabrizio Carollo (autore de “L’armonia dei sogni spezzati”)

Vorrei incominciare da una domanda che probabilmente risulterà banale, ma credo fondamentale per l’approccio a qualsiasi romanzo, raccolta di racconti o di poesie: perché hai scelto la scrittura come mezzo di comunicazione?

Credo per via della mia timidezza. Anche se molti mi reputano un “animale da palcoscenico”, penso  invece di essere più uno da “dietro le quinte”. La scrittura è un’arte discreta ed allo stesso tempo estremamente potente, grazie alla quale ho potuto vincere la timidezza che mi contraddistingue e conoscermi meglio. Ma, cosa più importante, sono riuscito a comunicare le mie sensazioni, la mia visione del mondo anche negli animi dei lettori e questo è stato il premio più bello.

A quali modelli ti sei ispirato per la raccolta L’armonia dei sogni spezzati, e in generale per la tua esperienza di scrittore?

Amo molto Cormac McCarthy ed il suo stile malinconico ed affascinante. Leggere i suoi romanzi mi ha portato una consapevolezza diversa su cosa sia veramente l’esistenza, sulla difficoltà del vivere e sui conflitti interiori che ognuno di noi è costretto ad affrontare, presto o tardi, lungo il proprio cammino. Mi ispiro senz’altro alla sua vena artistica ma non nego di aver messo molto delle mie esperienze personali e del mio vissuto nei libri che ho scritto, ovviamente romanzato. Ringrazio anche la mia grande passione verso autori di fantascienza come Verne ed Asimov e certamente il mio maniacale amore per il cinema.

Vita e morte: due temi che hanno fatto sempre molto discutere gli intellettuali… come mai la tua attenzione si è calamitata su di essi?

Credo che l’essere umano conosca ancora davvero poco sugli infiniti percorsi dell’esistenza e sulle sfaccettature che essi comportano. Con questo libro, non voglio presumere di saper dare una risposta chiara e secca alla domanda “E’ più giusto vivere o meglio morire se le difficoltà sono insormontabili”? L’armonia dei sogni spezzati vuole offrire spunti di riflessione e di confronto nei lettori ed anzi mi piacerebbe che chi lo legge esprimesse la sua opinione in merito, anche allo scopo di allargare gli stessi miei orizzonti, in una sorta di dibattito evolutivo per entrambe le parti. Ho inoltre cercato di raccontare le storie mantenendo sempre un dialogo abbastanza leggero, per un argomento sempre estremamente difficile da raccontare e sul quale riflettere interiormente.

E il legame “interdisciplinare” tra letteratura e musica da dove è arrivato e che cosa vuole esprimere?

La musica è la compagna di viaggio ideale. Ritengo che abbia un’importanza fondamentale nella nostra crescita, nel nostro conoscerci. E’ certamente una calda consolatrice nei momenti più brutti ed una dispensatrice di sorrisi e svago in quelli più spensierati. La musica è una estensione del nostro modo di vivere, di pensare ed è sempre viva in noi, qualsiasi cosa facciamo. Gli stessi protagonisti delle mie storie vengono guidati lungo il loro percorso e le loro vicissitudini, trovando pian piano la soluzione o la decisione giusta con la quale superare le avversità o con cui prendere coscienza delle rivelazioni che dovranno affrontare, accompagnati dalla giusta melodia.

Quali sono state, se ci sono state, le difficoltà che hai incontrato nella pubblicazione del tuo lavoro? Il mercato dell’editoria, nella tua esperienza personale, si è palesato chiuso o interessato alle nuove esperienze letterarie?

Certo, le difficoltà per un autore emergente sono molteplici. Non è facile farsi conoscere in un mondo di “squali” come quello dell’editoria. Bisogna saper discernere bene le proposte serie da chi vuole solamente approfittare dei sogni altrui per ottenere facili guadagni, abbandonando poi il giovane autore nel limbo del dimenticatoio. Non mancano però editori, prevalentemente piccoli, che affrontano passione e lavoro con estrema professionalità, credendo nei loro autori e camminando assieme a loro, confrontandosi in tutto il processo produttivo e pubblicitario che segue. Questo legame, se così vogliamo chiamarlo, fa crescere entrambi. Con questo libro, ho avuto la fortuna di trovare un editore davvero in gamba e dotato di forte entusiasmo e voglia di fare.

Hai un consiglio che i nuovi scrittori, giovani ed esordienti?

Non so fino a che punto io sia abbastanza maturo per poter dare consigli a chi vuole intraprendere la strada letteraria. Certamente, però, posso condividere ciò che io stesso mi consiglio, ogni volta che scrivo e ogni qualvolta mi cimenti in qualsiasi sfida artistica: non abbiate paura di credere nei propri sogni né di condividerli con le persone. Al giorno d’oggi, il mondo ha bisogno di sognare, ha bisogno di sperare e la letteratura è un mezzo veramente unico per far sì che ciò accada. E non scrivete per compiacere gli altri, magari appoggiandovi ad un genere che va di moda. Cercate sempre di rompere gli schemi, di essere anche strani e piacevolmente folli in tutto ciò che scrivete perché se piacerà a voi, se vi identificherà e vi farà appassionare mentre lo scrivete, allora emozionerà anche i lettori.

Di Serena Vissani