Intervista a Federico Baccomo, autore del romanzo Studio Illegale

Federico, grazie per aver deciso di rispondere ad alcune domande per i nostri lettori. 

Il tuo libro “Studio illegale” (Marsilio, 2009), nato dall’omonimo blog, racconta la quotidianità di uno studio legale internazionale ed ha riscosso molto successo. La tua scelta, inizialmente, è stata quella di rimanere nell’anonimato. Il libro, infatti, è stato pubblicato con lo pseudonimo: “Duchesne”.

Successivamente e per vari motivi, tra cui la comparsa del tuo vero nome sul bollino della SIAE, hai deciso di uscire allo scoperto. Oltre ad apprendere il tuo nome, però, i lettori del tuo blog (molti dei quali avvocati) hanno anche saputo che le vicende da te narrate, pur se ispirate ad esperienze di vita vera, non erano più attuali. Se non erro, infatti, hai cambiato attività, e per questo diversi lettori si sono sentiti quasi traditi: non avevano a che fare con una “spia”, non stavano più leggendo di un avvocato d’affari come loro…

Posizione molto discutibile. Personalmente trovo “Studio illegale” molto divertente e ben scritto, il resto conta poco, per cui ti faccio i miei complimenti.

Comunque, a parte questo, credi che l’aver rivelato il tuo nome abbia avuto ripercussioni negative sulle vendite?
Può darsi, è una considerazione che ho sentito fare anche a persone che di queste cose, marketing, strategie di vendita, se ne occupano a livello professionale. In realtà, i motivi per cui avevo scelto l’anonimato risalgono all’apertura del blog e non avevano a che fare con l’idea di spingere le vendite. Per cui, quando s’è trattato di venire allo scoperto, quello commerciale, per quanto mi riguardava, era l’ultimo profilo a cui pensavo. È stata una situazione molto particolare, dopo due anni Duschesne era diventato ormai qualcosa di più di uno pseudonimo, qualcosa di diverso da me, con una sua personalità, con pensieri suoi, addirittura un aspetto fisico diverso nelle descrizioni che ne facevo. Per questo, forse, quando si è trattato di venire allo scoperto, qualcuno è rimasto deluso, ma credo che sarebbe rimasto deluso in ogni caso, anche se io fossi stato ancora un avvocato d’affari. È un po’ come nei film biografici, uno vede, che so, George Clooney, ride e piange con lui, poi va sui contenuti extra del dvd e, in un dietro le quinte, su uno sgabellino, c’è la persona vera, quella della cui vita s’è parlato, di cui ci si è appassionati, lo si guarda e si dice: “ah”.

 L’idea di realizzare questo libro l’avevi già maturata quando curavi il blog?
Sì, ci stavo pensando. Qualche mese dopo aver aperto il blog, mi sono reso conto che avevo tra le mani un ambiente narrativo, delle storie, dei personaggi, che mi appassionavano, di cui mi piaceva scrivere, e, soprattutto, ero riuscito a trovare uno stile che mi sembrava efficace per raccontare quello che avevo in testa. A quel punto ho cominciato ad annotare e mettere da parte idee e appunti che mi sembravano non potessero trovare spazio nel blog, oltre a organizzare il materiale già scritto in qualcosa di più solido. Poi è arrivata la chiamata della Marsilio Editori.

 Come hai scelto la casa editrice con cui pubblicare?
Ho avuto una gran fortuna: mi hanno cercato loro, con un’e-mail in cui mi chiedevano se mi andava di fare “quattro chiacchiere”. Anni fa, quando mandavo in giro i miei manoscritti, ho ricevuto rifiuti da tutte le case editrici cui mi ero rivolto, ero arrivato a mettermi un po’ l’anima in pace. Stavolta, invece, c’era una casa editrice che credeva in quello che pubblicavo e mi cercava per propormi di scrivere un romanzo. Quelle cose che, quando le racconto, continuo a essere il primo a stupirmene.

 Ho letto che è  in progetto la realizzazione di un film (o serie televisiva) basato sulle storie di Andrea Campi (il protagonista di “Studio Illegale”). Puoi anticiparci qualcosa?
Il film dovrebbe vedere la luce l’anno prossimo. È cominciato, intanto, il lavoro di adattamento e sceneggiatura. Per ora, quello che posso dire è che, se mai si arriverà a un dvd con i contenuti speciali, cercherò di non farmi mettere su uno sgabellino a parlare di me, ho imparato la lezione.

Hai qualche nuovo progetto in cantiere?
Sì, sto lavorando a un secondo romanzo, mi sembra di essere a buon punto. Conto di finirlo con l’estate, poi dovrebbe uscire agli inizi del 2011, sempre che gli si trovi un titolo, me li bocciano tutti.

di Diego Manzetti