Intervista ad Alberto Della Sala socio fondatore di Iocisto

Oggi avrò l’onore di scoprire di più su Iocisto, la prima libreria italiana ad azionariato popolare. La libreria nata grazie al desiderio degli abitanti del Vomero, popoloso quartiere napoletano, di restituire alla cultura e alla letteratura lo spazio di cui erano state private con la chiusura delle più importanti librerie del quartiere.
La libreria è accogliente, sugli scaffali bianchi la varietà di colore delle copertine spicca come un arcobaleno festoso. Scendo i pochi gradini che seguono la soglia e mi avvicino al banco, dove Alberto Della Sala mi porge la mano, sorridente. Mi fa da cicerone e mi mostra tutti gli ambienti parlandomi della loro organizzazione e di come la libreria sia un continuo divenire di eventi culturali legati al mondo della letteratura e non solo.
La saletta nella quale entriamo è accogliente, vicino a un tavolino ci sono due sedie, è lì che ci accomodiamo. Rompo gli indugi pongo la prima domanda, quella che desideravo fare da tempo:

D – Buongiorno Alberto, innanzi tutto grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande. Della vostra bella iniziativa ne hanno parlato tanto i mezzi d’informazione. Grazie anche a quello che avete scritto sul vostro sito, tutto è molto trasparente e chi è interessato, può conoscere la storia di Iocisto, dal momento in cui la libreria della gente è stata ideata fino a quando è divenuta una realtà concreta. Quello che però vorrei sapere oggi, è qualcosa di diverso. A poco più di sette mesi dall’inizio di quest’avventura, cosa è cambiato per voi soci fondatori? L’entusiasmo di quei primi giorni è rimasto invariato o si è ridimensionato sotto il peso della realtà quotidiana?
R – Buongiorno a te, e grazie per l’interesse che mostri per Iocisto e l’informazione attenta e documentata che ne dai. Abitualmente l’entusiasmo nel tempo diminuisce ma questo non accade per Iocisto: tutte le attività programmate vanno avanti grazie all’abnegazione e al coinvolgimento di tanti e questo contribuisce ad aumentarne l’entusiasmo e a creare nuovo interesse e soprattutto partecipazione, gli ingredienti che fin dall’inizio hanno condito quest’avventura.

D – Iocisto non è una libreria come tutte le altre, non dipende dalle leggi e dai tempi scanditi dalle Grandi Case Editrici e dal mercato editoriale. Iocisto è una creatura il cui cuore batte nel petto della gente. Una libreria che vive dell’entusiasmo dei soci e degli avventori. Un luogo nel quale ogni giorno è nuovo, costruito con fantasia e innovazione. Come si svolge una giornata all’interno di Iocisto?
R – Non esiste una giornata tipo in un sogno che si realizza quotidianamente, perché ogni giorno porta nuova esperienza e nuova voglia di fare; mi limito alla Libreria, ma sai che il progetto Iocisto investe il web, la comunicazione, le scuole, il territorio, la rete associazionistica, l’editoria… fermami, che vado avanti per un mese!

D – Ti fermo con una nuova domanda. Allora! Molte delle librerie storiche di questo popoloso quartiere napoletano, sono state costrette a chiudere, oppresse dalla crisi. L’idea di aprire una libreria della gente, è nata dalla necessità dei Vomeresi di riappropriarsi di uno spazio nel quale vivere e condividere la cultura con gioia e spensieratezza.  Tra le tante iniziative che ogni giorno la libreria Iocisto propone, quale credi sia quella destinata a coinvolgere maggiormente il pubblico e, soprattutto, quale descrive meglio il carattere dell’associazione?
R – Sicuramente le attività che realizziamo con le scuole e per bambini e ragazzi sono una delle caratteristiche del nostro progetto: lo radica sul territorio, gli permette di aprirsi a un pubblico altrimenti difficilmente raggiungibile, risponde all’esigenza e alla volontà di creare un luogo d’incontro, dibattito e scambio culturale, con il libro al centro di un circolo virtuoso e vincente. I seminari, gli incontri con gli autori, addirittura le cacce al tesoro in libreria e per i più piccoli reading e laboratori creativi fanno di iocisto un posto attento anche ai futuri lettori e alle loro esigenze.

D – La forza di Iocisto sta nella convinzione dei soci nella validità di questo progetto. Ci credete tanto che l’entusiasmo aleggia nell’aria e coinvolge chiunque si avvicini anche con scetticismo alla libreria. Grandi nomi della cultura napoletana si sono uniti al vostro coro e nessuno di loro rifiuta di partecipare agli eventi che organizzate. Quello che mi chiedo è se le vostre porte sono aperte anche a scrittori emergenti, coloro che di solito hanno difficoltà a trovare spazio nella grande distribuzione e che desiderino di farsi conoscere. Che rapporto avete pensato di instaurare con costoro? Avete progetti che riguardano l’aiuto da poter dare alla letteratura ‘nuova’?
R – “La libreria di tutti” non è un vuoto slogan; il programma fondativo attorno al quale si sono coagulati i consensi di tanti, prevede una parola e una promessa che non è mai stata tradita e mai lo sarà, per quanto mi riguarda: visibilità. E visibilità promettiamo e diamo a piccole e piccolissime case editrici, cui dedichiamo metà dello spazio espositivo a disposizione e oltre il 70% delle presentazioni organizzate con passione e competenza, e di riflesso agli autori emergenti, non solo napoletani che sanno di aver trovato ad Iocisto un trampolino importante e affidabile. E tra i progetti di Iocisto più ambiziosi c’è anche quello editoriale, proprio nell’ottica di una valorizzazione di nuove realtà nella “filiera del libro”, dall’autore, agli editors, ai grafici, ai promotori…

D – So che forse è presto per parlare di bilanci, nonostante ciò vorrei chiederti di raccontarmi qual è stato fino a oggi il momento più sconfortante vissuto in libreria e subito dopo ricordare con noi il più entusiasmante.
R – Io vivo la libreria con lo stesso entusiasmo dei primi giorni (ho la tessera N° 1, qualcosa significherà…) e la necessaria dose di realismo dovuta ad oltre trent’anni di esperienza nell’ambiente; quando qualcosa non va bene e l’entusiasmo non basta, il mestiere aiuta, è per quello che sono qui, per dare tranquillità e sicurezze ai soci che ogni giorno sono in libreria e la fanno funzionare; quindi se permetti il momento più buio non te lo racconto, sappi solo che è quello dal quale sono partito per creare il più entusiasmante: l’inaugurazione della libreria CON I LIBRI, e non con il sogno dei libri. Il 25 ottobre (dopo soli 2 mesi dall’inaugurazione del sogno) abbiamo spalancato e i libri erano là, a casa loro, a casa nostra nella libreria di tutti.

D – Curiosando qui e là nella libreria, ho notato un intero settore dedicato ai libri usati. Quanta importanza ha questo settore all’interno della vostra realtà e quanto contribuisce al vostro sostentamento? Vuoi fare un appello, a tal proposito, ai lettori di I-Libri? Vuoi spiegare di cosa ha bisogno oggi Iocisto, la prima libreria ad azionariato popolare e cosa può fare chi volesse diventare parte di questo progetto?
R – E’ l’angolo del bouquiniste, la trouvaille… quando pronunciavo queste parole nei primi incontri preparatori, un po’ di scetticismo lo sentivo… oggi il nostro reparto usato e il piccolo settore di antiquariato sono una realtà irrinunciabile; ci legano al territorio e ai soci col filo della donazione e diventano un virtuoso strumento di finanziamento e continuazione della vita di un libro. L’appello è facile: portateci i vostri libri che non volete o non potete tenere con voi, liberate gli scaffali per altri volumi… è solo il primo passo per entrare in libreria, innamorarsi del sogno di tanti e decidere di farne parte con tre parole da fondere: io ci sto.

D – Per finire vorrei ci spiegassi cosa ha di diverso Iocisto rispetto alle altre librerie e cosa ha in più da offrire. Qual è il suo punto di forza? Tra dieci anni, come immagini la libreria del popolo? Ci regali la tua personale visione del futuro di Iocisto?
R – Posso dirlo senza retorica, e senza paura di essere smentito: sai cosa ha di diverso Iocisto? Il sorriso. Quello del socio che apre la mattina, rubando ore al riposo o alla famiglia, o a un hobby; quello del cliente che arriva sulla soglia e ritrova la SUA libreria; quello di Daria Bignardi, Aldo Cazzullo, Massimo Recalcati, Domenico De Masi, Ferzan Ozpetec, Maurizio de Giovanni, il mio carissimo Maurizio, e tanti altri che hanno visto crescere il progetto e l’hanno aiutato; quello dei bambini e delle loro mamme durante i tanti laboratori loro dedicati; il mio sorriso, quando chiudo la sera, ogni sera della settimana, e so che domani un socio aprirà sorridendo. Se oltre i libri, gli eventi, le presentazioni, ci fosse solo quello, il sorriso…beh, già ne varrebbe la pena, non trovi? E tra dieci anni… immagino una libreria forte e radicata, ricca di nuove professionalità, con un entusiasmo ancora maggiore, quello dei ragazzi che già ora crescono e maturano esperienze e capacità, una libreria che non abbia paura di replicarsi e che esporti il suo progetto in altri quartieri, in altre realtà difficili, Scampia per prima … chissà che tra dieci anni tu non venga a iocisto2, a ridosso della nuova Università, in un quartiere che potrebbe non essere più Gomorra; io ci credo, Iocisto.

Ti ringrazio Alberto, per averci ospitato e per aver risposto alle nostre domande. Auguro alla vostra iniziativa un futuro non roseo ma variopinto come le cover di mille libri.
Grazie ancora a te, ma non sentirti ospite, sei a casa tua, nella libreria di tutti.

di Donatella Perullo