Intervista a Silvia Casini

Ecco le ricette tratte dai film di Hayao Miyazaki, tutto questo in La cucina incantata,  il libro scritto da Silvia Casini, Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua.
Gastronomia e cinema sono due mondi capaci di offrire esperienze sensoriali uniche e indescrivibili. Chi ha compreso a pieno questa filosofia è il maestro Hayao Miyazaki, che con le sue storie è riuscito a incantare grandi e piccini. E se c’è una cosa che non manca mai nei lungometraggi di Miyazaki è il rapporto tra i personaggi e il cibo. Il volume propone una serie di ricette tratte dai film del grande regista in tre stuzzicanti varianti. Preparatevi quindi ad avere l’acquolina in bocca con la pancetta sfrigolante de Il Castello Errante di Howl e la torta Siberia di Si alza il vento: Miyazaki vi aspetta.

Abbiamo intervistato una delle autrici, Silvia Casini

D – Domanda Marzulliana chi è Silvia Casini?
R – Ti dico semplicemente che mia madre, da ragazzina, mi chiamava Jo… da Jo March di Piccole donne, perché scrivevo ovunque. Nella vita, la scrittura è stata il mio destino. Dopo aver ricoperto il ruolo di project manager presso l’Istituto Internazionale per il Cinema e l’Audiovisivo dei Paesi Latini di Gillo Pontecorvo e Sandro Silvestri, mi sono occupata di relazioni internazionali e della promozione dei film italiani all’estero. In seguito, mi sono specializzata in marketing strategico e ho iniziato a collaborare con diverse case di produzione e distribuzione cine-tv nel settore del product placement. Negli anni, ho collaborato con diverse testate giornalistiche e siti web. Ho pubblicato Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno (Edda Edizioni), L’appendifiabe (Nadia Camandona editore), Tutto in una notte (Libro/mania), Di magia e di vento (Antonio Tombolini editore), Il gusto speziato dell’amore (Leggereditore/Fanucci), L’astro narrante (Fanucci), Gli occhi invisibili del destino (Golem edizioni), Un tè con Mr. Darcy (Ultra edizioni), Christmas love – Di biscotti, amore e fortuna (Watson edizioni), Il taccuino delle parole perdute (Giulio Perrone editore), La cucina incantata (Trenta editore) e 50 sfumature di caffè (Sonda edizioni). Attualmente collaboro con LunedìFilm de Il quotidiano del Sud e sono consulente esterna di diverse case di produzione cine-tv.

D – Hai scritto il libro con altri due autori, come vi siete divisi i compiti?
R – Francesco Pasqua e io abbiamo pensato alla parte cinematografica, mentre Raffaella Fenoglio ha curato le ricette.

D – Come è organizzato il libro? Ce ne parli nel dettaglio?
R – Abbiamo preso in esame 11 film diretti dal maestro Miyazaki, nello specifico:
Lupin III – Il castello di Cagliostro (1979)
Nausicaä della Valle del vento (1984)
Laputa – Castello nel cielo (1986)
Il mio vicino Totoro (1988)
Kiki – Consegne a domicilio (1989)
Porco Rosso (1992)
Principessa Mononoke (1997)
La città incantata (2001)
Il castello errante di Howl (2004)
Ponyo sulla scogliera (2008)
Si alza il vento (2013)
Ogni film viene analizzato dal punto di vista cinematografico, dopodiché ci sono le ricette originali e alcune varianti più occidentali per chi non “mastica” la cucina nipponica. Così, tutti, ma proprio tutti, potranno ricreare a casa i piatti presenti nelle opere summenzionate.

D – Ci parli del rapporto tra storie e cibo nei film Miyazaki?
R – Gastronomia e cinema sono due mondi capaci di offrire esperienze sensoriali uniche e indescrivibili. Chi ha compreso a pieno questa filosofia è proprio il maestro Hayao Miyazaki, che con le sue storie toccanti ricche di magia, immaginazione, valori, tradizioni e anche cibi appetitosi. Non è un caso, infatti, che tutte le pietanze presenti nei suoi lungometraggi siano esteticamente invitanti e stuzzicanti; pazienza e cura del dettaglio nel “raccontare” sapori e profumi sono da sempre i suoi ingredienti imprescindibili. Una maestria del disegno tale da riuscire a trasmetterci tutta la fragranza di una verdura o la sofficità di un panino. Un’esperienza multisensoriale, che ci restituisce una quotidianità familiare attraverso piccoli gesti, che vanno dallo sfrigolare della pancetta al borbottio di una zuppa in pentola. Un’esperienza che Miyazaki ci dona ricordandoci che il cibo è rappresentazione di una cultura, specchio di un mondo.

di Simone Pozzati