Intervista a Maurizio Temporin

Maurizio Temporin

Ciao Maurizio, grazie per aver accettato questa intervista e benvenuto su i-libri.com.

Parliamo innanzitutto un po’ di te. Giovanissimo, eclettico, con tanti romanzi e racconti all’attivo, dal tuo sito ufficiale, del quale consiglio la visita (www.mauriziotemporin.com), si può scoprire moltissimo sulle tue opere e sulla tua vita personale. Leggo che in terza superiore hai deciso di lasciare gli studi per dedicarti alla scrittura: è una scelta che rifaresti?

Ciao, eccomi, grazie dei complimenti, alcune delle mie personalità ne saranno contente. Sì, al liceo ho abbandonato gli studi per vari motivi. Non voglio criticare la scuola, semplicemente non condivido i  metodi e non me la sono sentita di sottoscriverli. Credo che quel periodo della mia vita sia stato l’unico in cui ho smesso di imparare. Alla fine dei conti quello che mi insegnavano era non pensare.

Hai viaggiato moltissimo e vissuto in tutto il mondo: Bologna, Barcellona, Buenos Aires, il Polo sud, e poi… Milano. E’ una città che hai scelto, che ti rappresenta o si tratta di un passaggio temporaneo, dettato da scelte lavorative?

Non mi sento di appartenere a nessun luogo, fisico o metafisico che sia. Ci sono giorni in cui questo piccolo pianeta proprio non mi ricorda casa. Milano è la mia astronave attualmente. Forse mi piace per via della nebbia che sorvola i navigli a tarda notte e che ti fa dubitare del posto in cui ti trovi.

Le tue opere sono molto surreali, molto visionarie, davvero un passo al di là della realtà: che rapporto hai con il paranormale? Come nascono storie così fantastiche (lascio il doppio senso, condividendolo appieno)?

Fondamentalmente non credo che la definizione di paranormale sia corretta. E’ una contraddizione. Se una cosa esiste vuol dire che è normale. Non ci resta che decidere se viviamo in un universo esoterico governato da leggi precise o in un universo scientifico in cui governa il nostro pensiero. Mi permetto quindi di modificare leggermente la tua domanda. Che rapporto hai con la realtà? Ho assistito a eventi  che la maggior parte delle persone non riuscirebbe ad accettare. So solo che le cose sono incredibilmente complicate e meravigliose. La nostra coscienza si sta risvegliando e l’universo con essa.

Leggendo quello che scrivi si immagina facilmente una grande ispirazione visiva; il fumetto, del resto, è un’altra tua grande passione: quanto “visualizzi” una storia mentre la scrivi?

E’ la parte fondamentale del mio lavoro. Voglio che tutto esista nella mia mente e che possa fuoriuscirne in tutti i modi possibili. L’immagine è un metodo molto potente e aiuta a mantenere la massima coerenza possibile. Aiuta la visione comune che è alla base della realtà per chiamarla tale.

Anche il tuo sito è ricchissimo di illustrazioni: le hai curate personalmente?

Sì, tutto quello che trovi sul sito l’ho creato io.

Raccontaci un po’ di Iris. E’ stata pensata come una trilogia, o il progetto iniziale prevedeva un solo romanzo?

Iris è una trilogia che è nata per esistere come libri singoli e come trilogia. Prima di scrivere anche una sola parola ho pianificato tutto fino alla fine della storia. La logica è un’altra mia grande passione e insieme alla visualizzazione è il metodo base che utilizzo per schematizzare tutto ed averlo sempre sotto mano.

Tutti i colori del buio potrebbe definirsi un prequel di Iris: mentre lo scrivevi – se non sbaglio si trattava del tuo primo romanzo – immaginavi già tutte le vicende future della figlia di Kolor nel Cinerarium, oppure sei tornato su quella storia anni dopo?

Avevo questo progetto, ma si trattava d’una visione nebulosa. Ho deciso di riprenderlo in mano seriamente molti anni dopo. Mi affascinava la possibilità di mettere a sistema la mia primissima opera con il mio modo di pensare attuale. Iris è stato un modo per gettare un ponte lungo dieci anni sul mio passato.

I diritti cinematografici di Tutti i colori del buio sono stati venduti all’estero: pensi di seguire personalmente la realizzazione della trasposizione? E’ un passaggio che ti preoccupa?

So perfettamente che non potrò intervenire sulla realizzazione dei film, sia per quanto riguarda Iris che Tutti i colori del buio, ma ho fiducia nella produzione. Il motivo per cui hanno scelto le mie storie è legato soprattutto al loro carattere visivo molto preciso. Quindi, immagino che saranno loro a chiedermi di partecipare alla preproduzione con bozzetti e concept art.

I personaggi di Iris sono ispirati a persone reali? Quanto sono da stimolo le persone della tua vita per la creazione dei protagonisti delle tue opere?

Sì, molti dei personaggi sono ispirati a persone esistenti. I miei amici sono un grande stimolo per dar vita a caratteri empatici (non necessariamente realistici, ma questo perché molti dei miei amici non sono realistici nemmeno come esseri umani).

Nel prossimo capitolo della saga ci saranno nuovi personaggi? Quanto non è ancora stato svelato nei primi due romanzi?

Sì, ci sarà un nuovo personaggio chiave. Otto Von Lanza. Chi ha seguito gli indizi del blog tour ha già potuto leggere uno scambio di email fra lui e Aracmill. Se dovessi parlare in percentuale, le informazioni che ho rilasciato nei tre libri sono suddivisibili così: 25% – 25% – 50%.

Invitando tutti i lettori a leggere non solo i libri di Maurizio Temporin, ma anche i suoi originali ringraziamenti finali, ti chiedo: per favore, potresti mandare anche me e tutti i lettori de i-libri.com al Cinerarium?

Mando al Cinerarium Nicoletta Scano e tutti i lettori di i-libri.com perché si incarichino di recuperare tutti i libri che sono andati bruciati nella storia per digitalizzarli. Così voglio vederli nel 3020 i nazisti, zombie a cavallo dei dinosauri, come fanno a farli i loro roghi!

di Nicoletta Scano