“Io e tu” o “Io e te”?

Una comunicazione snella e al passo coi tempi spesso impone il sacrificio delle vecchie regole grammaticali. Se a ciò si aggiunge che lo stesso linguaggio parlato presenta delle differenze non irrilevanti da regione a regione, è ben comprensibile il configurarsi di dubbi, o quantomeno di incertezze, sull’uso delle parole della nostra lingua, anche di quelle più comuni.

Si pensi ai pronomi personali e, in particolare, alla sequenza “io e tu” accanto a “io e te”. Qual è la forma da utilizzare?

C’è stato chi ha sostenuto che l’espressione “io e te” sia da ritenersi scorretta, in quanto “te” non è soggetto (cfr. Aldo Gabrielli, Guida pratica allo scrivere e al parlare, Milano, Mondadori, 1976; Cesare Marchi, Imparare, Milano, Rizzoli, 1984), ma anche chi ha evidenziato l’uso ormai frequente di “te” con funzione di soggetto nelle frasi coordinate (cfr. Luca Serianni, Grammatica italiana, italiano comune e lingua letteraria, Torino, UTET, 1989).

A prescindere dalla già ricordata varietà regionale, ciò che in questa sede non si può negare è che la lingua parlata abbia effettivamente introdotto, diffuso e poi imposto la forma “io e te”, con “te” complemento usato in luogo del pronome soggetto “tu”. Ciò significa che, probabilmente, il tradizionale “io e tu” è destinato a sparire…

Tuttavia, questa “tendenza” ormai ammessa e anzi prevalente riguarda solo il caso in cui i due pronomi siano usati come soggetti uniti dalla congiunzione “e”: sono invece “… da evitare, perché di livello chiaramente familiare, forme come vai te, vieni anche te (…), dove te invece di tu è un vero e proprio errore” (cfr. Marcello Sensini, Grammatica della lingua italiana, Milano, Mondadori, 1990).

Per approfondimenti sul tema, vi invito a visitare il sito dell’Accademia della Crusca.

di Marika Piscitelli